{"id":35329,"date":"2022-10-07T12:34:16","date_gmt":"2022-10-07T10:34:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=35329"},"modified":"2022-10-07T12:34:28","modified_gmt":"2022-10-07T10:34:28","slug":"rischio-idraulico-serve-un-nuovo-approccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2022\/10\/07\/rischio-idraulico-serve-un-nuovo-approccio\/","title":{"rendered":"Rischio idraulico: serve un nuovo approccio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Comprendiamo la preoccupazione di chi abita vicino a fiumi e torrenti, ma fare allarmismo non serve. Cos\u00ec la Lupus interviene sull\u2019allarme lanciato da Sergio Carboni in merito alla situazione del torrente Arzilla. Serve invece una seria programmazione degli interventi che non possono limitarsi alla messa in sicurezza dei corpi idrici ma devono interessare nel complesso i bacini idrografici. Occorre per primo limitare la velocit\u00e0 di corrivazione delle piogge torrenziali e il trasporto di terra e detriti. Ci\u00f2 si ottiene con una diversa gestione dei boschi e dei terreni agricoli. Pi\u00f9 il suolo \u00e8 privo di vegetazione maggiore \u00e8 il trasporto solido e la velocit\u00e0 con cui questo raggiunge il fondo valle e quindi il corpo idrico. Occorre pertanto cambiare il modo di coltivare campi e boschi per evitare di avere terreni fortemente esposti al dilavamento. Riguardo ai fiumi o ai torrenti ovviamente occorre rinforzare gli argini (dove esistono) togliere la vegetazione dall\u2019alveo e rimuovere gli alberi caduti che possono fungere da diga. Ma \u00e8 sbagliato rimuovere gli alberi dalle sponde perch\u00e9 si produrrebbe una maggiore erosione e dalle aree golenali perch\u00e9 ci\u00f2 aumenterebbe la velocit\u00e0 di deflusso. Nel passato, anche recente, si \u00e8 fatto l\u2019errore di costruire in aree a rischio esondazione e si sono cementificate le sponde dei fiumi costringendoli a scorrere in letti troppo stretti con a fianco case e fabbriche. Quindi non solo \u00e8 inutile, ma dannoso, pensare di approfondire o allargare il letto dei fiumi, perch\u00e9 si creerebbe l\u2019effetto collo di bottiglia quando questi giungono in prossimit\u00e0 di abitazioni, paesi o citt\u00e0. Con eventi estremi come quello del 14 settembre \u00e8 impossibile evitare danni al territorio, per\u00f2 se si interviene preventivamente con le opere giuste, si possono limitare i danni ed evitare la perdita di vite umane e animali. Fra queste un ruolo fondamentale, oltre a quanto detto, lo svolgono le aree naturali di laminazione: occorre far si che i fiumi, in caso di grosse piene, esondino lontano dai centri abitati, allagando terreni destinati allo scopo. Servono grandi estensioni di campi privi di abitazioni o infrastrutture importanti, che si devono ottenere anche a costo di spostare alcune residenze o attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo cio\u00e8 restituire ai fiumi lo spazio che gli abbiamo tolto, ovviamente con il minimo sacrificio possibile; sacrificio, in termini economici e sociali, che sar\u00e0 comunque inferiore al prezzo che si dovr\u00e0 pagare se si continuer\u00e0 a non fare nulla, oppure a pensare di trasformare i fiumi in canali desertificati. I responsabili delle tragedie passate e future non sono o saranno di certo gli ambientalisti, che non sono mai stati al governo degli enti locali, e non hanno mai impedito n\u00e9 il taglio degli alberi n\u00e9 la raccolta di legna secca; i responsabili sono quegli amministratori o funzionari miopi che non sono in grado di programmare e controllare la gestione del territorio con la prospettiva degli effetti che il riscaldamento climatico produrr\u00e0 negli anni a venire.<br \/>\nRelativamente all\u2019Arzilla il comune di Fano, attraverso lo strumento del Contratto di Fiume in\u00a0 sinergia con il Contratto di Costa, dovrebbe affidare a breve due studi, per i quali serve necessariamente il sostegno economico anche della regione Marche: il primo per individuare le cause dell\u2019inquinamento batteriologico che spesso si registra alla foce, il secondo per analizzare il rischio idrogeologico dell\u2019intero bacino idrografico. Speriamo che i risultati di questi approfondimenti arrivino presto in modo da attivare un efficace Piano d\u2019azione.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><strong>Il Consiglio Direttivo<\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comprendiamo la preoccupazione di chi abita vicino a fiumi e torrenti, ma fare allarmismo non serve. Cos\u00ec la Lupus interviene sull\u2019allarme lanciato da Sergio Carboni in merito alla situazione del torrente Arzilla. 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