FOSSOMBRONE Ammonta a 100 mila euro la somma necessaria nella residenza protetta di Fossombrone per rendere la struttura funzionale ai compiti affidati alla cooperativa che la gestisce, vale a dire La Sorgente di Fossombrone (capogruppo) unitamente alla Coop. Residenze Sociali Sanitarie di Magione (PG). La stessa che si è preoccupata in proprio di fare il punto della situazione. La somma viene richiesta a titolo di risarcimento. Il Comune, in quanto proprietario dello stabile non ha provveduto per quanto di sua competenza nonostante “di fatto abbia riconosciuto ed ammesso le carenze: stato di consistenza dei locali ed i relativi difetti e inidoneità degli impianti elettrico, antincendio, areazione e irrigazione esterna e dei beni mobili presenti nella struttura. Inoltre danneggiamento di parti d’intonaco, dei pavimenti e dei controsoffitti a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti dalla copertura e dalla canna fumaria e la presenza di umidità di risalita nelle murature del piano terra” come evidenzia il verbale del tecnico comunale. Di fatto “é venuto meno quanto stipulato nel contratto di concessione”. Un altro aspetto del contraddittorio è relativo ad un aggravamento che “si matura alla luce degli effetti della decretazione d’urgenza Covid-19 con pesanti ripercussioni proprio sulle attività delle strutture assistenziali per anziani, in quanto presidio fondamentale di tutela di tali soggetti deboli maggiormente colpiti dalla diffusione del virus”. La cooperativa di gestione si è ritrovata “ad adottare misure urgenti ed eccezionali volte alla prevenzione ed al contenimento dell’infezione, che hanno comportato la necessità di sostenere una serie di oneri economici aggiuntivi ed investimenti straordinari”. Il tutto pienamente confermato da parte dell’Asur. Emerge un dato di fatto per la cooperativa, ovvero “l’impossibilità temporanea di adempiere al canone sia di locazione che di concessione. Fino ad oggi “i maggiori costi e perdite economiche ammontano a 140 mila euro”. Nella residenza protetta si sono registrati 17 decessi, di cui 10 da attribuire al Covid-19. Con il contratto di locazione il Comune “si è obbligato contrattualmente a consegnare al concessionario l’edificio in condizioni di idoneità strutturale relative al funzionamento dei presidi socioassistenziali secondo normativa”. Il corrispettivo per la locazione era stato fissato in 53mila euro l’anno oltre ad un “corrispettivo di servizio” pari a 31mila euro. L’importo complessivo ammontano a 840 mila euro per i dieci anni quanti sono quelli previsti per la durata del contratto. Da gennaio 2019 i canoni pagati al Comune ammontano in tutto ad oltre 200mila euro, poiché al momento della sottoscrizione del contratto veniva anticipato il versamento pari ad un’annualità.





















