{"id":35438,"date":"2022-10-11T08:13:05","date_gmt":"2022-10-11T06:13:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=35438"},"modified":"2022-10-11T08:13:20","modified_gmt":"2022-10-11T06:13:20","slug":"al-teatro-bonci-di-cesena-giovedi-13-ottobre-ingresso-gratuito-per-la-prima-del-reading-di-franco-pollini-alla-ricerca-della-madre-perduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2022\/10\/11\/al-teatro-bonci-di-cesena-giovedi-13-ottobre-ingresso-gratuito-per-la-prima-del-reading-di-franco-pollini-alla-ricerca-della-madre-perduta\/","title":{"rendered":"Al Teatro Bonci di Cesena gioved\u00ec 13 ottobre ingresso gratuito per la prima del reading di Franco Pollini &#8220;Alla ricerca della madre perduta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il teatro Bonci di Cesena ospita\u00a0<strong>alle 21 di gioved\u00ec 13 ottobre<\/strong>\u00a0il\u00a0<strong>reading teatrale \u201cAlla ricerca della madre perduta\u201d di Franco Pollini,<\/strong>\u00a0interpretato da\u00a0<strong>Gabriele Marchesini, Raffaella Marotti e Sara Taglialagamba\u00a0<\/strong>per la regia di Gabriele Marchesini. Un evento promosso da Comune di Cesena, Assessorato ai Servizi Culturali e all\u2019Inclusione, Nuova Fondazione Rossana e Carlo Pedretti, Centro Interdipartimentale \u201cUrbino e la prospettiva\u201d, Centro Interuniversitario di ricerca in Filosofia e Fondamenti della Fisica, Dipartimento di Scienze Pure e Applicate (DiSPeA) dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino Carlo Bo nell\u2019ambito del Festival del Giornalismo culturale \u2013 Urbino\/Festival Off.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo il saluto di Giorgio Calcagnini, Magnifico Rettore<\/strong>\u00a0dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino Carlo Bo, e di\u00a0<strong>Carlo Verona,<\/strong>\u00a0Assessore ai Servizi culturali del Comune di Cesena, introdurr\u00e0 lo spettacolo Lella Mazzoli, Direttrice del Festival del Giornalismo culturale di Urbino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo spettacolo, a ingresso gratuito<\/strong>, vede protagonista\u00a0<strong>la madre di Leonardo<\/strong>\u00a0che in un mondo ultraterreno, immaginato come un paesaggio immerso nella sua pittura e come un inno alla bellezza, svela e non svela il mistero del suo figlio. L\u2019obiettivo \u00e8 comunicare in forma piacevole e immediata i contenuti e i personaggi di una fase fondamentale della scienza moderna. La forma del Reading \u00e8 una intervista immaginaria, uno scoop giornalistico, basato su notizie storiche e su originali ipotesi narrative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDa molte stagioni sosteniamo con successo un Progetto di collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Urbino sui temi dei fondamenti, della storia e della critica delle scienze\u201d afferma l\u2019Assessore ai Servizi culturali del Comune di Cesena,\u00a0<strong>Carlo Verona<\/strong>. \u201cNon si tratta solo di ricerca e neppure unicamente di\u00a0<strong>diffusione della conoscenza scientifica<\/strong>, cui comunque si guarda con attenzione, ma anche, come in questo caso, di\u00a0<strong>forme originali di spettacolo<\/strong>\u00a0che trovano nel nostro teatro cittadino il luogo di rappresentazione pi\u00f9 affascinante. Quando poi entra in gioco la potenza e la ricchezza di una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 vive della storia, Leonardo da Vinci, ci sono tutti gli elementi per immergersi nei percorsi pi\u00f9 intriganti del pensiero e anche per apprezzare il risuonare delle note pi\u00f9 profonde di un animo mai sazio di conoscenza e di ricerca. Non sappiamo chi sia stata la madre di Leonardo e quali sentimenti davvero egli abbia nascosto perfino a se stesso ma possiamo immaginare con l\u2019autore del testo che tra loro ci sia stato un legame cos\u00ec profondo da guidare la vita di entrambi\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente della Fondazione Pedretti,\u00a0<strong>Gino Tarozzi<\/strong>, dichiara: \u201c L\u2019evento che proponiamo a Cesena e che avr\u00e0 un ulteriore appuntamento il 24 ottobre a Seravezza nella Villa Medicea, Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0, \u00e8 di grande prestigio perch\u00e9 unisce nello stesso Progetto il Comune di Cesena e l\u2019Universit\u00e0 di Urbino, abituali collaboratori attorno ai temi della scienza, con due\u00a0 importanti realt\u00e0 culturali di importanza internazionale, la Fondazione Pedretti che promuove la conoscenza del patrimonio lasciato da Carlo Pedretti, il maggiore tra i recenti studiosi di Leonardo, e il Festival del Giornalismo culturale, giunto a Urbino alla decima edizione, che si dedica ai temi dell\u2019informazione e della comunicazione rivolta alle ampie platee della contemporaneit\u00e0. L\u2019evento del 13 ottobre al \u201cBonci\u201d \u00e8 parte del Programma Off che si svolge fuori Urbino e nel nostro caso a Cesena:\u00a0<strong>\u00e8 un reading teatrale, dal testo al palcoscenico, in una relazione che favorisce l\u2019immediatezza della comprensione<\/strong>, in una collaborazione attiva tra ricerca scientifica e drammaturgia, tra scienziati e artisti del Teatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo spettacolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il congresso internazionale Archimede nel Rinascimento tenutosi a Cesena nel 1997 fu allestito per i partecipanti lo spettacolo L\u2019infinito prima di noi. Sulle tracce di Archimede nelle splendide sale della Biblioteca Malatestiana, con la regia di Gabriele Marchesini, in cui recitavano come attori i giovani partecipanti a un suo corso di recitazione da lui tenuto. Carlo Pedretti che nel congresso aveva tenuto un\u2019Invited lecture sull\u2019influenza di Archimede su Leonardo era rimasto molto colpito dallo spettacolo e soprattutto dall\u2019interpretazione della figura di Leonardo da Vinci, prevalentemente analizzata nella prospettiva del rapporto tra scienza e potere, facendo riferimento alle sue relazioni e di quelle di Machiavelli con il tiranno Cesare Borgia.\u00a0 Era cos\u00ec emersa l\u2019esigenza di dedicare a Leonardo un testo teatrale completo, in grado di dare una ricostruzione piu\u0300 comprensiva della sua complessa e multiforme personalita\u0300, alla cui preparazione Carlo Pedretti si era dichiarato molto interessato a collaborare. In questa prospettiva, aveva scritto una bellissima presentazione della pubblicazione del testo teatrale come primo volume di una nuova collana su Teatro e scienza. Purtroppo l\u2019improvvisa scomparsa di Carlo non ha consentito di portare avanti questa non facile impresa con la quale si \u00e8 cimentato Franco Pollini pubblicando il testo\u00a0<strong>\u201cAlla ricerca della madre perduta\u201d, la cui prima teatrale, dopo l\u2019anteprima di questa estate nella Villa di Castel Vitoni, sede della Nuova Fondazione Pedretti, verr\u00e0 rappresentata sul palcoscenico del \u201cBonci\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La regia del reading \u00e8 di Gabriele Marchesini<\/strong>\u00a0<strong>che interpreter\u00e0 anche la parte di Leonardo da Vinci<\/strong>, mentre ci sar\u00e0 una particolarit\u00e0 per i due ruoli femminili, la madre di Leonardo e l\u2019intervistatrice. Questi saranno infatti interpretati rispettivamente da\u00a0<strong>Raffaella Marotti<\/strong>, responsabile del Laboratorio di Restauro della Strumentazione Scientifica nell\u2019Universit\u00e0 di Urbino Carlo Bo e docente della stessa materia nell\u2019Universit\u00e0 di Pavia e da\u00a0<strong>Sara Taglialagamba<\/strong>, direttrice della Nuova Fondazione Carlo Pedretti e continuatrice insieme a Margherita Melani, l\u2019altra allieva di Carlo Pedretti, dei suoi studi leonardiani.\u00a0 Non \u00e8 la prima volta che sul Palcoscenico del Bonci agiscono ricercatrici e ricercatori,\u00a0<strong>una sorta di \u201cCompagnia Teatrale degli Scienziati\u201d, nelle vesti di attrici ed attori<\/strong>, seguendo l\u2019idea che i testi di argomento scientifico possano essere interpretati da persone che svolgono professioni diverse da quelle teatrali e che abbiamo una conoscenza specifica della materia e la profondit\u00e0 di un proprio percorso di ricerca. \u00c8 accaduto durante la precedente stagione con Processo alla bomba e con Intervista impossibile a Kurt G\u00f6del \u00a0dello stesso autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La peculiarita\u0300 della ricostruzione di Leonardo data da Franco Pollini consiste nell\u2019avere adottato la stessa prospettiva di cui si e\u0300 gia\u0300 avvalso con modi non convenzionali e risultati molto efficaci nel caso della figura di Albert Einstein ne La sonata di Milena che viene riletta attraverso le testimonianze della prima moglie Milena o Mileva Maric\u0301. Nel caso di Leonardo il personaggio femminile protagonista e\u0300 invece la madre, una figura molto meno conosciuta di Milena, della quale invece sappiamo parecchie cose. Questa pie\u0300ce teatrale sotto forma di racconto si snoda attraverso un\u2019intervista annunciata ma non realizzata.\u00a0<strong>Ben poco e\u0300 infatti dato di sapere sulla vera identita\u0300 della madre di Leonardo<\/strong>. Tuttavia, la famiglia di Ser Piero, padre di Leonardo e notaio molto conosciuto a Firenze, Bologna e perfino Venezia, si fece subito carico del bambino, quasi non avesse avuto una madre naturale. Il nonno Antonio scrisse di suo pugno la memoria della nascita del primo nipote sull\u2019ultima pagina di un protocollo notarile diventato un \u201clibro di ricordi\u201d della famiglia: \u201c1452. Nacque un mio nipote figliuolo di ser Piero mio figliuolo a di\u0300 15 aprile in sabato a ore 3 di notte\u201d. Pur omettendo il nome della madre e la nascita come figlio illegittimo, Antonio fece battezzare il nipote il giorno successivo nel fonte battesimale della chiesa di Santa Croce a Vinci al cospetto di numerosi testimoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo poche notizie certe per un cosi\u0300 importante ruolo: tra queste il nome, Caterina e la sua giovane eta\u0300, tanto che forse e\u0300 proprio lei l\u2019effigiata nelle numerose Vergine Maria, dai tratti estremamente giovanili e cariche di tenerezza, dipinte da Leonardo a Firenze. Molte sono quindi le domande che non hanno ancora avuto una risposta. Alla luce delle ultime ricerche effettuate da Martin Kemp, sono da escludere le ipotesi sostenute in precedenza che Caterina fosse di origine orientale o che fosse una schiava, ed anche che fosse appartenente a una buona famiglia, forse decaduta e per questo ritirata a Vinci. La ricerca archivistica condotta recentemente da Kemp e Pallanti ha invece confermato il patronimico, le umili origini e la condizione di orfana di quella Caterina di Meo Lippi che, all\u2019eta\u0300 di circa sedici anni, nell\u2019estate del 1451 incontro\u0300 a Vinci ser Piero. La giovane mamma ricevette una dote per sistemarsi e sposare un altro uomo, mentre il bambino fu cresciuto dalla famiglia paterna e dalla prima moglie di ser Piero, Albiera, che si prese cura di lui. Leonardo vide il padre sposarsi nel corso degli anni quattro volte e avere altri dodici figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma su tutte queste diverse ipotesi il testo non prende una posizione definitiva: lascia che scorrano come fiumi carsici sotto le apparenze di una vita vissuta, quella di Leonardo, sempre in fuga, sempre alla ricerca del ristoro di una stabilit\u00e0 che mai ha avuto e lascia che sia lo stesso Leonardo a far emergere sentimenti e legami mai chiaramente mostrati. Una vita cos\u00ec turbolenta, piena di avvenimenti, persone e obblighi non impedirono, pare ma anche su questo aleggia un mistero, a Leonardo e Caterina di ritrovarsi a Milano molto tempo dopo, come viene correttamente richiamato nel testo teatrale, cosi\u0300 come il quarantenne Leonardo scriveva \u201cCaterina venne a di\u0300 16 di luglio 1493\u201d per quello che doveva essere un ultimo saluto poich\u00e9 l\u2019anno seguente, nel 1494, avrebbe anche appuntato il pagamento delle \u201cspese per la sotterratura di Caterina\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa scarsita\u0300 di informazioni lascia all\u2019autore la piena liberta\u0300 di costruire\u00a0<strong>un\u2019immagine della madre di Leonardo di rara efficacia emotiva<\/strong>\u00a0senza entrare in alcun modo in conflitto con le ricostruzioni storiche piu\u0300 rigorose. In questo modo, l\u2019idea di organizzare una pie\u0300ce teatrale attorno a questa immagine femminile si pone da un punto di vista esterno &#8211; nel senso che non interferisce rispetto alla sua formazione e crescita culturale &#8211; ma al tempo stesso interno rispetto alla sua vicenda umana: chi meglio di lei, priva di un\u2019identita\u0300 precisa ma con un ruolo cosi\u0300 grande, potrebbe raccontarci come osservatrice privilegiata la vita e le vicende di questo tanto famoso e celebrato figlio? Lo far\u00e0? Sveler\u00e0 i misteri dell\u2019animo del pi\u00f9 grande e tormentato uomo del Rinascimento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regia e la voce di Gabriele Marchesini e la presenza di due donne dal fascino antico riempiranno il testo della suggestione della diretta e della tridimensionalit\u00e0 del teatro, sullo sfondo di un dei luoghi pi\u00f9 affascinanti della scena italiana, il palco del Bonci di\u00a0Cesena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Franco Pollini, 3492120838, mail\u00a0<a href=\"mailto:franco.pollini14@gmail.com\">franco.pollini14@gmail.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gino Tarozzi, 3356067740, mail\u00a0<a href=\"mailto:gino.tarozzi@uniurb.it\">gino.tarozzi@uniurb.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gabriele Marchesini, 3357178719,\u00a0<a href=\"mailto:gabrielemarchesini@libero.it\">gabrielemarchesini@libero.it<\/a><\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>da Uniurb<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il teatro Bonci di Cesena ospita\u00a0alle 21 di gioved\u00ec 13 ottobre\u00a0il\u00a0reading teatrale \u201cAlla ricerca della madre perduta\u201d di Franco Pollini,\u00a0interpretato da\u00a0Gabriele Marchesini, Raffaella Marotti e Sara Taglialagamba\u00a0per la regia di Gabriele Marchesini. 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