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Dal 10 ottobre al 1 novembre torna la 63ª Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche. Un mese di appuntamenti tra boschi, tradizioni e cultura per scoprire il tartufo attraverso il territorio dove nasce

C’è un modo diverso per vivere il tartufo: non limitarsi a trovarlo nel piatto, ma seguirne le tracce fino al bosco, conoscere chi lo cerca, osservare il rapporto tra il tartufaio e il suo cane, scoprirne l’habitat, ascoltare le storie di una comunità che da generazioni convive con questo prezioso frutto della terra. È questa la prospettiva con cui Sant’Angelo in Vado si prepara alla 63ª Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche, in programma dal 10 ottobre al 1° novembre 2026, nei fine settimana. La manifestazione è la più antica in Italia dopo la piemontese Alba e da oltre sessant’anni valorizza e fa conoscere uno dei prodotti simbolo dell’eccellenza marchigiana e che quest’anno punta sempre più sulla dimensione dell’esperienza: il visitatore viene invitato a entrare nel mondo del tartufo attraverso la cerca nel bosco, le degustazioni, gli incontri, la cucina e le attività dedicate anche ai più piccoli. Nel centro storico, intanto, tornano le cantine gastronomiche, gli stand dei prodotti tipici e dell’artigianato, le mostre e gli spazi espositivi. A Sant’Angelo in Vado il tartufo è parte dell’identità del territorio. Qui la cerca è una tradizione familiare, un sapere che passa di generazione in generazione e che continua a vivere nei boschi e nelle storie dei tanti tartufai della zona. Una città di cercatori, dove non è raro che dietro una famiglia ci sia un tartufaio e dove il rapporto tra uomo e cane rappresenta ancora oggi il cuore della cerca. Un patrimonio di conoscenze che non riguarda soltanto la ricerca di un prodotto, ma un vero e proprio modo di stare nell’ambiente. Non a caso la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” è stata iscritta dall’UNESCO nel 2021 nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale dell’umanità. Il tartufo, però, racconta anche la qualità del luogo in cui nasce. Il suo habitat è legato a precise condizioni ambientali e alla presenza di ecosistemi forestali capaci di conservarne le caratteristiche. La presenza del tartufo diventa così anche un indicatore della qualità dell’ambiente e del rapporto tra biodiversità, suolo e paesaggio. È questo uno degli elementi che rende particolarmente significativa l’esperienza di Sant’Angelo in Vado: qui il tartufo non arriva semplicemente da un territorio, è il territorio. E per comprendere davvero il suo valore bisogna uscire dalle vie del centro e arrivare là dove tutto comincia, nel bosco.

LE ESPERIENZE: CERCA AL TARTUFO GUIDATA, DEGUSTAZIONI E COOKING SHOW

Per questo la Mostra 2026 propone una serie di esperienze pensate per mettere il visitatore a contatto diretto con questa dimensione. Le uscite di cerca del tartufo, guidate da tartufai e accompagnate dai loro cani, prenotabili per tutto il periodo della Mostra, permetteranno di entrare nel bosco e scoprire concretamente come nasce la cerca, osservando in prima persona quella relazione tra uomo, animale e ambiente che rappresenta forse il modo più autentico per capire perché, a Sant’Angelo in Vado, il tartufo sia molto più di un prodotto gastronomico. A queste si aggiungeranno degustazioni, incontri e cooking show, per seguire il tartufo lungo tutto il percorso dalla terra alla tavola.

LE DICHIARAZIONI

“I 63 anni della Mostra del Tartufo di Sant’Angelo in Vado rappresentano un patrimonio importante per le Marche e per le nostre aree interne -spiega Enrico Rossi, Vicepresidente della Giunta regionale-. Il tartufo non deve essere valorizzato soltanto nei mesi autunnali, ma può diventare un vero ambasciatore delle Marche durante tutto l’anno e un motore di sviluppo economico e sociale. Per questo è fondamentale mettere in rete i tanti territori marchigiani legati al tartufo, creando circuiti turistici e agroalimentari capaci di unire costa ed entroterra. Come Regione stiamo lavorando anche per aumentare la produzione, con nuovi impianti di tartufaie, interventi di cura e tutela e progetti di ricerca e sperimentazione sulla coltivazione. L’obiettivo è creare maggiore valore lungo tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione e commercializzazione, generando nuove opportunità per le nostre comunità e per l’occupazione”.

“Sessantatre anni rappresentano una storia importante con davanti un grande futuro -commenta Francesco Baldelli, assessore regionale con delega ai Territori Interni -. Quella di Sant’Angelo in Vado, seconda in termini di ‘anzianità’ solo alla piemontese Alba, è una pietra miliare nella valorizzazione dell’oro della terra. Le nostre colline sanno creare un valore unico, e noi tutti dobbiamo lavorare affinché questo valore non sia solo stagionale, ma sappia contraddistinguere e promuovere la nostra regione tutto l’anno. Il tartufo ha tutte le potenzialità per essere ambasciatore del territorio e volano per tutte le altre eccellenze enogastronomiche e culturali della nostra regione. Sosteniamo con forza le manifestazioni del settore, da nord a sud delle Marche. Eventi come quelli di Pergola, Acqualagna, Sant’Angelo in Vado, Amandola, Roccafluvione e anche Apecchio e Fossombrone, rappresentano altrettante occasioni per valorizzare, non solo il prodotto ‘principe’ delle tavole di tutto il mondo, ma le ricchezze delle Marche, una regione da scoprire”

“La Mostra Nazionale del Tartufo Bianco di Sant’Angelo in Vado – evidenzia il presidente della Provincia Alberto Alessandri – si conferma appuntamento di grande prestigio e punto di riferimento nel settore a livello nazionale, che da 63 anni riesce a valorizzare pienamente il territorio provinciale conferendo eccezionale visibilità alle nostre eccellenze. Anche per quest’edizione gli organizzatori hanno definito un programma di assoluto livello, in grado di legare ambiente, comunità e storia nel segno di una laboriosità che viene tramandata da generazioni. Siamo sicuri che i visitatori apprezzeranno le tante proposte e iniziative articolate su un mese di eventi che avranno al centro le nostre tradizioni”.

“La 63ª Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Sant’Angelo in Vado rinnova un appuntamento di particolare rilievo per la nostra comunità e per l’intero territorio – spiega il sindaco di Sant’Angelo in Vado Giuseppe Rossi – . Da oltre sessant’anni, la manifestazione contribuisce a far conoscere la nostra città, le sue eccellenze e il patrimonio culturale e gastronomico che la contraddistingue. L’edizione di quest’anno conferma gli appuntamenti più rappresentativi, a partire dal Motoraduno Internazionale del Tartufo, e introduce diverse novità. Avremo una maggiore presenza di commercianti di tartufo e delle tradizionali cantine, la nuova partnership con l’Associazione Italiana Sommelier e un programma potenziato di esperienze di cerca del tartufo, per permettere ai visitatori di conoscere più da vicino una delle tradizioni che maggiormente caratterizzano il nostro territorio. Proprio alla cerca sarà inoltre dedicato un nuovo appuntamento speciale, il Palio della Cerca al Tartufo di Sant’Angelo in Vado. Rivolgo un sentito ringraziamento agli organizzatori, alle associazioni, agli operatori e a tutti coloro che, con il proprio lavoro e la propria disponibilità, contribuiscono alla realizzazione di questo importante appuntamento”.

“Sant’Angelo in Vado è al centro di uno dei territori di maggiore produzione di Tartufo Bianco Pregiato al mondo – commenta Francesco Martinelli, curatore scientifico dell’evento-. La Mostra è l’occasione per raccontare il tartufo lungo tutto il suo percorso, partendo dal prodotto finale e andando a ritroso fino al bosco e all’ambiente che lo rende possibile: dalla gastronomia alla cerca, dai saperi dei tartufai alla ricerca scientifica e alla tutela dell’habitat. Un patrimonio naturale e culturale che dobbiamo conoscere sempre meglio per poterlo proteggere e valorizzare nel futuro”.

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“Il nostro evento affonda le radici in una storia ormai consolidata -spiega il consigliere comunale con delega alla promozione territoriale Andrea Longhi-, per questo abbiamo l’obbligo di rimanere fedeli alla tradizione, confermando i grandi appuntamenti che caratterizzano la Mostra, ma dobbiamo essere bravi a intercettare e portare in scena i trend e le tendenze contemporanee: nascono così le experience e tante nuove attività come la Caccia al Tartufo e le degustazioni e i cooking show”. “La Mostra Nazionale Del Tartufo Bianco di Sant’Angelo in Vado rappresenta un appuntamento importante per la promozione delle eccellenze del nostro territorio ma anche per la valorizzazione dell’intero sistema economico e produttivo dell’entroterra – dicono Giada De Simoni, responsabile Confartigianato area di Pesaro e Paolo Rossi, responsabile Confartigianato area di Sant’Angelo in Vado -. Si tratta di un’iniziativa che permette inoltre di mettere in relazione istituzioni, imprese, attività commerciali e comparto del turismo. Come Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino siamo orgogliosi di sostenere, attraverso il nostro patrocinio, una manifestazione che contribuisce a rafforzare l’identità e l’attrattività della nostra provincia. Sostenere la Mostra del Tartufo significa quindi investire nella capacità del territorio di raccontarsi, creare opportunità e generare valore, mettendo in rete le tante realtà che ogni giorno contribuiscono alla sua crescita”.

IL PRIMO WEEKEND: DAL BOSCO ALLA TAVOLA, PASSANDO PER LA CITTÀ

Il primo fine settimana, sabato 10 e domenica 11 ottobre, aprirà ufficialmente la 63ª edizione con un programma che mette insieme cultura del tartufo, gastronomia, tradizione e intrattenimento. Sabato sarà innanzitutto la giornata dell’inaugurazione. Nel pomeriggio i musei cittadini apriranno le loro porte e alle 15 in un convegno nella Chiesa di Santa Caterina “delle Bastarde”, si parlerà di ricerca, tutela e valorizzazione del tartufo, affrontando alcuni dei temi centrali per il futuro del prodotto e del territorio. Alle 18, in piazza Umberto I, sarà il momento dell’inaugurazione ufficiale della Mostra, seguita dalla grande maxi frittata, composta con mille uova, preparata da Accademia Gastronomica Antonio Bedini Chef in collaborazione con Martelli Fabiano Tartufi. La domenica sarà invece una giornata dedicata alla scoperta del territorio e ai diversi modi di vivere il tartufo. Fin dal mattino Sant’Angelo in Vado sarà animata dal Mercato di Campagna Amica, dal raduno di auto d’epoca “Le strade del tartufo” e dal festival d’arte Tartufarte. Il tartufo sarà protagonista naturalmente anche a tavola. Alle 11, allo spazio Wooden Houses, la degustazione “Vini da tartufo – Le Marche nel bicchiere 2026” curata da AIS Marche accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’incontro tra tartufo e vino. Alla stessa ora, sul palco centrale, la cerimonia del Tartufo d’Oro celebrerà le personalità che hanno contribuito a raccontare e valorizzare questo mondo. Alle 11.30 sarà poi la volta del cooking show con lo chef Daniele Patti, del ristorante Lo Scudiero di Pesaro. Nel pomeriggio AIS Marche tornerà protagonista alle 16 con la degustazione dedicata a “Incrocio Bruni 54: 90 anni di storia nel calice”. A chiudere il programma gastronomico della giornata, alle 17, sarà il cooking show “Il gusto che fa bene”, a cura della Cooperativa Sociale Francesca.

IL SECONDO WEEKEND: IL TARTUFO INCONTRA MOTORI, VINO E ALTA CUCINA

Il secondo fine settimana, sabato 17 e domenica 18 ottobre, è quello dove rombano motori da tutta Europa per il Motoraduno Internazionale del Tartufo organizzato dal locale MotoClub Tonino Benelli. Migliaia di centauro arrivano a Sant’Angelo in Vado per rendere onore a Sua Maestà Re Tartufo, accolti con la proverbiale simpatia e la gustosa cucina delle cantine monumentali che aprono i battenti per l’occasione. La domenica tornerà invece protagonista il gusto, con un programma che mette il tartufo in dialogo con la tradizione enologica marchigiana. Alle 11, nello spazio Wooden Houses, AIS Marche proporrà “La Montata – Dolce memoria: il passito della tradizione tra racconto e degustazione”, mentre alle 11 sul palco centrale si terrà una nuova cerimonia del Tartufo d’Oro. Nel pomeriggio il programma alternerà comicità, vino e alta cucina. Alle 15.30 sarà protagonista Bicio con lo spettacolo L’antidepressivo naturale; alle 16 AIS Marche proporrà “Tartufo e vino: figli della stessa terra”, una degustazione che mette in relazione due produzioni profondamente legate al paesaggio rurale. Alle 17, infine, spazio a Riccardo Agostini, chef del Piastrino di Pennabilli, con la premiazione e il cooking show dedicato al percorso che lo ha portato dalle colline del Montefeltro alle Stelle Michelin.

IL TERZO WEEKEND: NEL CUORE DEL BOSCO, DOVE NASCE IL TARTUFO

Il terzo weekend, sabato 24 e domenica 25 ottobre, porta il racconto della Mostra ancora più vicino all’origine del tartufo: il bosco e la cerca. Il momento centrale sarà infatti la mattina di domenica, quando al Campo Monti, nell’area della Domus del Mito, si svolgerà la 54ª edizione del Trofeo Sergio Perrotta, gara di cerca al tartufo. Sul fronte gastronomico, sabato alle 17 lo spazio Wooden Houses ospiterà il convegno e la degustazione “Il vino dell’ospitalità: alla scoperta del passito tradizionalmente chiamato Vino Santo”. Domenica sarà invece AIS Marche a proporre “La Montata Domus Vinorum – Storie e vini del territorio”, mentre alle 11.30 tornerà il cooking show dello chef Daniele Patti, del ristorante Lo Scudiero di Pesaro. E se la cerca del tartufo sarà protagonista fin dal mattino, nel pomeriggio sarà la città stessa a trasformarsi in un grande teatro della tradizione. Alle 15.30, tra via Mercuri e piazza delle Erbe, andrà in scena “Tartufo in Gioco”, il Palio della Cerca che vedrà i rioni cittadini sfidarsi in una competizione dedicata alla ricerca del tartufo. Un modo per trasformare una tradizione locale in un’esperienza collettiva e partecipata. A chiudere la giornata, alle 18, sarà il cooking show con Giulia Brandi dell’Osteria di Palazzo Mercuri.

IL QUARTO WEEKEND: FIERA DEI TARTUFAI

Sabato 31 ottobre sarà nuovamente possibile vivere l’esperienza della cerca del tartufo nel bosco, accompagnati da cane e tartufaio. Alle 18, nella Chiesa di Santa Caterina “delle Bastarde”, sarà invece presentato il libro “Cani o figli? I paradossi della cinofilia moderna” di Andrea Giuliani, in collaborazione con il Canile di Ca’ Lucio: un appuntamento che riporta al centro uno dei rapporti più profondi e caratteristici della cultura della cerca, quello tra l’uomo e il cane. Domenica 1 novembre la manifestazione arriverà al suo appuntamento conclusivo con la Fiera dei Tartufai, una fiera delle merci che ha origini antiche e ricorda quel momento in cui i tartufai, con i guadagni del primo mese di cerca al tartufo, scendevano in città per fare provviste per l’inverno

La Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche è organizzata dal Comune di Sant’Angelo in Vado con il sostegno della Regione Marche, dell’Unione Montana Alta Valle del Metauro, di Camera di Commercio delle Marche, e il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino e di Confartigianato Imprese Ancona e Pesaro e Urbino. Con la partecipazione del Motoclub Tonino Benelli di Sant’Angelo in Vado, dell’Associazione Pro Loco Tifernum Metaurense e dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo.

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