Plastic Free per un mare pulito. L’associazione sta arruolando volontari anche a Fano: erano 25 lo scorso fine settimana, impegnati a togliere rifiuti di plastica dalle spiagge tra Fosso Sejore e Baia del Re. Sono stati recuperati circa 50 chili fra retine delle cozze, grossi galleggianti abbandonati e le immancabili bottigliette. «Plastic Free – afferma Laura Angeletti, la referente locale – è nata nel 2019 per informare e sensibilizzare sul problema dell’inquinamento da plastica, soprattutto monouso, e il successo è stato tale che si è deciso di passare alle iniziative di carattere concreto, avviando tre diversi progetti». Uno si chiama Adotta una tartaruga (marina) e permette a chiunque di contribuire alle spese per recuperare, curare e riabilitare in centri specializzati gli esemplari feriti. Chi adotterà una tartaruga marina, sarà informato sul suo stato di salute e otterrà un certificato in formato digitale. C’è poi Progetto Scuola, che invita gli studenti a non ricorrere alla bottiglietta dell’acqua. La borraccia è considerata utile, ma non risolutiva. «In questo caso – prosegue Angeletti – le donazioni sono utilizzate per installare depuratori nelle scuole». Infine il Progetto Raccolta: associati di Plastic Free e volontari si radunano un po’ ovunque in Italia per ripulire spiagge e contesti urbani. A Fano c’è già stato l’esordio, il secondo raduno è in programma domenica 2 agosto alle 9-9.30 sulla spiaggia della Gimarra. «All’evento – aggiunge Angeletti – collabora l’associazione Mare Dentro e si prevede di agire su tre diversi livelli, ripulendo i rifiuti di plastica dall’arenile, dalla superficie del mare grazie al ricorso a otto tavole Sup e dal fondale, dove opereranno dei subacquei».
Plastic Free significa liberi dalla plastica, un materiale che secondo l’associazione omonima è già presente nei mari del mondo in quantità spaventose: se ne stimano 150 milioni di tonnellate. Sarebbero 570.000 all’anno le tonnellate che si riversano nel solo Mediterraneo e si ritiene che ogni settimana l’uomo ne ingerisca una quantità pari al peso di una carta di credito (5 grammi). Si calcola che ogni anno muoiano per avere ingerito plastica oltre un milione fra mammiferi e uccelli marini. «Tra i rifiuti recuperati in spiaggia – conclude Angeletti – circa cinque chili erano di retini per la mitilicoltura, vorremmo affrontare la questione parlandone con le associazioni di categoria. Potrebbe essere una delle prossime iniziative».






















