{"id":39418,"date":"2023-02-07T17:37:14","date_gmt":"2023-02-07T16:37:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=39418"},"modified":"2023-02-07T17:37:27","modified_gmt":"2023-02-07T16:37:27","slug":"ricostruito-il-dna-ambientale-dellex-zona-industriale-di-bagnoli-napoli-ce-anche-urbino-nella-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2023\/02\/07\/ricostruito-il-dna-ambientale-dellex-zona-industriale-di-bagnoli-napoli-ce-anche-urbino-nella-ricerca\/","title":{"rendered":"Ricostruito il \u2018DNA ambientale\u2019 dell\u2019ex zona industriale di Bagnoli (Napoli): c&#8217;\u00e8 anche Urbino nella ricerca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ricostruire il \u2018DNA ambientale\u2019<\/strong>\u00a0dell\u2019ex zona industriale di Napoli \u2018Baia di Bagnoli-Coroglio\u2019 a partire dal 1830, per comprendere quanto velocemente le comunit\u00e0 degli organismi marini si siano modificate in risposta al deterioramento dell\u2019ambiente. \u00c8 uno dei principali risultati di uno studio pubblicato\u00a0<strong>sulla rivista<\/strong>\u00a0<strong>Environment International<\/strong>, frutto di una collaborazione fra diversi gruppi di ricerca italiani e stranieri (Stazione Zoologica Anton Dohrn, ENEA, Universit\u00e0 di Ginevra, Universit\u00e0 del Salento, Universit\u00e0 di Urbino, Universit\u00e0 Politecnica delle Marche, Universit\u00e0 di Friburgo, Accademia delle Scienze della Polonia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori hanno prelevato una carota di sedimento nella Baia di Bagnoli-Coroglio, ex-area industriale del comune partenopeo che si estende su una superficie di circa 249 ettari a terra e 1.453 ettari a mare, hanno<strong>\u00a0datato i vari strati<\/strong>, hanno\u00a0<strong>determinato la concentrazione di sostanze inquinanti<\/strong>\u00a0ed hanno\u00a0<strong>studiato le tracce di DNA degli organismi marini<\/strong>. Queste molecole, infatti, sopravvivono per centinaia di anni \u2018intrappolate\u2019 nei sedimenti che si accumulano sul fondo del mare anno dopo anno. Il DNA estratto dall\u2019ambiente \u2013 nel nostro caso dai sedimenti \u2013 \u00e8 chiamato DNA ambientale e rappresenta una sorta di \u2018codice a barre\u2019, diverso da specie a specie, che ne permette l\u2019identificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato possibile quindi ottenere un elenco di organismi marini presenti nel sedimento a partire dagli strati pi\u00f9 antichi\/profondi della carota (1830) fino al presente.\u00a0<strong>Nella prima met\u00e0 del 1800, nella Baia di Bagnoli-Coroglio si affacciavano terreni agricoli, mentre sui fondali prosperava Posidonia oceanica e una gran diversit\u00e0 di organismi<\/strong>. Il graduale peggioramento della qualit\u00e0 ambientale a partire dalla prima decade del 1900,\u00a0<strong>quando si insediarono le prime industrie<\/strong>, fino al periodo di massima espansione negli anni 1950-1980 con l\u2019acciaieria Ilva\/Italsider, \u00e8 stato accompagnato da\u00a0<strong>notevoli cambiamenti della comunit\u00e0 biologica<\/strong>. La scomparsa della Posidonia \u00e8 repentina; cambia drasticamente sia la composizione degli organismi unicellulari che vivono nell\u2019acqua sia di quelli che vivono nel sedimento; diminuisce la loro diversit\u00e0 ed aumentano le specie probabilmente in grado di resistere a concentrazioni elevate di idrocarburi e metalli pesanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mare ospita\u00a0<strong>una grande diversit\u00e0 di organismi<\/strong>, dai batteri al plancton microscopico sospeso nell\u2019acqua, dalle alghe e piante marine attaccate al substrato alla miriade di organismi, piccoli e grandi, che vivono sui fondali.\u00a0<strong>Le attivit\u00e0 dell\u2019uomo stanno per\u00f2 minacciando l\u2019equilibrio degli ambienti marini, in particolar modo quello delle densamente popolate aree marine costiere<\/strong>, spesso sede di attivit\u00e0 industriali. Lo sversamento a mare di inquinanti di vario tipo danneggia gravemente gli organismi marini riducendo la loro diversit\u00e0: solo alcune specie, infatti, riescono a sopravvivere in acque o sedimenti inquinati. Ora, grazie a questo studio internazionale, siamo in grado di vedere non solo la situazione attuale ma anche di capire come era l\u2019ambiente nel passato e quanto velocemente le comunit\u00e0 degli organismi marini si siano modificate in risposta al deterioramento ambientale<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Questo studio fa parte del progetto ABBaCo (https:\/\/www.szn.it\/index.php\/it\/ricerca\/ecologia-marina-integrata\/progetti-di-ricerca-emi\/abbaco) finanziato dal MIUR e coordinato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, finalizzato allo studio della Baia di Bagnoli-Coroglio a ovest della citt\u00e0 di Napoli.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>da Uniurb<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricostruire il \u2018DNA ambientale\u2019\u00a0dell\u2019ex zona industriale di Napoli \u2018Baia di Bagnoli-Coroglio\u2019 a partire dal 1830, per comprendere quanto velocemente le comunit\u00e0 degli organismi marini si siano modificate in risposta al deterioramento dell\u2019ambiente. \u00c8 uno dei principali risultati di uno studio pubblicato\u00a0sulla rivista\u00a0Environment International, frutto di una collaborazione fra diversi gruppi di ricerca italiani e stranieri [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":39419,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[16],"tags":[9434,2007,159],"class_list":["post-39418","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","tag-ex-zona-industriale-di-bagnoli-napoli","tag-progetto","tag-uniurb"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/bagnoli-ex-italsider.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39418"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39418\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39420,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39418\/revisions\/39420"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}