
FOSSOMBRONE La pagina politica forsempronese si vivacizza ad una decina di mesi dal consulto elettorale. Lara Esposti, portavoce del movimento civico Il Pensatoio, di recente costituzione, si chiede «come sia stato possibile che a febbraio 2019 un tecnico comunale abbia accertato, a seguito di sopralluogo e conseguente verbalizzazione, l’inadeguatezza della casa protetta comunale senza che da parte dell’amministrazione comunale stessa sia stato mosso un solo passo» con riferimento alla vicenda della richiesta di risarcimento da parte della cooperativa in questione per un ammontare di 240mila «per l’inadeguatezza dell’immobile e per ulteriori spese sostenute in periodo Covid». Il giudizio politico è netto «l’ignavia, e l’immobilismo di chi governa, a nulla portano se non a rivalse economiche che si sarebbero potute evitare». La seconda questione «riguarda la scuola: a due mesi dalla ripresa dell’anno scolastico, il plesso della scuola primaria di Calmazzo risulta inadeguata ai nuovi standard post Covid e la prima cosa alla quale si pensa è trasferire i bambini alla sede centrale, senza considerare l’importanza che queste piccole strutture hanno per le frazioni e anche per i bambini stessi. Ma perché non si è pensato anticipatamente di trovare soluzioni adeguate, come hanno già fatto molte scuole, stando a ciò che ha dichiarato il ministro Azzolina? A riguardo riteniamo che andrebbero valutate le proposte presentate dalla minoranza consiliare (di utilizzare strutture alternative adeguate esistenti sul posto, ndr), almeno come punto di partenza. Di certo non sarebbero da scartare solo per posizioni ideologiche o perché frutto di idee altrui. La pandemia dovrebbe averci fatto comprendere che la distribuzione sul territorio dei servizi sociali è utile a rendere questi diritti più fruibili da popolazioni residenti in aree vaste come le nostre e ad offrire tipologie di servizi più adeguate al cittadino, adulto o bambino. Insomma una scuola, una sanità e un’assistenza diffuse sono servizi per la persona e sono quelli di cui un territorio come il nostro abbisogna e su cui era necessario costruire un progetto di rinnovamento di un’area vasta». Una considerazione che la dice lunga e che non passa in secondo piano sottolinea che «nel periodo precedente le elezioni comunali, molte amministrazioni stanno inaugurando opere pubbliche, e questo, a dispetto di chi pensa che sia favoritismo in chiave elettorale, dovrebbe essere valutato come il risultato di una progettazione politica, essenza dell’amministrare. A Fossombrone in quattro anni non si è prodotta un’idea prospettica della città, un progetto globale di rinnovamento in chiave moderna. Si è visto solo un esecutivo simile ad una nave sbattuta dal vento qua e là, senza alcune reazione ed ora il bilancio non può che essere quello che è sotto gli occhi di tutti». Per gli osservatori attenti, ma non solo per loro, l’opinione pubblica si trova di fronte ad un fermento di idee e puntualizzazioni che rappresentano la novità del momento. Spetta a chi viene chiamato in causa trasformarsi in parte attiva nel dibattito».






















