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Depositata in Comune dall’opposizione la richiesta di azione “in autotutela” sulla base delle dichiarazioni di Feduzi in Consiglio Comunale

Il gruppo di opposizione, Fermignano Rinasce, ha presentato in Comune, nei giorni scorsi, un’istanza formale di autotutela per chiedere l’immediato annullamento della SCIA e delle relative agibilità sull’immobile di Via dell’Industria 13, per il quale, un paio di mesi fa, sono state raccolte 1700 firme contrarie all’insediamento di un CAS: «Non appena abbiamo potuto leggere le carte, a inizio giugno, abbiamo fiutato che la frammentazione dell’Ex Hotel Bucci in due subalterni, pur mantenendo un impianto unico, senza gli opportuni spazi per i servizi ricettivi e senza reali suddivisioni edilizie, avesse un significato. È stato poi il Sindaco Feduzi, in Consiglio, a dare una spiegazione che non lascia grande spazio all’immaginazione: “La scelta di fare la suddivisione è stata una scelta strategica della società immobiliare […], che l’ha fatta, come hanno fatto decine di strutture nel nostro hinterland, per ovviare ai  certificati di  prevenzione incendio, loro lo hanno fatto per questo”.

Come registrato dai verbali di Consiglio, è dunque Feduzi stesso a dimostrare di conoscere l’escamotage tecnico che si sta utilizzando per chiudere i lavori e utilizzare lo stabile del Bivio, a cui recentemente è stata di nuovo cambiata la destinazione d’uso in ostello della gioventù. Fatto salvo il reale utilizzo di questo ostello, su cui nutriamo legittimi dubbi, essendo già stato interessato da una richiesta di insediamento di un CAS (Centro d’Accoglienza Straordinario), siamo di fronte ad un vero e proprio rischio anche dal punto di vista della sicurezza. Se alle parole del Sindaco non dovesse seguire l’azione in autotutela che abbiamo formalmente richiesto, e che hanno avuto tempo di fare per due lunghi mesi estivi, al fine di annullare le pratiche comunali, ciò costituirebbe un’omissione gravissima da parte dell’Amministrazione. Un’ulteriore prova di quanto il Sindaco, pur essendo consapevole di ciò che sta accadendo, non stia muovendo un dito. Eppure sa bene che c’è in ballo l’incolumità dei nostri concittadini e di chiunque sarà in quella struttura.

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Il Comune ora ha l’obbligo di rispondere entro 30 giorni alla nostra istanza che per conoscenza è stata inviata anche alla Prefettura, al SUAP, al Comando dei Vigili del Fuoco, alla Questura e all’AST di Pesaro e Urbino. Feduzi non può più nascondersi dietro al Prefetto. Sulle due SCIA edilizie, rilasciate per silenzio-assenso, chiediamo che si assuma, finalmente, le proprie responsabilità.

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