{"id":34365,"date":"2022-09-10T09:28:17","date_gmt":"2022-09-10T07:28:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=34365"},"modified":"2022-09-10T09:28:32","modified_gmt":"2022-09-10T07:28:32","slug":"crocevia-delle-arti-ultimo-mese-il-successo-della-mostra-che-celebra-raffaello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2022\/09\/10\/crocevia-delle-arti-ultimo-mese-il-successo-della-mostra-che-celebra-raffaello\/","title":{"rendered":"&#8220;Crocevia delle arti&#8221;, ultimo mese. Il successo della mostra che celebra Raffaello"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34369 alignright\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-7-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-7-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-7-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-7-1-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-7-1-696x928.jpg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-7-1-1068x1424.jpg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-7-1-315x420.jpg 315w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-7-1.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px\" \/>\u00c8 iniziato l\u2019ultimo mese della mostra alla Galleria Nazionale delle Marche dedicata ai 600 anni del Duca di Urbino, in svolgimento al piano terra di Palazzo Ducale, dove sono visibili ben 80 opere provenienti anche da paesi europei e dagli Stati Uniti. Inoltre, nella prima sala dell&#8217;Appartamento degli Ospiti prosegue l\u2019esposizione con la ricostruzione di alcuni abiti storici: due richiamano quelli del <i>Dittico<\/i> di Urbino custodito agli Uffizi; gli altri quattro sono rifacimenti di costumi dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Prosegue ancora per un mese \u2013 cio\u00e8 fino al prossimo 9 ottobre &#8211; al piano terra di Palazzo Ducale di Urbino, negli spazi della Galleria Nazionale delle Marche, <\/span><b>la mostra <\/b><b><i>Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio: Urbino crocevia delle arti<\/i><\/b><b>, <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">curata da Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini e Giovanni Russo, che propone ben 80 opere &#8211; tra pitture, sculture, disegni, medaglie, affreschi staccati e codici -, un terzo delle quali provenienti dall\u2019estero.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Fino alla fine di agosto la mostra \u00e8 stata frequentata da circa 50mila visitatori, quasi un decimo dei quali erano giovani di et\u00e0 compresa tra i 18 e i 25 anni, la fascia di et\u00e0 normalmente pi\u00f9 &#8220;assente&#8221; dai musei, che invece quest&#8217;anno, sia per le collaborazioni con Universit\u00e0, Accademia e ISIA, sia &#8211; probabilmente &#8211; per la campagna social, ha visto un sensibile incremento.\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Anche se ancora non ha raggiunto i numeri pre-pandemia, la Galleria Nazionale delle Marche sta recuperando velocemente: il 2019 fece registrare un numero di ingressi eccezionalmente alto grazie alla mostra dedicata a Raffaello, mentre in precedenza il museo era attestato sui 180\/200mila visitatori all&#8217;anno di media, cifra alla quale il museo &#8211; oggi diretto da Luigi Gallo &#8211; dovrebbe avvicinarsi nel 2022, tenendo presente anche la mancanza dei visitatori \u201cscolastici\u201d, che quest&#8217;anno sono stati circa la met\u00e0 rispetto agli anni precedenti, ovvero 30\/35mila unit\u00e0 invece dei consueti 60\/70mila.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Infine da registrare il dato positivo delle presenze straniere, specialmente francesi e tedeschi, e un consistente ritorno anche di quelli locali, sia per la mostra dedicata ai 600 anni di Federico da Montefeltro, sia per l&#8217;apertura delle nuove sale del II piano di Palazzo Ducale.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il percorso espositivo<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34368 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-3-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-3-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-3-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-3-1-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-3-1-696x928.jpg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-3-1-1068x1424.jpg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-3-1-315x420.jpg 315w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/workinprogress-3-1.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/>Si tratta di un interessante quanto intenso viaggio attraverso un periodo cruciale sia per la storia di Urbino e della sua corte, sia per la storia dell\u2019arte italiana, che a quegli anni deve molto. La mostra \u00e8 arricchita dal catalogo edito da Marsilio, che oltre alle foto e alle schede delle opere, recher\u00e0 i testi dei tre curatori, del Direttore della Galleria Nazionale delle Marche <\/span><b>Luigi Gallo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e altri saggi. Inoltre, per l\u2019intero periodo della mostra sar\u00e0 visibile la <\/span><b>ricostruzione di sei abiti storici dell\u2019epoca di Federico da Montefeltro<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La mostra &#8211; che rester\u00e0 visibile fino al prossimo 9 ottobre 2022 &#8211; si sviluppa attraverso sette diverse sezioni.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La prima, dal titolo \u201c<\/span><b>Ritorno di Federico da Montefeltro a Urbino. Piero e gli antefatti prospettici (1462-1476)\u201d, <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">avvia intorno alla met\u00e0 dell\u2019ottavo decennio del Quattrocento, dall\u2019epoca in cui Francesco di Giorgio viene incaricato del ruolo di \u2018architettore\u2019 del duca, assumendosi le funzioni anche di soprintendere ai lavori strutturali e decorativi per la fabbrica del palazzo, oltrech\u00e9 a quelli dei cantieri prevalentemente militari sparsi nel territorio feltresco. Sono gli anni durante i quali, anche per la presenza pi\u00f9 costante di Federico da Montefeltro a palazzo, Urbino diviene sempre pi\u00f9 un vero crocevia delle arti, con una vocazione di cosmopolitismo difficilmente rilevabile in altre corti italiane dell\u2019epoca. Caratterizzano questa parte iniziale della mostra il busto di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Francesco Laurana<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> proveniente dal Museo Nazionale del Bargello di Firenze, accompagnato dalla <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Flagellazione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> appartenente al periodo in cui Piero operava per le corti adriatiche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nella seconda sezione, \u201c<\/span><b>Francesco di Giorgio da Siena a Urbino\u201d<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">,sientra nel cuore dell\u2019argomento della mostra con la convocazione a Urbino del celebre artista e architetto senese Francesco di Giorgio, attestato con certezza presso la corte almeno dal 1477. La sezione contempla alcune opere, sia in ambito pittorico sia in quello scultoreo, che richiamano l\u2019attivit\u00e0 degli ultimi anni trascorsi a Siena, il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">gisant<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> bronzeo per il monumento sepolcrale del grande umanista senese Mariano Sozzini, in origine nella chiesa di San Domenico a Siena e oggi conservato al Bargello. La presenza della<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Madonna col Bambino e un angelo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della Pinacoteca Nazionale di Siena evoca l\u2019attivit\u00e0 nella bottega di Francesco di Giorgio di un suo fedele collaboratore, finora non identificato anagraficamente, il cos\u00ec detto \u2018Fiduciario di Francesco\u2019, che probabilmente segu\u00ec come un\u2019ombra il maestro anche a Urbino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La sezione dedicata a \u201c<\/span><b>Francesco di Giorgio bronzista e plasticatore\u201d <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">ha l\u2019ambizione di raccogliere i bronzi realizzati da Francesco di Giorgio al tempo dell\u2019attivit\u00e0 feltresca, insieme con alcune significative opere di plasticatore, utili a palesare la grande dimestichezza del maestro senese con la scultura \u201cper via di porre\u201d. L\u2019opera chiave \u00e8 ovviamente la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Deposizione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della chiesa del Carmine di Venezia, proveniente dall\u2019oratorio della Croce di Urbino e sullo sfondo della quale Francesco di Giorgio ritrasse Federico da Montefeltro con il giovanissimo figlio Guidubaldo, verso il 1475. Vi sono poi le due versioni in stucco della <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Discordia<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> &#8211; un rilievo in cui Francesco di Giorgio rivela la sua assoluta competenza prospettica e il profondo debito con la cultura donatelliana &#8211; e si completa con un grande gruppo fittile tridimensionale e policromo raffigurante il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Compianto<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> &#8211; e il relativo bozzetto -, che segna ormai il rientro a Siena del maestro verso la met\u00e0 degli anni ottanta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34366 alignright\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"734\" height=\"489\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-696x464.jpg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-1068x712.jpg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02134-630x420.jpg 630w\" sizes=\"auto, (max-width: 734px) 100vw, 734px\" \/>La quarta sezione, dal titolo \u201c<\/span><b>Pittura di corte all\u2019ombra di Piero della Francesca\u201d, offre <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">alcune tra le opere pi\u00f9 significative degli anni in cui il grande maestro \u00e8 attivo presso la corte: la<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Madonna di Senigallia<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, che nei loro sfondi architettonici, cos\u00ec misurati e razionali, paiono ispirarsi agli stessi interni del palazzo urbinate. Accanto vedranno la loro presenza dipinti di un allievo diretto del grande borghigiano, come il giovane cortonese Luca Signorelli al quale si deve anche una tavola con il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Ritratto di Guidubaldo da Montefeltro<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> bambino di cinque anni circa, conservata oggi nella Collezione Thyssen di Madrid. Proseguendo con esempi di ritrattistica di corte, ci si augura di poter accostare il celebre <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Ritratto di Federico da Montefeltro con Guidubaldo bambino<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di Pedro Berruguete all\u2019altro<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Ritratto di Guidubaldo da Montefeltro<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di circa dieci anni, conservato nella Galleria Colonna di Roma e eseguito da Bartolomeo della Gatta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La sezione dal titolo \u201c<\/span><b>Cultura prospettica e lume fiammingo\u201d <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">mette in evidenza che in pittura l\u2019ambiente urbinate di quegli anni si caratterizz\u00f2 per straordinarie sperimentazioni, quale centro d\u2019avanguardia in Italia. Il suo mirabile cosmopolitismo, di cui \u00e8 testimonianza letteraria di prima mano la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Cronaca<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> rimata di Giovanni Santi, vede la presenza di supremi artisti italiani, come Piero della Francesca, e di maestri di cultura fiamminga, come Giusto di Gand, o il castigliano Pedro Berruguete, che nei suoi ritratti mostra una mirabile sintesi di soluzioni prospettiche assai complesse e di valori epidermici da grande pittore \u2018ponentino\u2019; una cultura che risaliva agli illustri fondatori della pittura nordica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Infine la sesta e la settima sezione della mostra sono dedicate a \u201c<\/span><b>Francesco di Giorgio \u201carchitetto prediletto\u201d del duca\u201d <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; col propositodi illustrare il gusto per un\u2019architettura razionale e all\u2019antica che emerge a corte alla presenza del maestro senese &#8211; e a<\/span><b> \u201cIl cantiere del palazzo e l\u2019ornato all\u2019antica\u201d<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">,un sorta diitinerario all\u2019interno del palazzo, per andare alla scoperta del cantiere della \u201ccitt\u00e0 in forma di palazzo\u201d, segnata da uno stile architettonico e di ornato all\u2019antica di stretto gusto albertiano. In realt\u00e0 l\u2019Alberti, attestato a Urbino nel 1464 solo di passaggio, pu\u00f2 aver offerto solo idee e spunti per un impianto che fu elaborato invece da Luciano Laurana nel corso degli anni sessanta e settanta, e poi specificamente da Francesco di Giorgio, per quanto concerne la soluzione finale e l\u2019assetto definitivo dell\u2019architettura con le sue preziose decorazioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">INFO MOSTRA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio:<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Urbino crocevia delle arti (1475-1490)<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">A cura di Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini e Giovanni Russo<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Fino al 09.10.2022<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Orari: da\u00a0marted\u00ec a domenica: dalle 8:30 alle 19:15 (chiusura biglietteria ore 18:15);<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ingresso: <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u20ac 8 intero; \u20ac 2 ridotto; \u20ac 1 prenotazione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Catalogo edito da Marsilio con i testi dei curatori, del Direttore Luigi Gallo e altri saggi<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Galleria Nazionale delle Marche<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Palazzo Ducale di Urbino, Piazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Telefono: 0722 2760\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gallerianazionalemarche.it\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.gallerianazionalemarche.it<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La \u201crinascita\u201d di sei abiti storici<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>A Urbino si raddoppia. Fino al prossimo 9 ottobre alla Galleria Nazionale delle Marche saranno due &#8211; e non una sola &#8211; le mostre che\u00a0 celebreranno i 600 anni dalla nascita del duca Federico di Montefeltro.\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Alla prevista esposizione <\/span><b><i>Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio: Urbino crocevia delle arti<\/i><\/b><b>, nelle stesse date e sempre a Palazzo Ducale se ne aggiunger\u00e0 un\u2019altra dal titolo \u00abQuando vedranno i richivistimenti\u00bb<\/b><b><i>. Federico da Montefeltro e Battista Sforza. Vesti e Potere nel primo Rinascimento italiano<\/i><\/b><b>, a cura <\/b><b>dell\u2019\u201cAtelier di Battista\u201d\u00a0di Urbino di Carolina Sacchetti e organizzata dalla Galleria Nazionale delle Marche<\/b><b>.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">In pratica si tratter\u00e0 di <\/span><b>una piccola mostra con la ricostruzione di sei abiti storici del XV secolo: due\u00a0 richiameranno gli abbigliamenti del <\/b><b><i>Dittico di Urbino<\/i><\/b><b> di Piero della Francesca, il famoso doppio dipinto custodito nella Galleria degli Uffizi di Firenze; gli altri quattro (due femminili e due maschili) saranno rifacimenti fedeli di abiti dell&#8217;epoca, frutto di un approfondito studio delle fonti storiche, giacch\u00e9 degli originali abiti dell\u2019epoca purtroppo a noi non \u00e8 giunto niente.La mostra sar\u00e0 allestita nella prima sala dell&#8217;appartamento degli Ospiti di Palazzo Duca (per intenderci quella dove sono esposte normalmente due autentici capolavori come la <\/b><b><i>Flagellazione<\/i><\/b><b> e la <\/b><b><i>Madonna di Senigallia<\/i><\/b><b>).<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Nasce il concetto di eleganza<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Dal tardo Medioevo vesti ed ornamenti iniziarono ad assumere un\u2019importanza sociale notevole: buona parte della produzione artigiana dell\u2019epoca era destinata alla realizzazione di stoffe, gioielli, vesti e accessori indispensabili per sottolineare lo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">status<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> sociale degli individui. Le liste dotali di fanciulle nobili erano quasi totalmente composte da vesti e gioielli, come anche gli inventari dei beni dei grandi signori, in cui sono costantemente presenti l\u2019elencazione di abiti sfarzosi e gioielli per ogni occasione, preziosi che spesso venivano offerti in dono in occasione di matrimoni e fidanzamenti, visite importanti o semplicemente per ostentare il lusso sfrenato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Fu proprio nelle raffinate corti italiane del XV secolo che inizi\u00f2 a diffondersi tanto il moderno concetto di eleganza, cio\u00e8 il distinguersi attraverso l\u2019accostamento di diversi tessuti, colori e fogge, quanto lo sviluppo di atteggiamenti sociali che contrapponevano la classe aristocratica, che faceva dell\u2019abito uno specchio autocelebrativo, alla ricca borghesia mercantile, che vedeva nelle vesti anche un bene patrimoniale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Le corti italiane, centri di diffusione culturale al pari della corte di Borgogna, si fecero promotrici di raffinata eleganza. \u00c8 proprio in questo contesto che va collocata la raffinatezza della corte urbinate, che sotto il governo di Federico e di Battista, influenzati dalla moda fiamminga, raggiunse uno dei momenti di maggior splendore. Le immagini dei duchi raccontano il potere soprattutto attraverso le fogge e i colori delle vesti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>In un tale scenario ricostruire alcuni dei preziosi apparati vestimentari dei Signori di Urbino si \u00e8 resa un\u2019esigenza, poich\u00e9 nulla si \u00e8 conservato degli \u201coggetti della moda\u201d del loro tempo. Attraverso le ricostruzioni artigianali delle vesti, realizzate con un approfondito studio storico sulle fonti e sui reperti disponibili, si \u00e8 voluta restituire l\u2019idea di eleganza della corte feltresca.<\/b><\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\">\r\n\r\n\r\n<strong>Ufficio media -\u00a0Marco Ferri <\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 iniziato l\u2019ultimo mese della mostra alla Galleria Nazionale delle Marche dedicata ai 600 anni del Duca di Urbino, in svolgimento al piano terra di Palazzo Ducale, dove sono visibili ben 80 opere provenienti anche da paesi europei e dagli Stati Uniti. Inoltre, nella prima sala dell&#8217;Appartamento degli Ospiti prosegue l\u2019esposizione con la ricostruzione di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":34367,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[18,20,24],"tags":[7560,87,92],"class_list":["post-34365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cultura","category-eventi","category-news-dai-comuni","tag-federico","tag-mostra","tag-urbino"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DSC02139.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34365"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34370,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34365\/revisions\/34370"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34367"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}