{"id":22951,"date":"2021-09-22T10:21:54","date_gmt":"2021-09-22T08:21:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=22951"},"modified":"2021-09-22T10:32:35","modified_gmt":"2021-09-22T08:32:35","slug":"cantiano-a-due-passi-da-casa-sabato-il-tributo-dellassociazione-lara-ai-militari-vitali-bei-e-traversini-uccisi-da-una-slavina-nel-1917","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2021\/09\/22\/cantiano-a-due-passi-da-casa-sabato-il-tributo-dellassociazione-lara-ai-militari-vitali-bei-e-traversini-uccisi-da-una-slavina-nel-1917\/","title":{"rendered":"Cantiano, &#8220;A due passi da casa&#8221;: sabato il tributo dell&#8217;associazione l&#8217;Ara ai militari Vitali, Bei e Traversini uccisi da una slavina nel 1917"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8220;A due passi da casa&#8221; \u00e8 la significativa e importante iniziativa dell&#8217;<\/span><span style=\"color: #00ffff;\"><strong>associazione ricreativa culturale l\u2019ARA<\/strong> <\/span><span style=\"color: #ffffff;\">con sede in Pontedazzo di Cantiano per commemorare i militari<\/span> <span style=\"color: #00ffff;\"><strong>Stefano Vitali, Anselmo Bei e Luigi Traversini<\/strong> <\/span><span style=\"color: #ffffff;\">deceduti al ritorno dal fronte a causa di una slavina verificatasi in localit\u00e0<\/span> <span style=\"color: #00ffff;\"><strong>Fontacce il 23 gennaio 1917. Avr\u00e0 luogo nel sito medesimo dove avvenne la tragedia sabato 25 settembre a partire dalle ore 10.30 col patrocinio del Comune di Cantiano.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #00ffff;\">La vicenda nel racconto di Valeria Petrelli<\/span><\/strong><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre nomi, tre giovani anime sognanti, tre militari, partiti per il fronte della prima Guerra Mondiale, assieme a tanti altri, cos\u00ec,&#8230; strappati dalla quotidianit\u00e0, dai loro cari, amici, dalle loro vite di sempre, fatte di semplicit\u00e0, amori e passioni, risate e canti spensierati, con gli occhi puntati verso un futuro migliore.\u00a0Bei Anselmo, Traversini Luigi e Vitali Stefano&#8230;\u00a0Ecco i loro nomi, uniti da un unico destino beffardo, inconcepibile, quasi inaccettabile, come un fitto respiro interrotto, a due passi da casa.\u00a0Era un rigido, quanto maledetto, 23 gennaio del 1917.\u00a0La guerra stava volgendo ormai al termine, mietendo milioni di giovani vite, caduti senza addii, come teneri fiori, uccisi dalla furia del vento inarrestabile, imprevedibile, feroce, come solo la guerra pu\u00f2 essere.\u00a0I nostri soldati, sopravvissuti allo scempio dei campi di battaglia, grazie alla licenza a loro concessa, in quel giorno, stavano tornando a Cantiano, il loro amato paese.\u00a0Un lungo viaggio, governato da quella smania irrefrenabile, adrenalinica, nostalgica, da stimolare tutta la forza ed energia per arrivare.\u00a0S\u00ec&#8230; arrivare alle porte delle loro case.\u00a0Quanto avranno sognato, immaginato nelle loro menti, il momento in cui gli sguardi si sarebbero incrociati con le loro mamme, padri, fidanzate o mogli, con gli occhi pieni di lacrime di gioia.\u00a0Quanto avranno parlato e riso, tra loro&#8230; quante sensazioni di calore nel ritrovare tutto come avevano lasciato, quei pallidi ma vivi ricordi, dove pi\u00f9 la strada si accorciava pi\u00f9 prendevano colore.\u00a0Gi\u00e0, i colori delle campagne, i loro monti, cornici della vita di paese, il profumo del cibo fatto in casa, con amore, insomma erano vicini, vicinissimi a quella calda normalit\u00e0 di cui avevano dovuto fare a meno.\u00a0 \u00a0In quegli anni gli inverni erano freddi e tempestosi, con copiose nevicate, anche quell&#8217;anno non fece eccezione e una vera e propria bufera, sorprese il loro cammino a poche centinaia di metri da Pontedazzo.\u00a0Chiss\u00e0, se non trovarono rifugio o furono la smania ed il freddo a spingerli verso la tempesta, ignari del pericolo che stavano per affrontare?\u00a0Ed \u00e8 cosi, che nella notte tra il 23 ed il 24 gennaio, proprio al loro passaggio, una valanga li seppell\u00ec, all&#8217;improvviso, nel silenzio assordante delle notti d&#8217;inverno.\u00a0L&#8217;indomani, giunsero a Cantiano altri soldati, i quali chiesero notizie dei tre compagni e del loro arrivo,\u00a0ma non ebbero alcun riscontro.\u00a0Il giorno 25, nei pressi del luogo della valanga, fu rinvenuto tra la neve, un tascapane, ma nessuno poteva immaginare a tanto orrore.\u00a0Passarono cos\u00ec dei giorni, freddi, difficili, infiniti, alimentando angoscia ed ansie per i familiari e non solo, tutto il paese era ormai in preda alla preoccupazione e tutti erano in subbuglio.\u00a0Il giorno 2 febbraio, iniziarono cos\u00ec le ricerche, concludendosi con straziante esito.\u00a0Furono ritrovati infatti, ormai privi di vita e come si evince dagli scritti sulla loro storia di <strong><span style=\"color: #00ffff;\">Guglielmo Guglielmi e Dante Bianchi<\/span><\/strong>&#8230; <em>&#8220;venivano ritrovati insieme con atteggiamento sereno&#8221;.\u00a0<\/em>Furono cos\u00ec innalzate tre croci, nel luogo del ritrovamento, con i loro nomi, Bei Anselmo, Traversini Luigi, Vitali Stefano, affinch\u00e9 il ricordo di ognuno e la loro sventura, non vengano sotterrati ancora una volta.\u00a0Tre uomini, tre nomi, tre croci, una storia quasi dimenticata, se non fosse per un uomo di Pontedazzo, Morena Anselmo, che ne mantiene viva la memoria, raccontando questa vicenda con tanto cuore, a chiunque gli chieda delle medesime, le quali le mantiene solenni, alte e pulite, con la consapevolezza ed il rammarico che il tempo, come le sterpaglie, avrebbero coperto o sbiadito questo pezzo di storia quasi incredibile quanto triste.\u00a0I loro nomi sono riportati anche sulle pietre della memoria, assieme a tutti i caduti di Cantiano nella prima Guerra Mondiale, all&#8217;interno della chiesa di Sant&#8217;Agostino di Cantiano. Le loro morti non furono provocate dall&#8217;odio e dalla barbarie della Grande Guerra, ma da un appuntamento scritto ed irrevocabile con il destino, lo stesso che li rende ancora vivi, attraverso le rievocazioni del loro drammatico epilogo.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #00ffff;\"><strong>Per il supporto ricevuto l&#8217;Ara ringrazia<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mar. Ord. Fabio Ventanni comandante della Stazione Carabinieri di Cantiano &#8211; <\/em><em>Stefano Radicchi &#8211;\u00a0<\/em><em>Francesco Guglielmi &#8211;\u00a0<\/em><em>Amministrazione Comunale &#8211;\u00a0<\/em><em>Unione Montana del Catria e Nerone &#8211; <\/em><em>Dr. Agr. Maurizio Tanfulli responsabile settore demanio, agricoltura, foreste, ambiente &#8211; Anselmo Morena &#8211; Peter<\/em><em>\u00a0<\/em><em>Santini Simoncelli &#8211; Giorgio <\/em><em>Sanna<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #00ffff;\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;A due passi da casa&#8221; \u00e8 la significativa e importante iniziativa dell&#8217;associazione ricreativa culturale l\u2019ARA con sede in Pontedazzo di Cantiano per commemorare i militari Stefano Vitali, Anselmo Bei e Luigi Traversini deceduti al ritorno dal fronte a causa di una slavina verificatasi in localit\u00e0 Fontacce il 23 gennaio 1917. 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