“Il motivo conduttore della mia vita o il ritornello che mi passa spesso per la mente – spiega la batterista fanese Sonia Caselli – è sempre stata la famosa frase… Non so quello che voglio, ma so sempre come ottenerlo”. Chi è Sonia Caselli? “Una sperimentatrice della musica. Mi sento una viandante, però mi fermo dove mi trovo bene. Ad esempio al Fano jazz Club, ho trovato fin da subito un posto valido, che mi ha permesso una crescita: un po’ di tempo fa mi hanno anche eletta presidente dell’associazione e ci sono rimasta per vari anni”.
Come è nato l’amore per la musica? “Fin dalle scuole elementari il mio rapporto con la musica partì con naturalezza e curiosità, tanto che mi iscrissi a un corso pomeridiano di chitarra, dove il maestro mi incoraggiò più volte a prendere in considerazione il conservatorio”. Come avvenne la scelta dello strumento musicale? “È sempre stato per il mio animo ribelle che mi fece scegliere la batteria acustica, perché li trovo il modo di esprimere il mio spirito primordiale. Il tamburo è l’unico strumento in cui è possibile scaraventare tutta la mia irrequietezza ed è in grado di aprire tutti i chakra, cioè i principali centri energetici del corpo umano dove fluisce l’energia. Infatti corpo e mente sono legate fra loro, ma il difficile è farli viaggiare assieme e allora per canalizzare le energie senza disperderle inutilmente e per migliorare il fisico e la resistenza, sto anche prendendo lezioni di Wing Chun dall’allievo maestro Massimo Serretti”.
Cos’è la musica per lei? “Una disciplina ed è una forma matematica, perché le sue fondamenta si basano su proporzioni e frazioni. Dal ritmo all’altezza delle note, l’armonia è gestita da leggi fisiche e relazioni numeriche, per cui sono richiesti studio e sacrifici”. Ha fatto parte di qualche band? “Del trio acustico chiamato Night And Day’s: suonavamo musica autoprodotta e di buon livello tanto che arrivammo terzi a un contest musicale, invece con la band I Girofani andavamo a fare musica nei locali”.
Ci sono stati altri impegni con la musica? “Ho insegnato canto moderno e batteria alla scuola Bramucci di Fano. Mi accorsi che l’insegnamento era più divertente della serata nel locale. Feci parte anche di un gruppo che faceva un tributo a Fabrizio De André. In quel contesto conobbi gente che proveniva dal conservatorio e attraverso la loro professionalità ebbi modo di imparare e migliorare l’arte dell’interpretazione. In seguito ho conseguito il diploma di Musicoterapia e del Suono coniugando così la terapia del suono a quella del massaggio olistico, cioè il riequilibrio psicofisico della persona, essendone io una operatrice. Voglio in questo modo coniugare la massoterapia, che è una pratica terapeutica per alleviare tensioni o il recupero da traumi o affaticamenti, al suono unendo le varie frequenze di alcuni strumenti, portando benessere alle persone, perché credo sia questa la strada più profonda della musica. Inoltre sempre al Fano Jazz Club tengo lezioni di batteria a donne di tutte le età”.
























