{"id":51790,"date":"2024-03-01T10:37:46","date_gmt":"2024-03-01T09:37:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=51790"},"modified":"2024-03-01T10:37:57","modified_gmt":"2024-03-01T09:37:57","slug":"galleria-nazionale-delle-marche-chi-era-barocci-il-protagonista-della-grande-mostra-a-urbino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2024\/03\/01\/galleria-nazionale-delle-marche-chi-era-barocci-il-protagonista-della-grande-mostra-a-urbino\/","title":{"rendered":"Galleria Nazionale delle Marche:\u00a0chi era Barocci, il protagonista\u00a0della grande mostra a Urbino\u00a0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ffff;\">Dal 20 giugno al 6 ottobre Palazzo Ducale accoglier\u00e0 l\u2019esposizione monografica dedicata a uno dei figli pi\u00f9 illustri della citt\u00e0. Arriveranno prestiti eccellenti da alcuni dei principali musei italiani e internazionali<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019appuntamento \u00e8 a fine primavera: si intitola <\/span><b>\u201c<\/b><b><i>Federico Barocci Urbino. L\u2019emozione della pittura moderna\u201d <\/i><\/b><b>la mostra monografica che per oltre quattro mesi \u2013 dal 20 giugno fino al 6 ottobre 2024 &#8211; si potr\u00e0 ammirare nei sontuosi spazi di Palazzo Ducale.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Curata da <\/span><b>Luigi Gallo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (Direttore della Galleria delle Marche) e <\/span><b>Anna Maria Ambrosini Massari<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (Docente di Storia dell\u2019Arte moderna all\u2019Universit\u00e0 di Urbino), con <\/span><b>Luca Baroni<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><b>Giovanni Russo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><b>l<\/b><b>a mostra porta per la prima volta a Urbino le opere di uno dei suoi figli pi\u00f9 illustri: Federico Barocci (1533-1612)<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Grazie a un insieme di prestiti provenienti da principali musei nazionali e internazionali che arricchiscono la collezione gi\u00e0 molto importante della Galleria Nazionale delle Marche,<\/span><b> la mostra monografica propone 76 tra dipinti e disegni di Barocci<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, illustrando tutte le fasi della sua lunga carriera.<\/span><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ma chi era Federico Barocci?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nato a Urbino tra il 1533 e il 1535 da una famiglia di artisti, gi\u00e0 in et\u00e0 adolescenziale mostrava notevoli capacit\u00e0 artistiche e a 20 anni circa ottenne la sua prima commissione, una <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Santa Margherita<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> per l\u2019oratorio della Compagnia del Corpus Domini, purtroppo oggi perduta.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Anche la pala d\u2019altare con <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Santa Cecilia<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, oggi nella Cattedrale di Urbino, la dipinse a 20 anni quando decise di trasferirsi a Roma, ospite di uno zio che lavorava per il Cardinale della Rovere che rimase colpito dalla bravura del giovane Barocci a tal punto da commissionargli diversi lavori.\u00a0\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Tra il 1557 e il 1560 l\u2019artista torn\u00f2 a Urbino, e poi di nuovo a Roma per per decorare il casino di Papa Pio IV nei Giardini Vaticani.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Di l\u00ec a poco Barocci fu colpito da una malattia che lo avrebbe tormentato per tutta la vita: qualcuno disse che era stato avvelenato da colleghi gelosi, ma ci\u00f2 lo costrinse a tornare a Urbino e a non allontanarsi pi\u00f9 dalla citt\u00e0 se non per brevissimi periodi. Questa sorta di emarginazione, e la malattia che lo costringeva a lavorare per poche ore al giorno, tuttavia non fermarono la sua carriera, poich\u00e9 nonostante una salute cagionevole, gli giungevano le commissioni per la realizzazione di tante opere oggi in larga parte conservate nelle sale della Galleria Nazionale delle Marche e in tanti altri musei italiani e internazionali.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1570 ricevette la prima commissione ducale (ovvero il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Riposo della fuga in Egitto<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0 che oggi si trova nella Pinacoteca Vaticana di Roma) per il duca Guidobaldo. Trascorsero due anni e Barocci fu incaricato di ritrarre il giovane principe <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Francesco Maria<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> per celebrarne il ritorno dalla battaglia di Lepanto: questo incontro diede origine a un rapporto sia professionale sia personale tra l\u2019Artista e Francesco Maria, che prosegu\u00ec per il resto della loro vita.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Come attestato dallo stesso Duca d\u2019Urbino, malgrado le sue incerte condizioni fisiche, le capacit\u00e0 di Barocci non vennero mai meno: era lento nel lavorare, ma ci\u00f2 era dovuto anche al metodo di lavoro molto complicato, che comportava centinaia di disegni e studi preparatori oltre ad una complessa tecnica di verniciatura.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Le condizioni di salute di Barocci non si rifletterono mai sulle sue opere \u2013 dove sono evidenti i colori lieti, le immagini serene, devote, ottimistiche -, anche se malinconia e irascibilit\u00e0 venivano spesso rammentate nei rapporti epistolari con il duca Francesco Maria, il quale convinse Barocci ad andare a vivere a Palazzo Ducale, come scrisse il biografo Giovan Pietro Bellori sulle pagine de <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Le vite dei pittori, scultori e architetti moderni<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> nel 1672. Ci\u00f2 avvenne per un breve periodo poich\u00e9 il suo carattere e la sua necessit\u00e0 di solitudine gli resero la permanenza insopportabile; perci\u00f2 se ne torn\u00f2 via.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Federico Barocci mor\u00ec a Urbino il 30 settembre 1612.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La sua attivit\u00e0 artistica coincide col periodo del \u201cManierismo\u201d \u2013 con figure piene di vigore \u2013 cos\u00ec come la rappresentazione del suo misticismo si stacca dall\u2019ortodossa narrazione biblica per finire inserita in un contesto pi\u00f9 personale; ci\u00f2 nonostante Barocci guard\u00f2 con attenzione all&#8217;Alto Rinascimento, alle teorie sul colore di Leonardo, alle concezioni pittoriche del Correggio; attraverso queste ispirazioni si costru\u00ec uno stile indipendente, contribuendo ad aprire la strada allo sviluppo del Barocco.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Alle sue magnifiche pale d&#8217;altare conservate a Roma avrebbero guardato sia Rubens, quando si trov\u00f2 a lavorare nella decorazione della Chiesa di Santa Maria in Vallicella, sia il giovane Bernini, che nelle figure emozionate di Enea e Anchise e nelle sue estatiche sante riprese alcuni caratteri peculiari di Barocci.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">INFO MOSTRA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Federico Barocci Urbino. L\u2019emozione della pittura moderna<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">a cura di Luigi Gallo e\u00a0 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Anna Maria Ambrosini Massari con Luca Baroni e Giovanni Russo<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">20.06.2024 \u2013 06.10.2024<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Inaugurazione: 20.06.2024 ore 11<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Orari: da MA a DO: dalle 8:30 alle 19:15 (chiusura biglietteria ore 18:15); LU chiuso<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ingresso: \u20ac 12 intero; \u20ac 2 ridotto; \u20ac 1 prenotazione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Catalogo edito da <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Electa<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Galleria Nazionale delle Marche<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Palazzo Ducale di Urbino<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Piazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Telefono: 0722 2760\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">gan-mar@cultura.gov.it<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gallerianazionalemarche.it\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.gallerianazionalemarche.it<\/span><\/a><\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>Ufficio media -\u00a0Marco Ferri\u00a0<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 20 giugno al 6 ottobre Palazzo Ducale accoglier\u00e0 l\u2019esposizione monografica dedicata a uno dei figli pi\u00f9 illustri della citt\u00e0. 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