{"id":47695,"date":"2023-10-17T15:41:12","date_gmt":"2023-10-17T13:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=47695"},"modified":"2023-10-17T15:41:23","modified_gmt":"2023-10-17T13:41:23","slug":"meno-nascite-nelle-marche-uil-lavoro-stabile-e-servizi-serve-un-piano-regionale-per-la-genitorialita-tutti-i-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2023\/10\/17\/meno-nascite-nelle-marche-uil-lavoro-stabile-e-servizi-serve-un-piano-regionale-per-la-genitorialita-tutti-i-dati\/","title":{"rendered":"Meno nascite nelle Marche, Uil: \u201cLavoro stabile e servizi, serve un piano regionale per la genitorialit\u00e0\u201d. Tutti i dati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Disoccupazione, lavoro precario e pochi servizi portano l\u2019inverno demografico marchigiano a essere pi\u00f9 \u201crigido\u201d della media italiana. \u00c8 quanto afferma il Centro Studi della Uil Marche nell\u2019analizzare i dati del \u201cRapporto sull\u2019evento nascita in Italia\u201d del Ministero della Salute. Nel 2022, nelle Marche le nascite sono state 8.779 (443 in meno rispetto al 2021), con un calo (4,8% su base annua) molto pi\u00f9 sostenuto della media italiana, che si attesta sul -1,9%, con 392.598 nascite, 7.651 in meno rispetto al 2021. Tutte le province vedono un significativo calo della natalit\u00e0 nel 2022: Ancona passa da 2834 a 2640 nati con 194 nati in meno, Macerata passa da 2007 a 1849 con 158 nati in meno; segue Pesaro-Urbino, che passa da 2182 a 2122 con un calo di 60 nati; situazione meno critica per Ascoli Piceno, che passa da 1202 a 1189 nati e Fermo da 997 a 979. Nelle Marche l\u2019indice di fecondit\u00e0 \u00e8 molto basso (1,16%), con una media di 1,16 figli per donna. Ma chi sono le mamme marchigiane? Circa il 65,16% sono italiane mentre il 30% sono straniere (per la maggior parte africane, 6,03%, o asiatiche, 4,85%). Aumenta l\u2019et\u00e0 media delle madri al primo figlio, che nelle Marche nel 2022 \u00e8 di 32,1 anni per le italiane mentre scende a 29 anni per le cittadine straniere. Le donne che decidono di avere un figlio hanno una scolarit\u00e0 medio alta: delle donne che hanno partorito nell\u2019anno 2022 il 42,5% ha una scolarit\u00e0 medio alta, il 22,7% medio bassa ed il 34,8% ha conseguito la laurea. L\u2019analisi della condizione professionale evidenzia che il 58,6% delle madri ha un\u2019occupazione lavorativa, il 24,7% sono casalinghe ed il 14,5% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione. La condizione professionale delle straniere che hanno partorito nel 2022 \u00e8 per il 50,4% quella di casalinga. \u201cA nostro avviso \u2013 spiega Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche \u2013 c\u2019\u00e8 un problema di fondo legato all\u2019assenza di servizi per la genitorialit\u00e0, gli alti costi di quelli dedicati all\u2019infanzia, spesso inaccessibili e, nelle Marche, tra i pi\u00f9 alti d\u2019Italia. In pi\u00f9 l\u2019estrema precarizzazione del lavoro resta il primo degli ostacoli perch\u00e9 impedisce di programmare il proprio futuro\u201d. In base ai dati forniti dall\u2019Istat, nel II trimestre 2022 nella nostra regione si registrano 167 mila donne inattive di cui 20 mila potenzialmente occupabili. Tra queste ultime, il 79,5%, cio\u00e8 una platea di 16 mila unit\u00e0, sarebbe disponibile a lavorare ma non lavora per motivi familiari (cura di figli e\/o adulti non autosufficienti, maternit\u00e0, nascita di un figlio). Un aspetto ulteriormente evidenziato dall\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro che ha riscontrato dimissioni volontarie e risoluzioni contrattuali da parte in occasione della nascita di un figlio per il 65,5% delle donne e per il 6% degli uomini. \u201cDi queste \u2013 conclude la segretaria Mazzucchelli &#8211; il 44% riporta difficolt\u00e0 connesse alla scarsit\u00e0 di servizi e il 22% problemi che riguardano l\u2019azienda e l\u2019organizzazione del lavoro. A dire che esiste una correlazione tra natalit\u00e0 e politiche per la parit\u00e0 di genere sul lavoro e di servizi alla genitorialit\u00e0 lo dicono i dati. L&#8217;Inps ha messo in risalto come siano 22 su 27 i paesi in cui le donne con 3 figli hanno tassi di occupazione superiori a quelle italiane con un solo figlio. L&#8217;esempio pi\u00f9 forte \u00e8 la Francia, il paese europeo che fa pi\u00f9 figli, che destina il 3% del PIL alle politiche per la famiglia. \u00c8 urgente definire un piano regionale che favorisca la piena e buona occupazione, in particolare per le donne, che devono avere un lavoro stabile e servizi pubblici adeguati per la cura dei figli e percorsi di formazione che le consentano di tornare al lavoro. Va ripensata l&#8217;organizzazione del lavoro attraverso una riduzione e redistribuzione degli orari lavorativi e garantendo accesso pubblico e gratuito a servizi e strutture. Fondamentale anche, per un sempre maggiore coinvolgimento dei padri nella vita e nella cura dei figli, che le politiche di conciliazione promuovano sempre di pi\u00f9 l\u2019utilizzo dei congedi parentali e di paternit\u00e0, oltre ad aumentarne la durata\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Disoccupazione, lavoro precario e pochi servizi portano l\u2019inverno demografico marchigiano a essere pi\u00f9 \u201crigido\u201d della media italiana. \u00c8 quanto afferma il Centro Studi della Uil Marche nell\u2019analizzare i dati del \u201cRapporto sull\u2019evento nascita in Italia\u201d del Ministero della Salute. 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