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Per quindici giorni abbiamo volutamente mantenuto il silenzio sul mancato funzionamento del semaforo all’intersezione tra via Flaminia e ponte del Risorgimento. Abbiamo voluto verificare fino a che punto potesse spingersi l’inerzia e la noncuranza dell’Amministrazione comunale di fronte a un problema che riguarda la sicurezza dei cittadini in uno degli snodi più trafficati e delicati della viabilità urbana. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Sono trascorsi quindici giorni e il semaforo continua a non funzionare. Una situazione che pone interrogativi precisi sulle capacità di intervento e sull’organizzazione della Giunta comunale.

Le prime domande sono che cosa stanno facendo gli assessori competenti, insieme a un Ufficio Tecnico comunale che dispone di sei figure professionali tra geometri e architetti? Quali iniziative sono state assunte per ripristinare il funzionamento dell’impianto e con quali tempi? E soprattutto, in questi quindici giorni, quale presidio della Polizia Municipale è stato organizzato nelle ore di maggiore intensità del traffico? Il Corpo dispone di otto unità, compresa la Comandante e in aggiunta due ausiliari del traffico. In passato, in situazioni analoghe, le precedenti Giunte avevano disposto il presidio dell’incrocio da parte della Polizia Municipale nelle ore diurne. È dunque legittimo domandarsi quali misure siano state adottate in questo periodo per garantire la sicurezza della circolazione. Perciò è legittimo domandarsi se e come tali risorse umane siano state impiegate per garantire la sicurezza di un’intersezione tanto problematica.

Non siamo di fronte a un episodio isolato. Con l’interpellanza del 30 giugno 2025, il Capogruppo consiliare di Fare Comune aveva posto all’attenzione del Consiglio e della Giunta un quadro articolato di criticità riguardanti via Flaminia, via Goffredo Mameli, via Bruno Buozzi e i principali ponti cittadini. Si chiedevano marciapiedi adeguati, attraversamenti pedonali sicuri, interventi sulla viabilità e una programmazione capace di favorire anche la mobilità alternativa.

Analoghe iniziative consiliari hanno riguardato le frazioni di Acquaviva e Secchiano, dove sono state segnalate situazioni che richiedono interventi per la sicurezza dei pedoni e per una migliore organizzazione della circolazione stradale.

Nonostante ciò basta percorrere via Flaminia per constatare che numerose strisce pedonali sono ormai scolorite, mentre continuano a mancare gli attraversamenti rialzati che offrono maggiore protezione al pedone, soprattutto in prossimità di luoghi particolarmente frequentati come il supermercato CONAD. Si tratta di interventi che meritano un’attenzione prioritaria, tanto più in presenza di un traffico veicolare intenso. Invece si è andati addirittura nella direzione opposta, come dimostra il caso di via Goffredo Mameli, dove gli attraversamenti rialzati, anziché essere migliorati, sono stati rimossi, favorendo velocità di percorrenza più elevate e aumentando i rischi per i pedoni.

E che dire di Monte Petrano, per il quale da oltre due anni il Capogruppo Mazzacchera chiede il ripristino della segnaletica e interventi per la sicurezza e la tutela dell’area, senza che alle richieste siano seguiti risultati apprezzabili?

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Il problema, dunque, è una questione di grave carenza di manutenzione ordinaria, capacità organizzativa, individuazione delle priorità, trasparenza dei criteri e tempestività degli interventi. Nessuno pretende che ogni problema possa essere risolto immediatamente. Si chiede però che vi siano risposte, tempi certi e una programmazione riconoscibile e trasparente. La sicurezza stradale non può dipendere dalla reiterazione delle segnalazioni dei cittadini o delle interpellanze dell’opposizione.

Peraltro, nei precedenti dibattiti consiliari sulla mobilità e sulla sicurezza, l’assessore ai Lavori pubblici si era dichiarato disponibile ad aprire un tavolo di confronto con l’opposizione. Una disponibilità che Fare Comune aveva accolto favorevolmente, nella convinzione che su temi tanto importanti fosse possibile e doveroso costruire soluzioni condivise. Ad oggi, tuttavia, non è stato avviato alcun confronto strutturato e quella disponibilità è rimasta una semplice dichiarazione d’intenti.

Rimane ancor più difficile comprendere questa situazione considerando le significative risorse derivanti dalle sanzioni rilevate attraverso l’autovelox, parte delle quali deve essere destinata, secondo le disposizioni del Codice della strada, anche a interventi per la sicurezza stradale. Il sospetto è che interventi di ordinaria amministrazione, che dovrebbero essere programmati e realizzati con continuità, vengano rinviati fino ad assumere il carattere di iniziative straordinarie da esibire in prossimità delle elezioni. Una concezione della gestione della cosa pubblica che sarebbe profondamente sbagliata, perché la sicurezza dei cittadini non può essere subordinata al calendario elettorale.

Il quadro che emerge è quello di un’Amministrazione comunale che fatica ad assicurare persino interventi ordinari di manutenzione e sicurezza, nonostante le ripetute segnalazioni, le interpellanze consiliari e le risorse disponibili. Non si chiedono opere straordinarie, ma la capacità di affrontare tempestivamente problemi concreti che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. La sicurezza stradale non può diventare un tema da riscoprire in prossimità delle elezioni. Deve essere una responsabilità esercitata ogni giorno, per l’intera durata del mandato amministrativo.

Gruppo consiliare Fare Comune – Cagli

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