da Comune di Fermignano
In merito alle dichiarazioni diffuse dal gruppo consiliare Fermignano Rinasce sull’immobile di via dell’Industria 13, riteniamo necessario fare chiarezza, evitando di trasformare una questione tecnica e amministrativa delicata in una polemica politica costruita su singole frasi estrapolate da una discussione consiliare.
L’Amministrazione comunale non si è mai nascosta e, soprattutto, non è mai rimasta immobile sulla vicenda dell’ex Hotel Bucci e sulla possibile destinazione della struttura a Centro di Accoglienza Straordinaria.
Al contrario, fin dal momento in cui è emersa questa eventualità, il Comune ha assunto una posizione chiara, attivandosi presso la Prefettura e gli altri soggetti competenti e rappresentando tutte le preoccupazioni legate alla collocazione, alle caratteristiche dell’immobile e all’impatto che un eventuale insediamento potrebbe avere sul territorio.
Per quanto riguarda la suddivisione dell’immobile in due subalterni, quanto affermato dal Sindaco in Consiglio comunale non rappresentava certamente un avallo della scelta compiuta dalla proprietà. Si riferiva invece alla motivazione rappresentata dal soggetto privato rispetto alla configurazione dell’immobile. Conoscere o riferire la scelta effettuata da un privato non significa né condividerla né certificarne la legittimità. È quindi del tutto strumentale sostenere che il Sindaco avrebbe ammesso l’esistenza di un “escamotage” per poi decidere consapevolmente di non intervenire.
L’istanza presentata dal gruppo di opposizione sarà naturalmente esaminata dagli uffici competenti, come avviene per qualsiasi istanza formale. Saranno i tecnici, sulla base della normativa vigente e degli atti depositati, a verificare se sussistano o meno i presupposti giuridici per un eventuale esercizio dei poteri di autotutela. La regolarità di una pratica edilizia non viene stabilita né dalla maggioranza né dall’opposizione attraverso un articolo di giornale.
Allo stesso modo, le valutazioni in materia di prevenzione incendi spettano agli organi competenti e devono essere effettuate sulla base delle caratteristiche effettive della struttura, della sua configurazione, della capienza e dell’attività concretamente esercitata. Se emergeranno irregolarità, saranno adottati tutti i provvedimenti previsti dalla legge.
Respingiamo quindi con fermezza l’accusa secondo cui il Sindaco “non starebbe muovendo un dito” o, peggio ancora, starebbe mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini. Su un tema come la sicurezza delle persone non sono accettabili né semplificazioni né strumentalizzazioni politiche.
C’è poi un punto che Fermignano Rinasce continua a confondere: la procedura relativa all’eventuale apertura di un CAS e le pratiche edilizie riguardanti un immobile su cui il proprietario chiede di far un hotel e un ostello sono due procedimenti distinti, con competenze, responsabilità e soggetti diversi. Il Comune continuerà ad esercitare fino in fondo le proprie competenze, così come continuerà a chiedere alla Prefettura e a tutti gli enti coinvolti di esercitare le loro.
La nostra posizione sul possibile insediamento di un CAS in quella struttura è stata espressa pubblicamente e formalmente e non è mai cambiata.























