Peppe Ottaviani con lo sprinter azzurro Filippo Tortu
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A poche ore dalla scomparsa, doveroso ritornare sulla figura di Giuseppe Ottaviani e sugli innumerevoli record. Aveva scoperto lo sport a settantanni e le gare a ottanta. Se ne andato a 104 anni, a Sant’Ippolito dopo vent’anni di gare Master che lo avevano portato alla ribalta con i suoi record mondiali e il suo straordinario esempio di longevità sportiva. Nel 2011 ha realizzato i suoi primi record mondiali M95 nel salto in lungo e nel triplo, mentre nel 2014 è diventato l’atleta italiano con il maggior numero di vittorie in un’unica manifestazione iridata (10 medaglie d’oro ai Mondiali master indoor di Budapest) e nel 2016 il portacolori del Gs Effebi Fossombrone è stato il primo italiano a gareggiare nella categoria M100 in una rassegna nazionale e il più applaudito agli Europei master indoor di Ancona, raccontati anche in due documentari a lui dedicati. Proprio nel 2016, poco prima di compiere cent’anni, è salito anche sul palco del Festival di Sanremo, come ospite nella serata inaugurale. L’anno scorso ha ricevuto il titolo di Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella, che lo aveva ricevuto al Quirinale 2 anni prima. Due allenamenti a settimana, una disciplina ferrea e l’entusiasmo di un ragazzino che nella terza età aveva finalmente trovato il tempo per dedicarsi alla sua passione. “L’atletica italiana saluta Peppe Ottaviani, una persona bella, sorridente, capace di essere motivo di ispirazione per gli atleti di ogni età – il ricordo del presidente Giomi -. La sua passione, quella che lo ha portato a correre, saltare e divertirsi con l’atletica fino a oltre cento anni, ci sarà per sempre di insegnamento”.

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