Il consigliere regionale Marta Ruggeri
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In una fase storica segnata dal caro-gasolio, dall’aumento del gas ed energia elettrica e da una crisi energetica che continua a pesare enormemente sui bilanci di famiglie, imprese e comuni marchigiani, la maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale cancella la Legge regionale n. 28/2018. La norma aveva istituito l’URAE, l’Unità regionale per l’acquisto di energia elettrica e gas e promozione dell’energia rinnovabile. A denunciare la decisione è la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Marta Ruggeri, che contesta fortemente le motivazioni addotte dalla maggioranza.

“Ci troviamo di fronte a una decisione paradossale e profondamente dannosa per la nostra comunità”, dichiara Marta Ruggeri. “La legge sull’URAE nasceva nel 2018 da una proposta del Movimento 5 Stelle con un obiettivo chiarissimo: aggregare la domanda di cittadini, piccole imprese, artigiani, commercianti e gli Enti locali – con le centinaia di contatori intestati ai Comuni – per sfruttare la forza del gruppo e ottenere sul mercato condizioni e prezzi decisamente più vantaggiosi attraverso la Stazione Unica Appaltante Marche (SUAM). L’argomentazione usata dalla maggioranza, prosegue Ruggeri, per giustificare il colpo di spugna – ossia che la legge fosse ormai inutile o superata dagli strumenti nazionali – nasconde una verità molto diversa: questa Legge non è mai stata resa operativa dalla Giunta. Gli atti attuativi che dovevano essere adottati entro 60 giorni dall’approvazione non sono mai stati approvati, così come è sempre stata ignorata la clausola valutativa che imponeva di riferire in Aula sui risparmi concretamente generati per i marchigiani. Prima la Giunta non applica una norma fondamentale, e poi viene in Consiglio a dire che non funziona: è una logica perversa. Come si fa a dire che uno strumento non serve se non gli si è mai dato modo di funzionare? Invece di cancellare l’URAE, in questo momento di drammatica emergenza economica la Regione avrebbe dovuto ammodernarla, integrarla con le rinnovabili e valorizzare il potere contrattuale della collettività. La maggioranza ha invece preferito arrendersi e dire ai cittadini di arrangiarsi, rinunciando a un ruolo guida della Regione nel contrasto al caro-vita. Una scelta irresponsabile di cui la politica regionale si assume l’intera responsabilità” conclude Ruggeri.

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