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Restano in carcere i tre immigrati di origine moldava, arrestati nella prima mattinata di ieri tra Lucrezia di Cartoceto e Fano, che hanno opposto una strenua resistenza prima di essere ammanettati dai poliziotti. Il quarto uomo del gruppo è riuscito a dileguarsi correndo a piedi nella notte, a Fano nella zona fra l’ex Scac e Madonna Ponte.

Due agenti hanno riportato ferite nella colluttazione con il presunto capo del gruppo, un uomo di 45 anni, altri due loro colleghi hanno rischiato di essere investiti mentre intimavano l’alt ai veicoli in fuga. Erano tre: una Toyota e due furgoni che risultano rubati (un Citroen Jumpy sottratto a Jesi quasi un anno fa e una Renault Kangoo presa a Bellocchi la notte stessa).

Nei due vani per il trasporto delle merci è stata recuperata refurtiva per un valore complessivo di circa 10.000 euro. C’erano computer portatili, contante per 600 euro, mascherine, taniche di gasolio, bibite e merendine prelevate dai distributori automatici di tre aziende fanesi, ripulite poco prima nella zona industriale a Bellocchi. Sommando le forze di due commissariati, Fano e Urbino, con quelle della squadra mobile proveniente da Pesaro, una ventina di poliziotti aspettava il gruppo di moldavi al varco del casello autostradale. Quando i quattro hanno visto le divise, sono schizzati via a bordo dei veicoli in tre direzioni diverse ed è cominciato un concitato inseguimento stradale a tutto gas. Le due presunte staffette, giovani di 22 e 23 anni che fuggivano sulla Toyota, sono stati bloccati lungo il tratto fanese dell’A14, diretti verso nord. Il presunto capo ha invece imboccato l’autostrada ed è stato fermato a Lucrezia, mentre il quarto uomo è uscito di strada lungo la statale Adriatica, finendo in un fossato, ed è scappato a piedi. Stamane si è svolta l’udienza di convalida nel Tribunale a Pesaro e per tre arrestati è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere, per reati che vanno dal furto aggravato alla ricettazione, dalla resistenza a pubblico ufficiale alle lesioni.

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Il gruppo comunicava attraverso radioline, niente cellulari, e la polizia ha sequestrato nei veicoli numerosi attrezzi da scasso, tra cui piedi di porco (uno lungo più di un metro) e un paio di grossi martelli. L’esito dell’operazione è stato illustrato oggi pomeriggio nel commissariato di Fano dai dirigenti Stefano Seretti, Simone Pineschi (Urbino) e Paolo Badioli (squadra mobile di Pesaro). Continuano le indagini per capire se allo stesso gruppo possano essere ricondotti altri colpi in zona, in particolare a Fossombrone, Fermignano e Canavaccio di Urbino.

 

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