“L’acqua è un bene comune, ma la sua tutela non può gravare esclusivamente sulle spalle di chi vive e custodisce la nostra montagna. È tempo che la Regione Marche passi dalle parole ai fatti, garantendo alle Unioni Montane quanto previsto dalla legge da ormai troppi anni.”
Con queste parole la Consigliera Regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, annuncia il deposito di un’interrogazione a risposta urgente mirata a fare chiarezza sulla mancata attuazione dell’Art. 19 della Legge Regionale n. 18/2008. Una norma che sancisce il diritto dei Comuni montani a ricevere un ristoro economico di 0,04 euro per metro cubo sui consumi di acqua potabile, a titolo di compensazione ambientale per l’attività di custodia delle risorse idriche. È una beffa, sollevata recentemente dal Presidente dell’Unione Montana Montefeltro e dal responsabile ambiente del Movimento 5 stelle del Montefeltro, che dura da 6 anni: nonostante le linee guida siano state approvate con la DGR 1266/2020, l’erogazione effettiva di questi fondi rimane al palo.
“È inaccettabile”, insiste la Consigliera Ruggeri, “che, a distanza di 12 anni dalla modifica normativa e 6 anni dall’approvazione dei criteri attuativi, gli amministratori dell’entroterra debbano ancora rivendicare pubblicamente un indennizzo che spetta loro di diritto. Mentre i gestori del servizio idrico continuano a distribuire dividendi milionari, i nostri territori montani combattono contro lo spopolamento e il dissesto idrogeologico senza le risorse necessarie per proteggere i bacini e sorgenti che riforniscono l’intera regione”.
“Il blocco del contributo è stato spesso giustificato dai gestori citando presunti vincoli ARERA. Tuttavia, la stessa Autorità ha chiarito che tali somme sono applicabili se configurate come costi operativi per la tutela della risorsa, un principio già applicato con successo in altre Regioni come il Piemonte. Motivo per cui ho depositato un atto per il Consiglio regionale di martedì prossimo per avere dalla Giunta chiarimenti definitivi sui motivi ostativi che impediscono l’erogazione dei fondi alle Unioni Montane e, se è il caso, di un intervento urgente sui tavoli tecnici delle AATO per superare le resistenze dei gestori e sbloccare l’applicazione della delibera”.
“Il Movimento 5 Stelle” — conclude Ruggeri — “sostiene da sempre che i profitti generati dalle tariffe idriche debbano essere interamente reinvestiti nel territorio e nella protezione dell’ambiente, non certo per alimentare logiche di profitto privato. La Giunta dimostri di avere a cuore il nostro entroterra non solo nei convegni, ma dando attuazione concreta a una legge di giustizia territoriale.






















