{"id":35062,"date":"2022-09-30T08:16:36","date_gmt":"2022-09-30T06:16:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=35062"},"modified":"2022-09-30T08:17:28","modified_gmt":"2022-09-30T06:17:28","slug":"cantiano-i-geologi-delluniversita-di-urbino-sui-luoghi-dellalluvione-i-maggiori-afflussi-idrici-dalla-zona-della-serra-di-burano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2022\/09\/30\/cantiano-i-geologi-delluniversita-di-urbino-sui-luoghi-dellalluvione-i-maggiori-afflussi-idrici-dalla-zona-della-serra-di-burano\/","title":{"rendered":"Cantiano, i geologi dell&#8217;Universit\u00e0 di Urbino sui luoghi dell&#8217;alluvione: i maggiori afflussi idrici dalla zona della Serra di Burano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Proseguono in questi giorni i\u00a0<strong>sopralluoghi dei geologi dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino nelle aree interessate dall\u2019alluvione<\/strong>\u00a0del 15 settembre 2022, soprattutto nei territori dell\u2019alta valle del fiume Burano a cavallo tra Umbria e Marche. Dai primi sopralluoghi sembra infatti che i maggiori afflussi idrici siano giunti proprio dalla zona della Serra di Burano dove si sono avute le precipitazioni pi\u00f9 intese e copiose.<br \/>\nI sopralluoghi al momento sono\u00a0<strong>volti a rilevare i fenomeni di dissesto geo-idrologici connessi alle forti precipitazioni<\/strong>\u00a0che hanno investito il territorio. Le intense piogge hanno infatti portato a numerosi problemi di natura idraulica e geologica movimentando depositi superficiali e legname. Questo materiale \u00e8 stato poi preso in carico dai corsi d\u2019acqua e trascinato nei fondivalle, innescando contestualmente innumerevoli eventi franosi in tutto il territorio, dalle sponde lambite dalle piene ai versanti dei pendii circostanti. Il tutto \u00e8 avvenuto appunto\u00a0<strong>nell\u2019area a monte di Cantiano dove sono presenti rocce impermeabili che hanno bassa capacit\u00e0 di trattenere le piogge<\/strong>\u00a0e dove il ruscellamento superficiale \u00e8 di per s\u00e9 gi\u00e0 abbastanza intenso anche in presenza di estese coperture vegetazionali. Oltre a queste cause naturali, va considerato che gli eccezionali eventi meteo sono caduti su di\u00a0<strong>un territorio dove \u00e8 venuta a mancare una adeguata e costante manutenzione<\/strong>\u00a0dei corsi d\u2019acqua.<br \/>\nAi sopralluoghi hanno partecipato il Prof.\u00a0<strong>Stefano Morelli,<\/strong>\u00a0da pochi mesi all\u2019Universit\u00e0 di Urbino presso la quale insegna Geografia Fisica e Geomorfologia Applicata e che si occupa proprio di processi di evoluzione morfologica dei corsi d&#8217;acqua per la valutazione degli impatti della dinamica fluviale e per la mitigazione del rischio di alluvione. Egli ha rilevato che \u201csu tutta l\u2019area colpita \u00e8 evidente che la circolazione idrica superficiale, distribuita in un articolato reticolo idraulico, rimane il fattore maggiormente attivo ed efficace di modellazione del territorio e delle sue forme.\u00a0<strong>Nonostante che in certe zone i flussi idrici si riducano notevolmente in alcuni periodi dell\u2019anno<\/strong>\u00a0fino a quasi a scomparire, creando difficolt\u00e0 di approvvigionamento e crisi idriche nei corsi principali, questi inducono allo stesso tempo ad una implicita\u00a0<strong>sottovalutazione del problema idraulico<\/strong>\u00a0per il resto dell\u2019anno. Tale capacit\u00e0 di incidere sulla morfologia del territorio \u00e8 efficace anche, e soprattutto, in condizioni straordinarie dettate dalle ampie esondazioni e delle alluvioni conseguenti durante eventi piovosi intensi, anche minori rispetto a quello del 15 settembre scorso. Questo \u00e8\u00a0<strong>un fenomeno naturale dei fondivalle e delle fasce perifluviali che viene particolarmente acuito dall\u2019antropizzazione<\/strong>\u00a0del territorio e dalle modifiche effettuate dall\u2019uomo ai tracciati dei corsi d\u2019acqua forzandone la naturale dinamica evolutiva. \u00c8 proprio durante eventi di piena particolarmente intensi che\u00a0<strong>la forza delle acque in questi contesti tende a voler ripristinate le condizioni morfo-dinamiche ordinarie<\/strong>\u00a0contrastando, anche con conseguenze catastrofiche, le modifiche apportate dall\u2019uomo nella propria pianificazione urbanistica, che in certe operazioni ingegneristiche tiene poco conto delle leggi fisiche che regolano il movimento di flussi incanalati.\u201d<br \/>\nL\u2019analisi della franosit\u00e0 del territorio e degli eventi principali viene analizzata dal Prof.\u00a0<strong>Mirko Francioni<\/strong>\u00a0anch\u2019esso da poco pi\u00f9 di un anno all\u2019Ateneo Urbinate dove si occupa di rischio idrogeologico e insegna Geologia Applicata: \u201csono numerose le frane che si sono attivate sia direttamente che indirettamente su tutta la zona. Questi fenomeni hanno interessato sia aree collinari con il\u00a0<strong>cedimento di terreni a matrice prevalentemente argillosa,<\/strong>\u00a0che in aree pi\u00f9 montuose dove sono avvenuti crolli di roccia e colate di detrito. A causa della incredibile intensit\u00e0 delle precipitazioni, questi fenomeni sono avvenuti a volte a velocit\u00e0 elevatissime e con un lungo trasporto ed hanno portato al danneggiamento di numerose infrastrutture.<br \/>\nL\u2019analisi geologica integrata del territorio \u00e8 poi materia del Prof.\u00a0<strong>Marco Menichetti<\/strong>\u00a0che studia da molti decenni questa area dell\u2019Appennino umbro-marchiano integrando dati di geodinamica: \u201c<strong>L\u2019impatto sulle strutture naturali e soprattutto su quelle antropiche \u00e8 stato devastante riportando i corsi d\u2019acqua alla loro configurazione di alcuni secoli fa<\/strong>. L\u2019ecosistema fluviale \u00e8 stato modificato in maniera significativa\u00a0<strong>con pesanti ripercussioni sulla biodiversit\u00e0<\/strong> che caratterizza proprio queste aree interne appenniniche\u201d.<br \/>\nIl bacino imbrifero del fiume Burano, che ha le sue sorgenti nella zona di Caicambiucci in comune di Gubbio, si estende a monte di Cantiano per oltre 100 km2 e una lunghezza di circa 15 km. Riceve apporti importanti dalla zona collinare alle spalle di Gubbio dove scorrono i corsi d\u2019acqua minori del fosso di S. Margherita di Burano, del fosso Tre ponti e fosso della Gangana, scorrendo poi per alcuni chilometri a fianco della strada statale della Contessa. Nella zona di Pontericcioli il fiume Burano si immette il fosso delle Fucicchie che scende gi\u00f9 dal valico di Scheggia. Nella zona di Cantiano poi convergono nel corso d\u2019acqua , il torrente Bevano che scende da Chiaserna ai piedi del Monte Catria ed Acuto e il fosso Tenetra dall\u2019ampio anfiteatro del monte omonimo. L\u2019idraulica fluviale nella zona stessa di Cantiano \u00e8 stata fortemente modificata sin dal secolo scorso con la deviazione del fiume Burano dal suo percorso naturale che lambiva il centro storico. Infatti circa 100 anni fa, fu realizzata mediante lo scavo di una galleria la deviazione ad angolo retto del fiume. Giorni fa\u00a0<strong>il fiume \u00e8 andato a rioccupare il suo vecchio alveo<\/strong>, allagando tutto il centro storico della cittadina. All\u2019esondazione ha poi contribuito la confluenza a valle dei fossi Tenetra e Bevano, quest\u2019ultimo in parte tombato all\u2019interno del centro storico di Cantiano. Infine,\u00a0<strong>l\u2019alveo del fiume \u00e8 in parte occupato dai piloni del nuovo tracciato della Flaminia, con attraversamenti che non hanno consentito il libero passaggio dell\u2019onda di piena<\/strong>\u00a0a causa soprattutto del materiale trasportato dall\u2019acqua che ha realizzato dei veri e propri sbarramenti. Come si vede quindi un reticolo idrografico complesso ed articolato sul quale si sono avuti afflussi di piogge eccezionali in un intervallo di tempo di poche ore. A tutto questo va purtroppo costatato una\u00a0<strong>scarsa manutenzione del territorio e soprattutto dei corsi d\u2019acqua,<\/strong>\u00a0dai minori fino alle aste fluviali principali.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>da Uniurb<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proseguono in questi giorni i\u00a0sopralluoghi dei geologi dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino nelle aree interessate dall\u2019alluvione\u00a0del 15 settembre 2022, soprattutto nei territori dell\u2019alta valle del fiume Burano a cavallo tra Umbria e Marche. 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