{"id":54064,"date":"2024-05-20T09:57:23","date_gmt":"2024-05-20T07:57:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=54064"},"modified":"2024-05-20T09:57:39","modified_gmt":"2024-05-20T07:57:39","slug":"urbino-galleria-nazionale-delle-marche-alla-mostra-di-barocci-capolavori-del-disegno-da-tutto-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2024\/05\/20\/urbino-galleria-nazionale-delle-marche-alla-mostra-di-barocci-capolavori-del-disegno-da-tutto-il-mondo\/","title":{"rendered":"Urbino, Galleria Nazionale delle Marche: alla mostra di Barocci capolavori del disegno da tutto il mondo\u00a0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #33cccc;\">Dal 20 giugno al 6 ottobre Palazzo Ducale di Urbino accoglier\u00e0 l\u2019esposizione monografica inserita nel calendario di Pesaro Capitale italiana della cultura, dedicata a uno dei figli pi\u00f9 illustri della citt\u00e0, con prestiti eccellenti dai principali musei italiani e internazionali<span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>In occasione della grande mostra monografica \u201cFederico Barocci Urbino. L\u2019emozione della pittura moderna\u201d dal 20 giugno fino al 6 ottobre 2024 nei sontuosi spazi di Palazzo Ducale, a cura di Luigi Gallo (Direttore della Galleria delle Marche) e Anna Maria Ambrosini Massari (Docente di Storia dell\u2019Arte moderna all\u2019Universit\u00e0 di Urbino), con Luca Baroni e Giovanni Russo, le sale del palazzo ducale di Urbino accoglieranno una straordinaria selezione dei disegni di Barocci.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Sar\u00e0 una vera e propria <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">wunderkammer<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di tesori quella che accoglier\u00e0 il visitatore nella sezione dedicata alla grafica baroccesca nella mostra di Urbino. Tre sale, di cui due tematiche e una monografica, per indagare l\u2019appassionante rapporto tra Barocci e il disegno, presentato sia in dialogo con le opere pittoriche che come forma espressiva indipendente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Quando muore a Urbino, nell\u2019autunno del 1612, Federico lascia nel suo studio uno straordinario tesoro grafico costituito da diverse migliaia di disegni attentamente raccolti e classificati nel corso di oltre cinquant\u2019anni di carriera. Tra questi, vi \u00e8 anche un libro di disegni di maestri antichi e moderni e un taccuino di schizzi di Raffaello.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019erede del pittore, il nipote Ambrogio Barocci, segue i desideri dello zio e, per oltre quarant\u2019anni, tiene unita la raccolta, rifiutando varie proposte di acquisto che gli arrivano da artisti, collezionisti e grandi mecenati (pare che tra questi vi sia anche l\u2019arcivescovo di Milano, Federico Borromeo). \u00c8 solo alla met\u00e0 del Seicento che, ormai anziano e senza eredi, Ambrogio si risolve a separarsi dalla collezione: una parte viene ceduta al conte eugubino Francesco Beni, che li porta a Roma e da dove, nel corso del Settecento e Ottocento, arriveranno alle Raccolte Statali di Berlino; un altro nucleo di cinquecento disegni e cartoni di primissima scelta sono acquistati dal cardinale fiorentino Leopoldo de\u2019 Medici che, proprio in quegli anni, sta formando il nucleo fondativo dell\u2019attuale Gabinetto dei disegni e Stampe degli Uffizi. Gli altri fogli, ambitissimi da amatori e collezionisti, entrano lentamente nel mercato privato, arrivando nelle maggiori raccolte europee e, da l\u00ec, ai gabinetti disegni e stampe dei grandi musei internazionali. Solo una parte del lascito di Barocci, acquistato all\u2019allievo Antonio Viviani, perviene per via ereditaria ai conti Viviani di Urbino e da l\u00ec, a inizio Novecento, alle raccolte della Galleria Nazionale delle Marche.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La selezione di opere riunite per la prima volta a Urbino raccoglie il meglio della produzione di Barocci<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: non solo le celebri teste a pastello, fonte di ispirazione per generazioni di artisti fino al Settecento inoltrato, ma anche gli eleganti bozzetti a olio, i bozzetti per composizione, gli studi di nudo e i cartoni preparatori (tra cui quello, prestato dal Louvre, per la <\/span><b><i>Fuga di Enea da Troia<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, riunito in sede di mostra al dipinto corrispondente oggi alla Galleria Borghese di Roma).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Oltre a una sala interamente dedicata al disegno, ricca di capolavori prestati, tra gli altri, dalle Collezioni Reali inglesi, dai Musei Statali di Berlino, dalla Collezione Devonshire di Chatsworth, dal Metropolitan Museum of Art di New York, dal Fitzwilliam Museum di Cambridge, dall\u2019Ashmolean Museum di Oxford e dalle Gallerie degli Uffizi, la mostra presenta due nuclei tematici in cui la grafica dialoga con la pittura: quello dedicato al paesaggio e quello focalizzato sull\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Officina del disegno<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Barocci \u00e8 infatti, nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, uno degli inventori di un nuovo modo di disegnare il paesaggio. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Non solo introduce elementi innovativi come il colore, ma realizza un gruppo di fogli che, essendo slegati dai suoi dipinti, vanno interpretati come opere d\u2019arte indipendenti, anticipatrici del gusto paesaggistico che, dopo Annibale Carracci e l\u2019arrivo dei paesaggisti nordici, pervader\u00e0 la Roma del Seicento.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Altrettanto innovativo \u00e8 l\u2019approccio all\u2019opera d\u2019arte presentato nella sala dedicata all\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Officina del disegno<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, dove alcuni grandi capolavori pittorici come il <\/span><b><i>Seppellimento di Cristo<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, proveniente dalla Chiesa della Croce di Senigallia, e l\u2019<\/span><b><i>Annunciazione<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> della Pinacoteca Vaticana, sono chiamati a dialogo con i cartoni preparatori e i disegni che hanno permesso all\u2019artista di studiarne la composizione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Progettista meticoloso e, si potrebbe dire, innamorato di ogni risvolto del processo preparatorio, Barocci indaga sulla carta tutti i dettagli del dipinto in corso d\u2019opera: un percorso che procede anche a lavoro finito, quando le forme e i colori della pittura vengono trasformati dallo stesso artista nel linguaggio in bianco e nero dell\u2019incisione ad acquaforte. Una tecnica in cui Barocci \u00e8 vero pioniere e che viene rappresentata in mostra dal ritorno a Urbino, dopo cinquecento anni di assenza, della <\/span><b>lastra in rame della stampa dell\u2019<\/b><b><i>Annunciazione<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, oggi custodita presso l\u2019Istituto Centrale per la grafica di Roma, ma proveniente dallo studio urbinate dell\u2019artista.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">INFO MOSTRA<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><b>Federico Barocci Urbino. L\u2019emozione della pittura moderna<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">a cura di Luigi Gallo e Anna Maria Ambrosini Massari<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">con Luca Baroni e Giovanni Russo<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">20.06.2024 \u2013 06.10.2024<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><b>Inaugurazione: 18.06.2024 ore 11<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Orari: da MA a DO: dalle 8:30 alle 19:15 (chiusura biglietteria ore 18:15); LU chiuso<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Ingresso: \u20ac 12 intero; \u20ac 2 ridotto; \u20ac 1 prenotazione<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Catalogo edito da Electa<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Galleria Nazionale delle Marche<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Palazzo Ducale di Urbino, Piazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Telefono: 0722 2760<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><a href=\"mailto:gan-mar@cultura.gov.it\"><span style=\"font-weight: 400;\">gan-mar@cultura.gov.it<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/a><a href=\"http:\/\/www.gallerianazionalemarche.it\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.gallerianazionalemarche.it<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>Ufficio media -\u00a0Marco Ferri\u00a0<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 20 giugno al 6 ottobre Palazzo Ducale di Urbino accoglier\u00e0 l\u2019esposizione monografica inserita nel calendario di Pesaro Capitale italiana della cultura, dedicata a uno dei figli pi\u00f9 illustri della citt\u00e0, con prestiti eccellenti dai principali musei italiani e internazionali\u00a0 In occasione della grande mostra monografica \u201cFederico Barocci Urbino. 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