CIA Servizi Provincia di Pesaro e Urbino, grazie ad un bando del CSR 2023/2027 indetto dalla Regione Marche per la realizzazione di progetti di informazione ha potuto organizzare, presso il Ranch Fossatella di Pergola, una prova pratica per approfondire la coltivazione della lavanda e il suo utilizzo per il benessere degli animali. Oltre due ore trascorse all’interno dell’allevamento di cavalli nella città dei bronzi dorati per scoprire una nicchia di mercato che ben sposa le aree interne e che può avere un risvolto positivo per il settore zootecnico.
Tra i partecipanti il Presidente Provinciale Pesci Sabina che ha portato il saluto di CIA sottolineando l’importanza dell’iniziativa: “Questo arbusto, coltivato dell’Azienda Agricola “Lavanda del Piano” di Giulio Baldeschi, rappresenta un’eccellenza per i suoi prodotti ed un un modello di diversificazione agroalimentare che va scoperto ed approfondito per dare valore aggiunto ad uno spigo famoso in tutto il mondo”.
Oggi avviare un lavandeto ha un costo iniziale di circa 8.000 euro per ettaro che può rendere una media dagli 80 ai 150 kg di olio essenziale o 10-15 quintali di fiori secchi per una vita media stimata in 12/14 anni. La manutenzione ha costi di gestione (diserbo, concimazione e raccolta) che ammontano a circa 1.200€/ha annui. Il ricavo lordo può variare dai 5.000 ad oltre 20.000 euro per ettaro a seconda che si venda all’ingrosso o al dettaglio, con un forte potenziale di guadagno extra tramite l’agriturismo e la vendita diretta. Il progetto di informazione promosso ha voluto esprimere la possibilità di un mercato circolare: promuovendo la coltivazione di una pianta rustica marginale che esprime il suo meglio nelle colline tra i 500 e i 700 metri di quota e coltivandola in maniera professionale con analisi del suolo e delle proprietà dei suoi oli essenziali, può trasformarsi in risorsa non solo turistica come sempre più utilizzata ma nel settore zootecnico per il suo apporto per il benessere animale.
Questi aspetti sono stati ben sviluppati dai 4 tecnici intervenuti: Della Chiara Francesco di CIA Prov.le PU che ha introdotto i lavori, Baldeschi Giulio agricoltore esperto in lavandeto, la Dr.sa Passetti Paola farmacista esperta in botanica e preparazioni galeniche e Ravaioli Mirco allevatore esperto in cavalli sportivi.
La visita in azienda, a cui hanno partecipato una trentina di agricoltori provenienti da tutta la provincia si è articolata tra presentazioni dei vari aspetti legati alla coltivazione della lavanda vera e del lavandino, alla produzione di olio essenziale e di idrolato, all’utilizzo all’interno alle aziende agricole e nella zootecnia con esempi pratici nell’allevamento di diverse razze con un focus nel mondo equino visitando l’allevamento.
In particolare sono stati presentati alcuni studi molto interessanti per i risvolti che potrebbero dare se approfonditi e messi in pratica.
Negli ovini l’integrazione di fitocomplessi della lavanda nella dieta potrebbe rappresentare una strategia naturale e bio-sostenibile per rafforzare la resilienza immunitaria. I suini d’allevamento trovano sollievo, dal punto di vista della gestione dello stress, quando annusano il profumo di lavanda in diverse fasi della giornata: nebulizzando nei recinti l’olio essenziale ha portato i maiali ad una ridotta aggressività alleviando le forme di autotraumatismo (considerando che molti soggetti tendono a mordersi la coda in modo compulsivo) ed aumentando il tempo trascorso sdraiati (rilassamento con conseguente benessere e miglioramento nella crescita).
Grazie alle proprietà antibatteriche, la lavanda se formulata in lozioni e detergenti (lavande funzionali) è fortemente indicata per favorire la rimozione dei biofilm cellulari e batterici nella mammella delle bovine da latte, senza l’uso di antibiotici. Il prodotto utilizzato essendo esente da biocidi, non è un antibiotico e non penetra e non migra nel corpo dell’animale contribuendo alla lotto alla farmacoresistenza. L’olio di lavanda è un ottimo insetticida naturale contro mosche, zecche e pulci, utile per proteggere il bestiame al pascolo e negli ambienti chiusi. L’aromaterapia con l’olio essenziale riduce significativamente i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) nei cavalli durante il trasporto evitando l’uso di tranquillanti.
Un evento importante che ha fatto conoscere due imprese agricole ad una vasta platea, che si pone tra una serie di iniziative territoriali per l’informazione e la formazione degli agricoltori che CIA Servizi Srl sta portando avanti in questi mesi grazie al “Progetto di Informazione”, così da permettere ad altre aziende di acquisire una professionalità, in questo caso sia nella coltivazione di un arbusto sempreverde aromatico che nell’allevamento di cavalli per aumentare il reddito aziendale e migliorare il benessere animale.
Si ringrazia Ravaioli Mirco per aver dato la possibilità di promuovere questo momento formativo presso la sua realtà, riconosciuta per la promozione dell’unica razza equina autoctona della Regione Marche – il cavallo del Catria – allevandolo per l’utilizzo turistico per escursioni e per l’agonismo in discipline come la Monta da Lavoro Tradizionale che rispecchia le peculiarità del cavallo in fattoria. Baldeschi Giulio che con le sue parole semplici e la tanta passione che esprime nel raccontare il suo lavoro ha coinvolto tutti gli addetti intervenuti. La Dr.sa Passetti Paola che con professionalità ha saputo unire le esperienze delle due realtà aziendali spiegando dal punto scientifico come produrre ed utilizzare i prodotti della lavanda.
Quanto esposto può essere l’input per un’economia circolare che veda uniti Regione, Agricoltori, Allevatori ed Università per studiare e mettere in pratica buone pratiche per il miglioramento del benessere animale, che potrebbero rientrare nella misura SRA30, dando vita ad un sistema produttivo locale, sicuramente da approfondire con l’Assessorato alla Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale che grazie al piano strategico permette iniziative come questa a favore del comparto agricolo e zootecnico.






















