Da Andrea Biancani mi sarei aspettato qualche proposta un po’ più intelligente riguardo il problema della crisi idrica. Non solo come sindaco di Pesaro, dove non mi pare brilli come amministratore, ma anche in precedenza come consigliere regionale non mi sembra abbia brillato e non si è mai interessato veramente dei problemi dell’entroterra. L’idea del sindaco di Pesaro Andrea Biancani di intubare l’acqua del pozzo Burano per servire la costa è datata essendo stata già avanzata sciaguratamente da altri in passato, quella poi del grande invaso mi pare non vada nella giusta direzione a causa di problemi ambientali, di scelta del sito, di possibili e più che probabili opposizioni etc . Come Udc di Cagli negli anni passati assieme ai consiglieri regionali avevamo fatto varie proposte riguardo le crisi idriche ricorrenti : regimentazione delle acque piovane per uso irriguo, incentivi all’utilizzo di miscelatori con regolatore dinamico di portata per abbattere il consumo idrico, realizzazione di invasi medio piccoli come suggerisce Coldiretti associazione che da tempo fa notare come l’Italia perda ogni anno l’89% dell’acqua piovana e serva subito una rete di piccoli invasi diffusi sul territorio, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l’acqua e distribuirla quando serve ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione. Coldiretti con l’Anbi ha elaborato un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo (veri e propri laghetti). I laghetti sarebbero realizzati senza cemento, con pietra locale e con le stesse terre di scavo con cui sono stati preparati, per raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla in caso di necessità. L’obiettivo è arrivare a raccogliere il 50% dell’acqua piovana che potrebbe essere utilizzate per una molteplicità di altri utilizzi, riducendo il prelievo di quella potabile. E’ora che la politica, tutta, si muova concretamente a tutti ilivelli per affrontare il tema delle risorse idriche che si presenta ormai da molti anni ma viene affrontato sempre nell’ottica dell’emergenza e con uscite che spesso sono un misto tra la propaganda e quella che può sembrare una mancanza di conoscenza della gravità del tema e scarsa visione del futuro che si annuncia invece sempre più “prossimo” per quanto riguarda la scarsità di acqua potabile vista la lenta ma progressiva diminuzione di precipitazioni nevose. L’Idea di intubare l’acqua del Burano senza avere la certezza di quale sia il tempo di ricarica del bacino idrico e senza la certezza (che comunque non ci sarà mai una volta fatte le tubature) della quantità del prelievo appare, anzi è, una idea non corretta da un punto di vista ambientale e comunque non risolutiva perchè tra qualche anno potremmo scoprire che le riserve idriche del pozzo Burano non sono infinite dato che in mancanza di neve la riserva non si alimenta. È ora che anche Pesaro, se vuole veramente essere il capoluogo provinciale non solo sugli atti ufficiali ma nel concreto delle scelte amministrative e politiche, adotti modalità diverse di approccio a problemi come quello idrico che sono di tutti e non solo dei residenti sulla costa.
Marcello Mei - Presidente Provinciale Udc PU






















