Rischio mafia, appello di Confesercenti agli operatori commerciali. «Pongano la massima attenzione nella gestione dell’attività e in caso di necessità sono invitati a rivolgersi con fiducia alle associazioni di categoria», dicono Giorgio Bartolini e Alessandro Ligurgo, dirigenti dell’associazione. Il loro intervento origina da un’indagine condotta dalla Finanza in Emilia Romagna ed estesasi anche alla nostra provincia: «Intendiamo complimentarci per l’importante lavoro svolto a difesa della legalità e delle categorie economiche», aggiungono. «Confesercenti e le altre associazioni del settore – ricordano Bartolini e Ligurgo – hanno strutture e personale che possono individuare le misure più rispondenti alla singola attività, incentivi, contributi, agevolazioni statali o regionali, e aiutare le imprese nell’accesso al credito, fungendo attraverso realtà come i Confidi da garanzia supplementare o sostitutiva nei confronti delle banche. Fimcost, il Confidi di Confesercenti, gestisce il fondo anti-usura istituito a livello nazionale, con cui si può intervenire nei confronti di imprese in difficoltà che, con strumenti normali, non troverebbero accesso al credito: una fondamentale opportunità, quindi, per far sì che non cadano nelle mani della criminalità organizzata, soprattutto nell’attuale momento di incertezza».
In conclusione dell’intervento sul rischio mafia, Confesercenti plaude «al prefetto Vittorio Lapolla, che ha colto le difficoltà del momento e si è attivato per prevenire le infiltrazioni criminali nelle attività economico-commerciali e nel ricettivo, attraverso la stesura di un protocollo d’intesa finalizzato a incrementare i livelli di tutela. Un’azione di condivisione quanto mai importante, che vede in prima linea, oltre alle forze dell’ordine, ancora una volta le associazioni di categoria. Per gli operatori devono essere, sempre più, punti di riferimento sicuri e affidabili».
Dall’alto verso il basso Giorgio Bartolini e Alessandro Ligurgo di Confesecenti






















