{"id":52657,"date":"2024-04-02T12:22:46","date_gmt":"2024-04-02T10:22:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=52657"},"modified":"2024-04-02T12:23:12","modified_gmt":"2024-04-02T10:23:12","slug":"nellottantesimo-anniversario-della-morte-un-ricordo-di-giannetto-dini-e-ferdinando-salvalai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2024\/04\/02\/nellottantesimo-anniversario-della-morte-un-ricordo-di-giannetto-dini-e-ferdinando-salvalai\/","title":{"rendered":"Nell\u2019ottantesimo anniversario della morte\u00a0 un ricordo di Giannetto Dini e Ferdinando Salvalai"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #00ffff;\"><strong><em>GIANNETTO DINI<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>(Macerata Feltria, 1\u00b0 novembre 1926 &#8211; Massa Lombarda &#8211; Ravenna -, 1\u00b0 aprile 1944)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia, di condizioni molto modeste, vive nel centro storico di Fano nei pressi di piazza XX Settembre. Giannetto cresce circondato dall\u2019amore materno che contraccambia, un legame forse accentuato dall\u2019assenza di un padre. \u201cPer me \u2013 racconta la madre Maria Del Vecchio\u00a0 \u2013\u00a0 era tutto.\u00a0 Ero orgogliosa di mio figlio perch\u00e9 era buono, affettuoso, schietto e fiero\u201d. La spiccata intelligenza e la propensione allo studio,\u00a0 gli consentono di conseguire appena sedicenne il diploma di maestro elementare e volendo\u00a0 proseguire gli studi filosofici si iscrisse alla Facolt\u00e0 di Magistero dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino. Insofferente alla cappa di conformismo che escludeva ogni curiosit\u00e0 intellettuale, si avvicin\u00f2 a un gruppo\u00a0 di adolescenti con\u00a0 i quali coltivare e approfondire la critica al fascismo e alle sue grottesche manifestazioni esteriori. Nel periodo scolastico questo atteggiamento gli procur\u00f2 l\u2019antipatia e il rancore di alcuni insegnanti a cui si contrapponeva nelle discussioni filosofiche e religiose. Per qualche mese aiut\u00f2 la famiglia, composta oltre che dalla madre dal nonno e dalla sorellina Maura, impiegandosi in qualit\u00e0 di addetto agli accertamenti agricoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo successivo al 25 luglio 1943 si espose pubblicamente e viene arrestato e denunciato, ma dopo l\u20198 settembre \u00e8 attivo nel recupero di armi abbandonate dai militari per essere poi inviate ai primi nuclei partigiani in via di organizzazione nella zona appenninica sovrastante Cantiano. La scelta definitiva si concretizza tra novembre e dicembre quando, a distanza di poco tempo uno dall\u2019altro, decide con gli amici Sandro Giammattei, Gianni Pierpaoli, Valerio Volpini e Vincenzo Lombardozzi di raggiungere i primi distaccamenti partigiani tra i monti Catria e Nerone. Aggregato al Distaccamento \u201cPicelli\u201d del 2\u00b0 Battaglione della V Brigata Garibaldi \u201cPesaro\u201d, si distingue per il coraggio e l\u2019audacia con cui partecipa alle incursioni \u00a0su Piobbico e \u00a0allo scontro di Palcano del 24 febbraio 1944 nel corso del primo importante rastrellamento della GNR.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tarda mattinata del 19 marzo durante la marcia di trasferimento del \u201cPicelli\u201d per raggiungere Cerquetobono e Montenovo di Peglio, un gruppo intercettava a Ca\u2019 La Lagia, nei pressi di Urbino, un automezzo\u00a0 guidato da un aviere che con imperdonabile leggerezza fu lasciato andare. Il militare raggiunta la citt\u00e0 diede l\u2019allarme e nel pomeriggio due camion di repubblichini e alcuni sodati tedeschi si portarono sul posto per organizzare un rastrellamento. Nel frattempo Dini e Salvalai invece di proseguire il cammino si attardarono\u00a0 per guidare\u00a0 l\u2019automezzo incappando nel rastrellamento. Abbandonarono allora l\u2019automezzo che aveva esaurito il carburante e accerchiati resistettero per diverse ore provocando al nemico cinque feriti\u00a0 e un morto. Infine\u00a0 furono catturati e condotti a Urbino dove nella piazza centrale furono esibiti come un trofeo per terrorizzare la popolazione subendo le violenze e il dileggio dei fascisti a cui presero parte alcuni cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trasferiti nel carcere di Pesaro, dove sostarono per una sola notte, l\u2019indomani furono tradotti nel carcere di Forl\u00ec. Solo il 23 marzo la madre di Dini pot\u00e9 avere un colloquio col figlio che le rifer\u00ec l\u2019accaduto con queste parole \u201cCi ha tradito un prete mamma, ha fatto la spia. Abbiamo dovuto combattere quattro ore. Poi ci siamo riparati in un fosso. Io dicevo al mio compagno di non sparare, ma lui sparava. Aspettavamo che giungesse la notte. Potevo ammazzarne altri tre: sono passati su un murello, ma ho avuto compassione, erano quasi bambini\u201d. Per quanto accaduto prima dello scontro a fuoco e della cattura le versioni \u00a0non sono del tutto univoche sia sul tipo di mezzo (segnalato\u00a0 come\u00a0 autocarro, ma anche come \u201cauto Balilla\u201d), sia sulla presenza o meno\u00a0 di Erivo Ferri, comandante del \u201cPicelli\u201d, durante il trasferimento\u00a0 del Distaccamento. Secondo da Carlo Mancini, il \u201cPicelli\u201d\u00a0 era stato diviso in due gruppi: il primo, di cui faceva parte, camminando tutta la notte raggiunse senza problemi\u00a0 \u201ca giorno fatto\u201d Cerquetobono e Montenovo; l\u2019altro gruppo, guidato da Ferri, sost\u00f2 invece a Ca\u2019 La Lagia. Il comandante dei Gap di Schieti, Adler Annibali, sostiene che Ferri avrebbe abbandonato il gruppo per tornare a casa affidando il comando del Distaccamento a Giannetto Dini.\u00a0 Mancini e\u00a0 Annibali non furono diretti testimoni di quanto avvenne a Ca\u2019La Lagia e non fanno cenno da quali fonti abbiano tratto le informazioni da loro riferite, ma qualcosa deve essere accaduto se Ferri poco tempo dopo fu sostituito nel comando del \u201cPicelli\u201d\u00a0 da Emo Castellucci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La madre ebbe un ultimo colloquio con Giannetto il 28 marzo. Quello fu l\u2019ultimo perch\u00e9 la mattina del 1\u00b0 aprile non pot\u00e9 vederlo: alle 6.30\u00a0 con Salvalai era stato\u00a0 condotto\u00a0 dai tedeschi nel campo sportivo di Massa Lombarda dove legati a un palo vennero fucilati. La fretta con cui venne presa la decisione di giustiziarli \u00e8 fatta risalire da Enrica Cavina a un attentato \u00a0in cui il giorno precedente era stato ucciso a Massa Lombarda un caporale tedesco che indusse la Sicherheitsdienst des Reichsf\u00fchrers SS (SD), cui spettavano compiti di intelligence e di polizia sulle province di Forl\u00ec e Ravenna, a una reazione immediata allestendo una rappresaglia. La logica del provvedimento, in assenza dei colpevoli, prevedeva \u00a0un \u201cuso moderato del terrore\u201d, scegliendo le vittime da un \u201cparco-ostaggi\u201d esterni al territorio con l\u2019obiettivo di \u201cscuotere la popolazione\u201d ma evitando di provocare un odio tale da generare ritorsioni contro l\u2019esercito occupante. Dini\u00a0 \u00e8 stato decorato\u00a0 di medaglia d\u2019argento al V.M. \u201calla memoria\u201d e a Fano, Pesaro Urbino e Massa Lombarda gli sono state dedicate delle vie. Il 18 novembre 1945 sul luogo della fucilazione \u00e8 stata posta una lapide e lo stadio \u00e8 intitolato a \u201cDini e Salvalai\u201d. Il 6 dicembre 1947 l\u2019Universit\u00e0 di Urbino ha concesso a Dini la laurea <em>honoris causa<\/em> in Pedagogia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonti:<\/em>ASAPU, 01-5-2-85-b.90-fasc.85; 01-8-11-b.139-fasc.11; <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\">www.straginazifasciste.it<\/a>, <em>Episodio di Massa Lombarda del 1\u00b0 aprile 1944<\/em> (Redattore Enrica Cavina); partigianiditalia.beniculturali.it\/archivio\/ (Ricompart).<\/p>\n<p><em>Bibl.: <\/em>C.Mancini, <em>L\u2019orologio in piazza. Urbino 1935-1946<\/em>, QuattroVenti, Urbino 1992, pp.96-97; M.Del Vecchio-M.Dini, <em>\u00a0Vita e morte di Giannetto<\/em>, Prefazione di M.Omiccioli, Editrice Fortuna, Fano 1995; U.Marini, <em>La Resistenza nel Candigliano<\/em>, Metauro Edizioni, Fossombrone 2000, p.81; E.Cavina, <em>Massa Lombarda una citt\u00e0 che <\/em>resiste. <em>Uomini\u00a0 e donne in lotta per le libert\u00e0 democratiche<\/em> Il Ponte Vecchio,\u00a0 Cesena 2005, pp.73-76; A.Annibali, <em>Chi ha distrutto la V Brigata \u201cPesaro\u201d?<\/em>, AGE, Urbino 2007, p.43.<\/p>\n<p><span style=\"color: #00ffff;\"><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-52659\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/unnamed-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"753\" height=\"1153\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/unnamed-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/unnamed-274x420.jpg 274w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/unnamed.jpg 313w\" sizes=\"auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px\" \/>FERDINANDO SALVALAI<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>(Orciano, 24 dicembre 1922 \u2013 Massa Lombarda, 1\u00b0 aprile 1944)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia, originaria di Orciano, si era trasferita a Urbino. Salvalai frequenta la scuola media e studia fino al 1\u00b0anno del corso inferiore dell\u2019Istituto magistrale prima di dedicarsi al lavoro di meccanico. Giuseppe Mari, il futuro comandante \u201cCarlo\u201d del 2\u00b0 Battaglione della V Brigata Garibaldi \u201cPesaro\u201d, che lo ebbe come allievo cos\u00ec lo ricorda: \u201cEra un ragazzo di gradevole aspetto e carattere e sedeva nel banco davanti, dove di solito vengono messi gli alunni vivaci\u201d. Come diversi adolescenti suoi amici anche per Salvalai la scelta antifascista matura\u00a0 istintivamente diventando in seguito pi\u00f9 determinata e consapevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 25 gennaio 1943\u00a0 \u00e8 chiamato alle armi e aggregato al Genio militare, di stanza a Belluno, in qualit\u00e0 di telegrafista, ma il 6 febbraio \u00e8 trasferito a Genova al 222\u00b0 Battaglione costiero. Sbandato dopo l\u20198 settembre, rientra a Urbino e nel dicembre del 1944\u00a0 si unisce ai partigiani del Distaccamento \u201cPicelli\u201d sulle montagne del Catria e del Nerone dove incontr\u00f2 il gruppo dei fanesi: Giannetto Dini, Sandro Giammattei, Gianni Pierpaoli, Valerio Volpini e Vincenzo Lombardozzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto con Dini il rapporto cameratesco divent\u00f2 vera e propria amicizia, un legame che li accomun\u00f2 anche nella tragica fine dopo la cattura avvenuta a Ca\u2019 La Lagia, nei pressi di Urbino, il 19 marzo 1944. Condotti nella piazza della citt\u00e0 subirono in pubblico le violenze dei fascisti prima di essere trasferiti nel carcere di Forl\u00ec dopo un breve passaggio nel carcere di Pesaro. \u00c8 sempre Mari che ci ha lasciato un ricordo di quei momenti trovandosi in Urbino \u201cmimetizzato\u201d sotto il loggiato grande per incontri clandestini finalizzati all\u2019organizzazione dell\u2019afflusso di giovani verso i distaccamenti in montagna. \u201cA un tratto \u2013 racconta \u2013\u00a0 comparve, risalendo da Valbona, un autocarro con sopra Dini e Salvalai (\u2026) Io non li vidi bene. Ma mi dissero che sembravano tranquilli e fieri\u201d.<\/p>\n<p>A Forl\u00ec fu separato da Dini. Si rincontreranno solo la mattina del 1\u00b0 aprile quando saranno condotti dai fascisti nel campo sportivo di Massa Lombarda per essere fucilati.<\/p>\n<p>Per la sua attivit\u00e0 partigiana\u00a0 Salvalai \u00e8 stato decorato con Medaglia d\u2019argento al V.M. alla memoria. Il 15 settembre 1946 il Comune di Urbino gli ha dedicato un importante viale del centro storico. A Massa Lombarda lo stadio cittadino \u00e8 intitolato a lui e a Giannetto Dini, cos\u00ec come una via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonti: ASPU, Esercito Italiano, Distretto di Pesaro, Foglio matricolare di Salvalai Ferdinando,11667; ASAPU,01-8-11-b.139, fasc.11; Ibid. <em>Massa Lombarda<\/em>,01-5-2-85-b.90, fasc.85;\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\">www.straginazifasciste.it<\/a>, <em>Episodio di Massa Lombarda del 1\u00b0 aprile 1944<\/em> (Redattore Enrica Cavina).\u00a0<em>Bibl.: <\/em>C.Mancini, <em>L\u2019orologio in piazza. Urbino 1935-1946<\/em>, QuattroVenti, Urbino 1992, pp.96-97; G.Mari, <em>Ricordo di Salvalai<\/em>, in \u201cMemoria Viva\u201d, 1\/1992, p.27; E.Cavina, <em>Massa Lombarda una citt\u00e0 che <\/em>resiste. <em>Uomini\u00a0 e donne in lotta per le libert\u00e0 democratiche<\/em> Il Ponte Vecchio,\u00a0 Cesena 2005, pp.73-76<\/p>\n<pre><strong>(da Ermanno Torrico, <em>Antifascismo e Resistenza in provincia di Pesaro-Urbino\r\n<\/em><em>Temi Luoghi Biografie - Prefazione di Massimo Paiani\r\nAncona, <\/em>affinit\u00e0 elettive 2021, pp.233-235; 304)<\/strong><\/pre>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIANNETTO DINI (Macerata Feltria, 1\u00b0 novembre 1926 &#8211; Massa Lombarda &#8211; Ravenna -, 1\u00b0 aprile 1944) La famiglia, di condizioni molto modeste, vive nel centro storico di Fano nei pressi di piazza XX Settembre. 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