da FdI Fano
La proposta del sindaco Serfilippi di intitolare una via o una piazza a Giorgio Almirante ha fatto scattare i soliti riflessi condizionati di una sinistra incapace di uscire dai propri steccati ideologici. Ancora una volta, la sinistra fa appello al tribalismo politico per sventolare spauracchi del passato e bollare con l’ennesimo anatema chiunque non si allinei alla sua narrazione di parte. Giorgio Almirante è stato un protagonista indiscutibile e fondamentale della storia repubblicana. Nel secondo dopoguerra ha compiuto una scelta di straordinario valore istituzionale e nazionale: incanalare milioni di italiani all’interno del solco costituzionale e democratico, rifiutando ogni deriva sovversiva. Attraverso il Movimento Sociale Italiano e la Destra Nazionale, ha costruito una destra parlamentare solida, radicata nel rispetto profondo delle regole e della legalità repubblicana. Per quarant’anni da deputato ha servito le istituzioni con rigore, statura morale e indiscutibile rispetto per l’avversario. Il suo storico omaggio alla camera ardente di Enrico Berlinguer nel 1984 — doverosamente ricambiato dai vertici del PCI alla sua morte — rimane uno dei momenti più alti e nobili di pacificazione nazionale nella storia d’Italia. Un gesto che dimostra una caratura umana e politica che oggi la sinistra locale dimostra di non possedere affatto. Siamo di fronte alla solita doppia morale della sinistra: in tutta Italia sono centinaia le vie, le piazze e le sale pubbliche intitolate a esponenti del PCI e dell’estrema sinistra che hanno sostenuto apertamente regimi sanguinari, dittature comuniste e ideologie illiberali. A loro viene perdonato tutto in nome della “complessità della storia”, mentre a un leader della destra democratica si vorrebbe negare persino il ricordo. Questa ipocrisia ha stancato. Sulla piena regolarità e legittimità di queste intitolazioni si è peraltro già espressa la massima giustizia amministrativa. Il Consiglio di Stato, esprimendosi sul caso del Comune di Grosseto, ha confermato in modo definitivo la piena legittimità dell’intitolazione di una via a Giorgio Almirante, respingendo i ricorsi ideologici delle opposizioni e ribadendo che la scelta rientra nelle legittime prerogative istituzionali delle amministrazioni locali. Non è quindi una scelta nostalgica, ma un atto di giustizia storica, di maturità democratica e di pacificazione sancito anche dal diritto. La sinistra se ne faccia una ragione: il tempo dei veti ideologici è finito. Il paese non ha più bisogno dei loro tribunali politici, ma di guardare alla nostra storia con l’equilibrio e il rispetto che si devono ai grandi protagonisti della vita repubblicana.























