{"id":46861,"date":"2023-09-20T11:48:06","date_gmt":"2023-09-20T09:48:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=46861"},"modified":"2023-09-20T11:48:19","modified_gmt":"2023-09-20T09:48:19","slug":"il-bruco-non-balla-dopo-la-malattia-si-ritorna-farfalla-la-testimonianza-diventa-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2023\/09\/20\/il-bruco-non-balla-dopo-la-malattia-si-ritorna-farfalla-la-testimonianza-diventa-speranza\/","title":{"rendered":"\u201cIl Bruco non balla\u201d. Dopo la malattia si ritorna farfalla. La testimonianza diventa speranza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFino a che non ti accorgi che strisciare \u00e8 solo la fase propedeutica a volare, finch\u00e9 ti ostini a vedere solo il fango senza alzare la testa al cielo per guardare il sole e spiccare il volo, non ballerai mai\u2026 di conseguenza non sarai mai felice\u00bb. E\u2019 da questa metafora che prende il titolo <strong>l\u2019opera di Ivonne Pagliari \u201cIl Bruco non balla\u201d, edito da Aletti nella collana \u201cI Diamanti della Narrativa\u201d<\/strong>. Il libro affronta la dolorosa tematica della malattia, ma non solo. Si parla anche di amicizia, amore, maternit\u00e0, fede, lavoro, sogni. <strong>Ivonne racconta la propria esperienza di vita e la sua personale battaglia al cancro al seno<\/strong>. E\u2019 un esempio di forza e di speranza, perch\u00e9 dinanzi ad una diagnosi impietosa, bisogna aggrapparsi anche alle storie di chi ce l\u2019ha fatta per non cadere nello sconforto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anna \u00e8 nata farfalla e, anche se il destino prova a schiacciarla a terra, con le sue prove e durezze, lei ancora anela al volo. <strong>Anche quando la malattia, con accanimento, ne prover\u00e0 il corpo e l\u2019anima, avvicinandola alla sembianza del bruco, lei si comporter\u00e0 ancora come una farfalla, perch\u00e9 Anna \u00e8 nata cos\u00ec; libera, elegante, combattiva<\/strong>. Si batter\u00e0 contro il fato avverso e lo sfider\u00e0, continuando ad amare, con ancora pi\u00f9 forza, la vita. \u00abSe dolorosamente, ti staccherai da tutto ci\u00f2 che ti tiene incollato al terreno &#8211; afferma Ivonne Pagliari, Psicologa del Lavoro e delle Organizzazioni, che vive a Colbordolo di Vallefoglia (in provincia di Pesaro &#8211; Urbino) &#8211; se ti libererai dalle cose inutili che fanno da zavorra, se ti accetterai per come sei, allora potrai volare\u00bb. <strong>Ivonne ha deciso di mettere nero su bianco la sua storia, la malattia, il dolore, ma anche la speranza, la voglia di rialzarsi, la fede, il potere della preghiera e la grandezza dell\u2019amore<\/strong>. E lo ha fatto spinta dalla volont\u00e0 di condividere la sua esperienza di vita con l\u2019altro, perch\u00e9 solo condividendo si pu\u00f2 gestire la paura.\u00a0 E\u2019 cruciale il concetto legato all\u2019ascolto; ascoltando le persone, parlando con loro, ma anche semplicemente guardandosi negli occhi, si pu\u00f2 scoprire l\u2019anima dell\u2019altro e si pu\u00f2 entrare con dolcezza dentro le sue necessit\u00e0, senza giudicare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La storia di Anna pu\u00f2 essere paragonata a quella di tantissime altre donne<\/strong>. \u00abIl libro &#8211; racconta l\u2019autrice &#8211; deve far sentire il lettore come davanti ad uno specchio. Le vicende che racconto sono eventi della vita, che tutti in un modo o nell\u2019altro abbiamo affrontato. La differenza la fa con quale spirito le affronta Anna. La fede \u00e8 il fulcro della sua e della mia vita. Se sono ancora qui, sono sicura che Dio ha per me un progetto\u00bb. <strong>Sebbene il racconto sia autobiografico e con un linguaggio diretto, la presentazione delle vicende avviene da narratore esterno, lucido, che cerca di mantenere un distacco dalla materia<\/strong>. \u00abTutto ci\u00f2 &#8211; spiega l\u2019autrice, psicologa e direttrice di alcuni CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria migranti) presso un\u2019Impresa Sociale marchigiana &#8211; per evitare di impietosire il lettore, perch\u00e9 il fine \u00e8 raccontare un\u2019esperienza che possa essere d\u2019aiuto agli altri. La ricerca scientifica sta facendo cose inimmaginabili; bisogna dirlo, per continuare a sperare, per educare a sostenerla e per non avere paura, anche se c\u2019\u00e8 ancora tanto da fare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scrittura, come tutte le arti, \u00e8 considerata, cos\u00ec, terapeutica; l\u2019importante \u00e8 maneggiare con cura le parole, che possono salvare la vita ma anche uccidere. Ma, soprattutto, <strong>la scrittura diventa uno strumento per parlare alla gente e sensibilizzare su tematiche importanti, come la prevenzione<\/strong>. Ne \u00e8 convinta Ivonne Pagliari, attualmente Testimone della Ricerca AIRC. \u00abHo scelto di mettere in scena la poesia e i monologhi che avevo scritto; ho girato l\u2019Italia, gratuitamente, chiedendo di poter raccontare, attraverso la poesia e la musica, le donne in tutte le varie sfaccettature. Durante questi eventi (tra cui la nota trasmissione televisiva \u201cL\u2019Eredit\u00e0\u201d, in onda su Raiuno), si aprivano finestre di dibattito con gli spettatori, e qui ho potuto, e ancora lo far\u00f2, parlare di prevenzione come di ricerca scientifica, amalgamando questi temi cos\u00ec sensibili alla storia raccontata nel libro. Le persone hanno bisogno di vedere in faccia chi ha scritto certe parole, vuole capire, raccontarsi a sua volta\u00bb. <strong>E<\/strong> <strong>in questi volti si riconosce la bellezza di chi ce l\u2019ha fatta, la bellezza di anime che hanno conosciuto la sofferenza e hanno toccato il baratro, di vite che si fanno dono per gli altri, l\u2019infinita bellezza che risiede nella convinzione di non essere soli e inutili<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019opera, Anna \u00e8 un esempio di coraggio. \u00c8 un\u2019eroina, senza la consapevolezza di esserlo. Ha la tempra dell&#8217;invincibile: perch\u00e9 dopo le cadute, non si rassegna a strisciare, ma prova con le ali stropicciate a librarsi in volo, sempre e comunque. E quando chiediamo a Ivonne se sia possibile tornare ad essere una farfalla, non ha dubbi: \u00abS\u00ec, certamente, ma solo ad una condizione: mai immaginarsi farfalla, mai sognarsi farfalla! Ma attendere con curiosit\u00e0 quel momento che, inaspettatamente, un giorno, ti permetter\u00e0 di volare di nuovo. Dopo di che, accettarsi per la nuova farfalla che si \u00e8 diventati\u00bb. <strong>Ivonne si rivolge, poi, a chi sta affrontando questa battaglia<\/strong>: \u00abNon sei solo, non farti imbrigliare dalla paura, ma con calma affronta la tua malattia un passo dopo l\u2019altro. Affidati a professionisti e amati pi\u00f9 che puoi: tu non sei la tua malattia, ma puoi essere il propulsore della tua nuova vita\u00bb.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong><em>Federica Grisolia -\u00a0<\/em><\/strong>(Vincenzo La Camera - Agenzia di Comunicazione)<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abFino a che non ti accorgi che strisciare \u00e8 solo la fase propedeutica a volare, finch\u00e9 ti ostini a vedere solo il fango senza alzare la testa al cielo per guardare il sole e spiccare il volo, non ballerai mai\u2026 di conseguenza non sarai mai felice\u00bb. 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