{"id":11038,"date":"2020-10-14T09:38:22","date_gmt":"2020-10-14T07:38:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=11038"},"modified":"2020-10-14T09:38:52","modified_gmt":"2020-10-14T07:38:52","slug":"claudio-m-maffei-un-nostro-regalo-al-nuovo-assessore-alla-sanita-tutto-quello-che-dovrebbe-sapere-sul-dm-70-che-purtroppo-non-e-poco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2020\/10\/14\/claudio-m-maffei-un-nostro-regalo-al-nuovo-assessore-alla-sanita-tutto-quello-che-dovrebbe-sapere-sul-dm-70-che-purtroppo-non-e-poco\/","title":{"rendered":"Claudio M. Maffei: &#8220;Un nostro regalo al nuovo Assessore alla Sanit\u00e0: tutto quello che dovrebbe sapere sul DM 70 (che purtroppo non \u00e8 poco)&#8221;"},"content":{"rendered":"<pre>di Claudio M. Maffei, 13 ottobre 2020 (https:\/\/www.tech4care.it\/)<\/pre>\n<h3><span style=\"color: #00ccff;\"><strong>Premessa<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11039 alignright\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00025274.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"240\" \/>Sta per essere nominato il nuovo Assessore alla Sanit\u00e0 della Regione Marche. Chiunque sar\u00e0 \u00e8 presumibile che orienter\u00e0 la sanit\u00e0 regionale a mantenere quanto pi\u00f9 possibile diffusa la rete\u00a0 ospedaliera il che ne farebbe \u201coggettivamente\u201d un potenziale nemico del territorio. Tanto bisogna averlo chiaro in testa: pi\u00f9 ospedale uguale meno territorio e quindi pi\u00f9 ospedale meno prevenzione e meno assistenza domiciliare. A meno di non fare miracoli, ma qua sono difficili le cose normali, figuriamoci i miracoli.\u00a0Pu\u00f2 valere la pena di prepararsi alla nuova stagione della sanit\u00e0 regionale avendo chiaro lo stato della nostra rete ospedaliera che sar\u00e0 il primo vero terreno di confronto tra la nuova Giunta e la rete dei servizi della Regione. Per prepararci tocca studiare perch\u00e9 la sanit\u00e0 \u00e8 complessa e le prime dichiarazioni di Saltamartini (che rimettono \u00a0in discussione gli ospedali unici) vanno bene per la campagna elettorale, ma per il governo della sanit\u00e0 regionale non solo non bastano, ma rischiano di portare subito nella strada sbagliata.\u00a0E allora studiamo cosa dice il DM 70 del 2015 che mette(va) le basi delle reti ospedaliere regionali e studiamo lo stato della applicazione del DM 70 nella Regione Marche.\u00a0 Poi facciamo qualche considerazione. Il tutto lo regaliamo al nuovo Assessore.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #00ccff;\"><a style=\"color: #00ccff;\" href=\"http:\/\/www.regioni.it\/download\/news\/407117\/\"><strong>DM 70\/2015<\/strong><\/a><strong>: lo spirito<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il DM 70\/2015 \u00e8 frutto del lavoro avviato nel 2012 dall\u2019allora ministro Renato Balduzzi assieme all\u2019AGENAS e al suo direttore, pure di allora, Fulvio Moirano. Le paternit\u00e0 degli atti sono spesso importanti: il ministro era (ed \u00e8) persona molto competente in amministrazione sanitaria (\u00e8 stato ai suoi tempi uno dei consulenti della ministra Bindi) e Moirano era (\u00e8) tecnico con grande esperienza Aziendale,\u00a0 regionale e nazionale. Nella mia interpretazione il DM 70 va letto e andrebbe applicato con questo quadro concettuale di riferimento:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>le reti ospedaliere sono ipertrofiche e spesso anche disperse con un duplice effetto: sottrazione di risorse al territorio e bassa qualit\u00e0 per la diluizione delle casistiche (in quegli stessi anni in cui nasce l\u2019idea del DM comincia a consolidarsi la consapevolezza dell\u2019importanza del rapporto volumi di attivit\u00e0\/esiti);<\/li>\n<li>per forzare le Regioni ad adottare politiche per la razionalizzazione della rete ospedaliera si introducono nel DM vincoli di diversa natura: numero di posti letto ogni 1000 abitanti, bacini di utenza predefiniti per le diverse discipline (con un range), definizione di tre tipologie di ospedali pubblici (di base, di primo livello e di secondo livello), definizione di un numero di posti letto minimi per le strutture, volumi minimi di attivit\u00e0 per una serie di condizioni\/interventi;<\/li>\n<li>la riduzione nel numero di posti letto per acuti e nel numero di strutture ospedaliere deve essere sostenuta da una parte da una efficiente rete dell\u2019emergenza-urgenza (che rassicuri le realt\u00e0 locali private dei loro piccoli ospedali storici e degli\u00a0 annessi punti di primo intervento) e dall\u2019altra da un potenziamento di tutti i servizi territoriali a partire dalle strutture a tipo ospedali di\u00a0 comunit\u00e0 ( dotati di posti letto delle cosiddette cure intermedie) fino ai servizi residenziali e a quelli domiciliari;<\/li>\n<li>la assistenza ospedaliera va erogata con una attenzione organizzata ai problemi di sicurezza e qualit\u00e0 delle cure e alla continuit\u00e0 ospedale\/territorio;<\/li>\n<li>gli ospedali devono funzionare\u00a0 a rete e le reti da attivare prioritariamente sono quelle tempo-dipendenti delle emergenze cardiologiche, del trauma grave\u00a0 e dell\u2019ictus;<\/li>\n<li>la rete dell\u2019emergenza-urgenza deve essere programmata facendo riferimento ad una serie di criteri per il suo dimensionamento sia come centrali operative che come mezzi di soccorso avanzato.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, il DM 70 va visto come un insieme organico di interventi strutturali, organizzativi e culturali che vanno in tre direzioni: razionalizzazione della\u00a0 rete ospedaliera e dell\u2019emergenza, potenziamento dei servizi territoriali e miglioramento della qualit\u00e0 e sicurezza delle cure. Ogni Regione dovrebbe perseguire in modo organico questi tre obiettivi mettendoli in fase tra loro attraverso, certo, una serie di atti, ma anche con azioni verificate attraverso un sistema informativo che consenta il monitoraggio del loro impatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Allegato 1 al DM 70\/2015 declina nel dettaglio gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all\u2019assistenza ospedaliera da utilizzare da parte delle Regioni per il percorso di trasferimento sul campo del percorso sopraindicato.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ccff;\"><a style=\"color: #00ccff;\" href=\"http:\/\/www.regioni.it\/download\/news\/407117\/\"><strong>DM 70\/2015<\/strong><\/a><strong>: la lettera<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-11041 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/image-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/image-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/image-630x420.jpg 630w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/image.jpg 648w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Detto dunque che lo spirito del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.regioni.it\/download\/news\/407117\/\">DM 70\/2015<\/a>\u00a0\u00e8 quello di spingere davvero le Regioni a investire sui servizi territoriali attraverso una razionalizzazione anche forzata delle reti ospedaliere e dell\u2019emergenza, vediamo anche la\u00a0<em>lettera<\/em>\u00a0delle sue disposizioni e cio\u00e8 quello che le Regioni debbono fare per la sua applicazione. Quello che segue \u00e8 un estratto\u00a0 a tipo\u00a0<em>Selezione dal Reader\u2019s Digest<\/em>\u00a0dei riferimenti dati dal Decreto Balduzzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i\u00a0<strong>posti letto\u00a0<\/strong>viene dato come riferimento alle Regioni un limite di 3 posti letto per acuti ogni mille abitanti e di 0,7 per la post-acuzie (e quindi la lungodegenza e la riabilitazione pi\u00f9 quelle attivit\u00e0 che pur non essendo classificate come ospedaliere hanno una tariffa superiore ad un certo valore per giornata di degenza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli\u00a0<strong>ospedali<\/strong>\u00a0 vengono definiti bacini di utenza diversi a seconda del tipo di ospedale (saltiamo qui il discorso degli ospedali specializzati e di quelli delle aree disagiate che meritano una trattazione a parte):<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">da 600.000 a 1.200.000 abitanti per gli ospedali di secondo livello (tra cui le Aziende Ospedaliere);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">da 150.000 a 300.000 per gli ospedali di primo livello;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">da 80.000 a 150.000 per gli ospedali di base.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per le\u00a0<strong>discipline<\/strong>\u00a0c\u2019\u00e8 un doppio riferimento:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">il tipo di ospedale: ogni ospedale (di base, di primo o di secondo livello) ha un repertorio \u201cminimo\u201d di discipline:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il bacino di utenza: varia con un minimo e massimo di abitanti diverso per ciascuna disciplina (a titolo di esempio per la cardiologia va da 150.000 a 300.000 abitanti).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i\u00a0<strong>volumi di attivit\u00e0<\/strong>\u00a0ci sono dei valori soglia per una serie di attivit\u00e0 al di sotto dei quali quella attivit\u00e0 non pu\u00f2 essere effettuata. Il pi\u00f9 noto di questi limiti \u00e8 rappresentato dal numero dei parti per i quali si rimanda ad un Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010. Secondo il DM 70 la riorganizzazione della rete ospedaliera dovrebbe poi garantire l\u2019adeguato funzionamento di alcune reti specifiche per disciplina o attivit\u00e0. In particolare il Decreto fornisce riferimenti per le tre reti tempo-dipendenti del trauma grave, dell\u2019ictus e delle emergenze cardiologiche.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ccff;\"><strong>La applicazione del Decreto Balduzzi alla rete ospedaliera della regione Marche: la\u00a0<\/strong><a style=\"color: #00ccff;\" href=\"http:\/\/www.norme.marche.it\/Delibere\/2018\/DGR1554_18.pdf\"><strong>DGR 1554\/2018<\/strong><\/a><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0<a href=\"http:\/\/www.norme.marche.it\/Delibere\/2018\/DGR1554_18.pdf\">DGR 1554\/2018<\/a>\u00a0\u00e8 stata il frutto di un lavoro meritorio di declinazione delle modalit\u00e0 con cui la Regione ha applicato il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.regioni.it\/download\/news\/407117\/\">DM 70\/2015<\/a>\u00a0e riproduce (ovviamente a mio personale parere) pregi e limiti dell\u2019allora modalit\u00e0 di governo (tecnico, ma inevitabilmente anche politico) della sanit\u00e0 regionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo dai pregi:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>su ogni punto della parte dispositiva del DM 70\/2015 sono stati prodotti con abbondanza e completezza\u00a0 delibere regionali e la ricostruzione degli atti viene fatta nella DGR in modo completo e sistematico;<\/li>\n<li>viene sviluppato in alcuni passaggi lo stato dell\u2019arte su problematiche specifiche importanti come ad esempio il nuovo Salesi e il nuovo INRCA.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">E adesso i limiti:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>mancano i dati necessari ad una valutazione di merito prima e di impatto poi sulle misure gi\u00e0 adottate (permane la forte carenza del supporto informativo alle attivit\u00e0 di programmazione);<\/li>\n<li>vi sono alcune\u00a0\u00a0<em>sviste<\/em>(valutazione ancora una volta personale) in alcuni passaggi programmatori importanti come quelli riguardanti i posti letto e la classificazione delle strutture ospedaliere;<\/li>\n<li>si documenta un eccesso di ospedali e di unit\u00e0 operative e si rimanda per gli ulteriori adeguamenti al DM 70\/2015 ad un nuovo Piano, quello approvato ad inizio dell\u2019anno che poi nella realt\u00e0 non se ne \u00e8 occupato.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valutazione generale complessiva della delibera:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">si conferma un orientamento della Regione a una sorta di\u00a0<strong>programmazione sotto dettatura<\/strong>(del livello centrale) basata su singoli atti il cui complessivo impatto sul sistema dei servizi e sulla salute non viene valutato. Difetto che si traduce in atti che evocano cambiamenti importanti di tipo culturale ed organizzativo che spesso si fermano a livello di dichiarazione di principio (si dovrebbe fare cos\u00ec, faremo cos\u00ec). Reti cliniche e PDTA\u00a0 sono il campo \u00e8 maggiore il rischio di\u00a0 una sorta di\u00a0<em>sanit\u00e0 di carta<\/em>;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">manca una visione d\u2019assieme che tenga integrati i due percorsi della razionalizzazione delle reti ospedaliere e dell\u2019emergenza e dello sviluppo della sanit\u00e0 territoriale.<\/li>\n<\/ol>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ccff;\"><strong>Ma il DM 70 non andrebbe rivisto?<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il DM 70 non piaccia alla politica lo si sa da tempo. Basti pensare alla sua scarsa applicazione che ha portato anche alla costituzione di\u00a0 una apposito Tavolo ministeriale di Monitoraggio ai sensi di una\u00a0<a href=\"http:\/\/www.regioni.it\/sanita\/2015\/07\/24\/conferenza-stato-regioni-del-02-07-2015-intesa-tra-governo-regioni-e-province-autonome-di-trento-e-di-bolzano-concernente-lindividuazione-di-misure-di-razionalizzazione-e-di-efficientamento-415145\/\">Intesa Stato-Regioni del 24 luglio 2015.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi \u00e8 arrivato il Covid-19 che ha fatto in molte realt\u00e0 \u201cresuscitare\u201d la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/lettere-al-direttore\/articolo.php?articolo_id=86099\">ipotesi di una riapertura dei piccoli ospedali<\/a>(laddove la chiusura o riconversione sia avvenuta) vista la ridotta capacit\u00e0 della rete ospedaliera di molte Regioni a far fronte al picco epidemico.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/allegati\/create_pdf.php?all=7828271.pdf\">La\u00a0 stessa circolare ministeriale sulla riorganizzazione della rete\u00a0 ospedaliera\u00a0 in applicazione del Decreto Rilancio di maggio<\/a>\u00a0non nomina mai il DM 70. Il che non \u00e8 segnale, per quanto indiretto, da poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cos\u2019ha che non piace alla politica del DM 70? Per quel che si riesce a capire \u00e8 che \u201ctaglierebbe \u201d troppo, troppi ospedali e troppi posti letto. Quel che la politica non dice (perch\u00e9 forse non lo sa) \u00e8 che il DM 70 applicato per intero aumenta la razionalit\u00e0, la efficienza e la presumibile efficacia e sicurezza della assistenza ospedaliera e consente un pi\u00f9 razionale utilizzo delle risorse specie umane da reinvestire nel potenziamento dei servizi territoriali. Se invece, come \u00e8 avvenuto in molte Regioni, alla trasformazione dei piccoli ospedali non si accompagna una crescita dei servizi territoriali\u00a0 la logica conseguenza sar\u00e0 la spinta a richiedere di restituire \u201cci\u00f2 che \u00e8 stato tolto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo se abbastanza spesso i piccoli ospedali sono stati trasformati, a non essere toccati sono stati gli ospedali di piccole-medie dimensioni generatori di sicure diseconomie che nelle Marche si traducono ad esempio in almeno due-tre ospedali di primo livello di troppo. E quindi di due-tre cardiologie, terapie intensive e medicine d\u2019urgenza di troppo, per rimanere ad alcune delle discipline pi\u00f9 \u201ccritiche\u201d. Quindi del DM 70 andrebbe prima verificata criticamente l\u2019applicazione e poi fatto un ragionamento sulle modifiche da apportare. A meno che alcune Regioni non vogliano un \u201ctana libera tutti\u201d che farebbe riarretrare ancora di pi\u00f9 la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza\u00a0 territoriale che tutti dicono di voler potenziare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il DM 70 \u00e8 vecchio come impostazione di quasi 10 anni e quindi va certamente rivisto, ma in modo selettivo salvandone l\u2019impostazione generale che ancora regge e soprattutto usandolo come strumento\u00a0 di riorientamento delle risorse verso il territorio e non come lama con cui tagliare servizi poi non sostituiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il DM 70 va innanzitutto rivisto\u00a0 per togliere privilegi non pi\u00f9 giustificati al privato. Infatti, da una parte tutte le strutture pubbliche o sono ospedali di base, oppure ospedali di primo o di secondo livello oppure\u00a0vengono riconvertiti, a meno di non diventare in pochi casi limitati ospedali di area particolarmente disagiata. In tutti i casi gli ospedali pubblici debbono svolgere una attivit\u00e0 in urgenza con una funzione di Pronto Soccorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra parte alle Case di Cura per sopravvivere basta e bastava\u00a0 poco, pochissimo: alle Case di Cura per essere accreditate basta avere almeno\u00a0 40 posti letto per acuti e far parte di una Rete d\u2019Impresa che le riunisca fino a raggiungere il numero di almeno 80 posti letto. Poi di fatto non sono quasi coinvolte nell\u2019emergenza-urgenza, ma sono col linguaggio del DM 70 \u201c<em>strutture con compiti complementari e di integrazione all\u2019interno della rete ospedaliera\u201d.\u00a0<\/em>Il che consente loro di scegliersi la fetta di mercato pi\u00f9 conveniente di fatto facendo concorrenza alle strutture pubbliche nelle stesse discipline .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo parlare dell\u2019ortopedia? Non \u00e8 il caso di rivedere questi assurdi privilegi, tanto pi\u00f9 assurdi alla luce dell\u2019esperienza Covid? Per rivederli bisogna da una parte lasciare anche\u00a0 al pubblico in situazioni definite la possibilit\u00e0 di avere ospedali coinvolti nella sola attivit\u00e0 programmata e dall\u2019altra porre vincoli molto pi\u00f9 severi all\u2019accreditamento delle Case di Cura Private innalzando il numero minimo di posti letto per struttura e prevedendo un loro maggior coinvolgimento sia nell\u2019area dell\u2019urgenza che della acuzie internistica e geriatrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro punto rivedibile nel DM 70 \u00e8 la struttura troppo rigida come elenco di discipline previste per ciascuna tipologia\u00a0 di ospedale. Ne risulta, ad esempio, qualche ortopedia ed urologia di troppo specie se si continua a lasciare la briglia sciolta al privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 indispensabile immettere nel \u201cnuovo\u201d DM 70 la logica della organizzazione dipartimentale,\u00a0 per intensit\u00e0 di cure, e quella delle reti cliniche, da non limitare a quelle tempo-dipendenti. Fissare alcuni riferimenti cogenti su questi due punti (intensit\u00e0 di cure e reti cliniche) \u00e8 sicuramente necessario per evitare che si continuino, ad esempio, a chiamare reti aggregazioni generiche di reparti della stessa disciplina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ccff;\"><strong>Conclusione finale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il DM 70 con le opportune correzioni deve cambiare la politica e non viceversa, com\u2019\u00e8 invece nelle intenzioni di vari Presidenti delle Regioni. Forse anche il suo Assessore?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudio M. Maffei, 13 ottobre 2020 (https:\/\/www.tech4care.it\/) Premessa Sta per essere nominato il nuovo Assessore alla Sanit\u00e0 della Regione Marche. Chiunque sar\u00e0 \u00e8 presumibile che orienter\u00e0 la sanit\u00e0 regionale a mantenere quanto pi\u00f9 possibile diffusa la rete\u00a0 ospedaliera il che ne farebbe \u201coggettivamente\u201d un potenziale nemico del territorio. 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