{"id":13936,"date":"2021-01-05T15:23:26","date_gmt":"2021-01-05T14:23:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=13936"},"modified":"2021-01-05T15:24:06","modified_gmt":"2021-01-05T14:24:06","slug":"pesaro-urbino-leconomia-nel-2020-salto-indietro-di-decenni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2021\/01\/05\/pesaro-urbino-leconomia-nel-2020-salto-indietro-di-decenni\/","title":{"rendered":"Pesaro Urbino l\u2019economia nel 2020, salto indietro di decenni.\u00a0Saldo pesante con il Covid che ha inferto un colpo durissimo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Da modello virtuoso negli anni Settanta a provincia in affanno come mai prima d\u2019ora negli ultimi anni. Un colpo durissimo quello inferto al mondo delle imprese della manifattura e dei servizi in provincia di Pesaro e Urbino nell\u2019<em>annus horribilis\u00a0<\/em>del Covid dalla pandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati economici relativi alla demografia di imprese elaborati dal\u00a0<em>Centro studi regionale della CNA<\/em>\u00a0e illustrati questa mattina nel corso della Conferenza stampa annuale della CNA di Pesaro e Urbino, tenutasi al\u00a0<strong><em>Cantiere Navale Rossini<\/em><\/strong>, ci restituiscono un quadro sconfortante anche se non completamente disastroso considerati i due pesanti periodi di\u00a0<em>lockdown<\/em>\u00a0(il primo soprattutto), che ha riguardato un po\u2019 tutti i settori della nostra economia: in pratica 10 mesi su 12. Alla presentazione erano presenti il sindaco di Pesaro,\u00a0<strong>Matteo Ricci<\/strong>, il vicepresidente della Giunta regionale,\u00a0<strong>Mirco Carloni,<\/strong>\u00a0il presidente della Camera di Commercio delle Marche,\u00a0<strong>Gino Sabatini<\/strong>. In collegamento telefonico anche il segretario della CNA di Pesaro e Urbino,\u00a0<strong>Moreno Bordoni<\/strong>. Per i Cantieri Rossini erano presenti il direttore\u00a0<strong>Alfonso Postorino<\/strong>\u00a0e l\u2019Ad\u00a0<strong>Stewart Parvin<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati del Centro Sudi CNA sono stati illustrati e commentati da\u00a0<strong>Alberto Barilari<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUna situazione \u2013 ha detto tra l\u2019altro il presidente provinciale dell\u2019associazione \u2013 che ha costretto molte attivit\u00e0 (i dati ufficiali arriveranno solo alla fine di gennaio), a chiudere i battenti. Altre che hanno cercato di resistere grazie solo alla tenacia e ricorrendo a fondi e dotazioni proprie e magari facendo ricorso a molti espedienti come la cassa integrazione; la richiesta di bonus e ristori; il rinvio di alcune scadenze e la moratoria sui mutui. Misure largamente insufficienti, ed in molti casi \u2013 come spesso denunciato dalla CNA \u2013 tardive che hanno appena lenito le difficolt\u00e0 delle aziende. Tanti i settori in difficolt\u00e0: la manifattura in generale (<em>tessile, mobile e meccanica<\/em>); ma anche quello dei servizi:\u00a0<em>commercio<\/em>\u00a0in primis ma anche\u00a0<em>turismo e ristorazione<\/em>. E poi\u00a0<em>autoriparazioni, servizi alla persona<\/em>. Pesantissimo il quadro per il settore della\u00a0<em>cultura<\/em>\u00a0e per le imprese impegnate nello spettacolo:\u00a0<em>teatri, cinema, produzioni<\/em>. Secondo l\u2019analisi della CNA \u201cSi \u00e8 salvato solo il settore dell\u2019<em>edilizia e dell\u2019impiantistica\u00a0<\/em>dal secondo semestre dell\u2019anno grazie alla conferma degli incentivi economici (<em>Ecobonus e Superbonus 110%<\/em>), e quello dei\u00a0<em>trasporti e logistica\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malissimo\u00a0<strong>l\u2019export<\/strong>\u00a0con la maggior parte dei mercati internazionali bloccati dalla crisi pandemica; gli spostamenti tra i paesi vietati; l\u2019annullamento dei pi\u00f9 importanti eventi fieristici. Il dato complessivo parla di un\u00a0<strong>-13,2%<\/strong>\u00a0rispetto all\u2019anno precedente. Per il momento sono disponibili i soli dati a livello regionale che parlano di cali consistenti nelle esportazioni rispetto all\u2019anno precedente con punte allarmanti per il tessile: (-<strong>27%<\/strong>). Conti in rosso anche per il mobile:\u00a0<strong>\u2013 14,5%<\/strong>\u00a0e la meccanica\u00a0<strong>\u2013 19,5%\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati disponibili sullo stock delle\u00a0<strong>imprese attive<\/strong>\u00a0per anno mostrano per il decennio (2010-2020), una sistematica diminuzione delle imprese in provincia di Pesaro e Urbino che si attesta attorno ad un preoccupante\u00a0<strong>-9,4%.<\/strong>\u00a0Ben Superiore alla media delle Marche:\u00a0<strong>-8,4%.<\/strong>\u00a0Ha fatto peggio di noi solo la provincia di Fermo con\u00a0<strong>-11,4%.<\/strong>\u00a0E\u2019, invece, assai meno accentuata rispetto al dato regionale per la provincia di Ascoli Piceno\u00a0<strong>(-3,0%).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dinamica per settore delle imprese attive nel corso del 2020 (il confronto \u00e8 tra il dato al 31 dicembre 2019 e quello al 30 novembre 2020), mostra che nella provincia di Pesaro e Urbino il calo di quelle attive\u00a0<strong>(-0,4%)<\/strong>\u00a0\u00e8 inferiore a quello regionale\u00a0<strong>(-0,5%)<\/strong>\u00a0ed \u00e8 concentrato in termini assoluti nel commercio:\u00a0<strong>\u2013 83 imprese<\/strong>\u00a0e nell\u2019agricoltura:\u00a0<strong>-78.<\/strong>\u00a0Meno decise risultano invece le perdite nelle attivit\u00e0 manifatturiere (-<strong>22 unit\u00e0<\/strong>\u00a0pari in termini relativi al \u2013<strong>0,5%<\/strong>). Appare rilevante anche la diminuzione\u00a0<strong>(-28 unit\u00e0<\/strong>\u00a0pari a\u00a0<strong>-1,8%)<\/strong>\u00a0delle imprese delle \u201caltre attivit\u00e0 dei servizi\u201d (cui corrispondono soprattutto servizi alle persone)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cresce, invece, il numero delle imprese attive nei servizi ad alto contenuto di conoscenza (servizi di informazione e comunicazione, attivit\u00e0 immobiliari, finanziarie e assicurative, attivit\u00e0 professionali scientifiche e tecniche, attivit\u00e0 di noleggio e altri servizi alle imprese: considerate assieme realizzano quasi\u00a0<strong>90 unit\u00e0<\/strong>\u00a0in pi\u00f9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le manifatture (in questo caso i dati fanno riferimento al confronto tra i primi tre trimestri 2019 e 2020), i settori che registrano diminuzioni pi\u00f9 intense sono quelli dell\u2019abbigliamento\u00a0<strong>(-4,4<\/strong>%) e del legno-mobile (nel loro assieme:\u00a0<strong>-2,1%<\/strong>)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Calano anche le\u00a0<strong>nuove imprese<\/strong>; quelle che si iscrivono nell\u2019unit\u00e0 di tempo. Il riferimento \u00e8 ai primi 11 mesi del 2020 a confronto con lo stesso periodo dell\u2019anno prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella provincia di Pesaro e Urbino le nuove imprese calano rispetto al 2019 del\u00a0<strong>23,7%.<\/strong>\u00a0 Tra i principali settori di attivit\u00e0 coinvolti da tale tendenza, le perdite di iscrizioni pi\u00f9 accentuate riguardano, in termini assoluti, l\u2019agricoltura (<strong>-45 nuove imprese<\/strong>), il commercio (<strong>-42<\/strong>), le manifatture\u00a0<strong>(-31<\/strong>) e le attivit\u00e0 professionali scientifiche e tecniche (-<strong>30 iscritte<\/strong>). Tra i pochi settori che vedono aumentare le iscrizioni di nuove imprese, vi \u00e8 quello dei trasporti e magazzinaggio <strong>(+6 imprese<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel terzo trimestre 2020 (ultimo dato disponibile), le dinamiche della\u00a0<strong>domanda di lavoro<\/strong>\u00a0rispetto al trimestre precedente (il II del 2020) sono favorevoli per tutto il territorio delle Marche anche se con diversa intensit\u00e0 nelle province. Quella di Pesaro e Urbino si riporta nel corso del III trimestre quasi ai livelli pre-Covid, con la domanda di lavoro che segna una flessione inferiore al punto percentuale\u00a0<strong>(-0,9%).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I saldi tra<strong>\u00a0assunzioni e cessazioni<\/strong>, che per motivi connessi alla stagionalit\u00e0 delle attivit\u00e0 economiche, hanno di solito segno positivo nel primo e secondo trimestre dell\u2019anno, negativo nel terzo e quarto, presentano invece anche nel terzo trimestre 2020 segno positivo\u00a0<strong>(+3.440 unit\u00e0)<\/strong>\u00a0in tutta la Regione Marche. Solo la provincia di Pesaro e Urbino registra un saldo negativo con il numero di cessazioni che supera quello delle assunzioni di circa\u00a0<strong>200 unit\u00e0.\u00a0<\/strong>Si tratta, purtroppo, di dati ancora sottostimati e condizionati dall\u2019impossibilit\u00e0 per le imprese di licenziare in seguito ad apposito Decreto emanato dal Governo subito dopo l\u2019esplosione della pandemia.\u00a0Fino a qui la fotografia. La CNA di Pesaro e Urbino, tuttavia, conta in una sorta di rimbalzo tecnico, una ripresa delle attivit\u00e0 a partire dal secondo-terzo trimestre del 2020. Se infatti la campagna vaccinale proseguir\u00e0, sar\u00e0 possibile tornare seppur lentamente ad una quasi normalit\u00e0 e, si spera, ad una ripresa di tutte le attivit\u00e0, compresa la possibilit\u00e0 (per l\u2019economia pesarese vitale), di viaggi e spostamenti verso l\u2019estero.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>da CNA di Pesaro e Urbino<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da modello virtuoso negli anni Settanta a provincia in affanno come mai prima d\u2019ora negli ultimi anni. Un colpo durissimo quello inferto al mondo delle imprese della manifattura e dei servizi in provincia di Pesaro e Urbino nell\u2019annus horribilis\u00a0del Covid dalla pandemia. 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