{"id":54417,"date":"2024-05-29T15:54:35","date_gmt":"2024-05-29T13:54:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=54417"},"modified":"2024-05-29T15:54:51","modified_gmt":"2024-05-29T13:54:51","slug":"azzara-sinistra-per-urbino-ricostruire-dalle-fondamenta-il-rapporto-tra-la-citta-e-la-sua-universita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2024\/05\/29\/azzara-sinistra-per-urbino-ricostruire-dalle-fondamenta-il-rapporto-tra-la-citta-e-la-sua-universita\/","title":{"rendered":"Azzar\u00e0 (Sinistra per Urbino): &#8220;Ricostruire dalle fondamenta il rapporto tra la citt\u00e0 e la sua Universit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<pre style=\"text-align: justify;\"><strong>Stefano G. Azzar\u00e0, Sinistra per Urbino<\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginiamo per un attimo Urbino senza l\u2019Universit\u00e0: il solo pensiero \u00e8 insostenibile, perch\u00e9 la citt\u00e0 apparirebbe come qualcosa di simile a un deserto. Immaginiamo per\u00f2 anche, reciprocamente, l\u2019Universit\u00e0 senza la citt\u00e0 in cui \u00e8 impiantata: non sarebbe pi\u00f9 la stessa cosa, non avrebbe pi\u00f9 la propria identit\u00e0, perderebbe quella storicit\u00e0 stratificata nella quale risuonano i nomi di Carlo Bo, di Giancarlo De Carlo, di Livio Sichirollo, di Cesare Questa, di Pasquale Salvucci, pi\u00f9 recentemente di Domenico Losurdo (per citare soltanto il versante umanistico).\u00a0Citt\u00e0 e Universit\u00e0, insomma, sono legate in maniera indissolubile. La citt\u00e0 \u00e8 stata all\u2019avanguardia e ha saputo modernizzarsi, modernizzando anche la campagna attorno a s\u00e9, quando l\u2019Universit\u00e0 ha svolto un ruolo propulsivo. Ha cominciato invece ad avere gravi problemi quando anche l\u2019Universit\u00e0 ha avuto i propri e non \u00e8 stata pi\u00f9 in grado di esercitare questo ruolo di direzione intellettuale e morale.\u00a0 La lezione che ne emerge \u00e8 che <em>simul stabunt vel simul cadent<\/em>, ossia che l\u2019una non pu\u00f2 fare a meno dell\u2019altra e che devono sostenersi a vicenda.\u00a0 Cos\u00ec \u00e8 stato, ad esempio, in un momento cruciale della comune storia recente: gli anni della statalizzazione. L\u2019Universit\u00e0 \u201clibera\u201d era nel baratro, zavorrata da regole obsolete e soffocata dal sottofinanziamento. Se non pochi professori ordinari sembravano non aver capito la drammaticit\u00e0 della situazione, anche la citt\u00e0, dal canto suo, sembrava atterrita dalla paura di perdere la cosa pi\u00f9 preziosa (assieme all\u2019indotto che l\u2019accompagna, va detto\u2026) e reagiva rinchiudendosi nella contemplazione di s\u00e9 stessa, della propria presunta eccellenza, del proprio passato glorioso. E anche la politica ha stentato a lungo a capire: fortissime furono le resistenze da parte di quasi tutti i partiti di maggioranza e di opposizione, come \u00e8 possibile ricostruire dai numerosi articoli di giornale usciti in quelle circostanze; e isolati furono in un primo momento quei pochi che spingevano per rompere gli indugi e andare verso la statalizzazione. Ma poi alla fine, di fronte alla realt\u00e0 delle cose, anche la politica ha fatto il suo dovere e ha salvato ad un tempo l\u2019Universit\u00e0 e la citt\u00e0 (ricordo l&#8217;incontro determinante a Palazzo Passionei dell&#8217;allora Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, con il Rettore Giovanni Bogliolo, al quale all&#8217;epoca partecipai come segretario locale di Rifondazione Comunista e come Consigliere d&#8217;amministrazione dell&#8217;Ateneo). Nessuna delle paure dei conservatori di allora si \u00e8 realizzata ed \u00e8 grazie al coraggio di quella scelta che l\u2019Universit\u00e0 \u00e8 ancora in piedi.\u00a0In una situazione diversa ma nuovamente critica siamo oggi. L\u2019andamento numerico dell\u2019Universit\u00e0 e quello della citt\u00e0, per una ironia della sorte, sono molto simili, ma simili sono anche le sfide che entrambe queste istituzioni devono affrontare. La citt\u00e0 ha i mille problemi che conosciamo. Ma anche l\u2019Universit\u00e0 \u00e8 immersa in processi di ristrutturazione che investono tutti gli Atenei e ne cambiano la natura e la vocazione in maniera repentina e a volte anche drammatica; ed \u00e8 coinvolta in un vortice di competizione, aizzato dal Ministero e dalle sue agenzie di valutazione, che la espone soprattutto alla concorrenza delle telematiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste condizioni, non \u00e8 l\u2019ora delle proposte mirabolanti e dei conigli dal cilindro: di proporre questa o quella fantomatica Facolt\u00e0, questa o quella magica soluzione improvvisata (le Facolt\u00e0, tra l\u2019altro, a Urbino non esistono nemmeno pi\u00f9 da tempo, sostituite dai Dipartimenti e dalle Scuole). Crediamo invece che la cosa pi\u00f9 importante sia molto pi\u00f9 semplice e a portata di mano: un confronto stabile, strutturato e permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 ci\u00f2 che \u00e8 assolutamente mancato in questi anni. La Giunta Gambini si \u00e8 dimostrata nemica della scuola (pensiamo alla vicenda dell\u2019accorpamento di due istituti contro il parere dei dirigenti scolastici e dei consigli). Ma si \u00e8 dimostrata non meno ostile verso l\u2019Universit\u00e0, vissuta come un corpo estraneo, come qualcosa che non era possibile controllare. Ancora di pi\u00f9: come qualcosa che con la sua sola presenza non solo contraddiceva lo stile di governo autoritario dei suoi esponenti ma soprattutto metteva in rilievo l\u2019incapacit\u00e0 progettuale della Giunta e il suo profondo deficit culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo muro di incomunicabilit\u00e0 deve essere abbattuto al pi\u00f9 presto. Soprattutto in un momento in cui \u00e8 e urgente aprire almeno due fronti regionali \u2013 il primo con Erdis, per assicurare un diritto allo studio oggi piuttosto precario; il secondo con le altre Universit\u00e0 marchigiane, per affrontare in maniera condivisa il problema della stabilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 complessiva del sistema universitario regionale \u2013 \u00e8 necessaria un\u2019interlocuzione costante tra le principali istituzioni cittadine. Ma a tal fine \u00e8 indispensabile che l\u2019Universit\u00e0 trovi una sponda in una Giunta comunale che rimetta al centro il rapporto con l\u2019Ateneo ma che sia anche forte sul piano politico e competente su quello culturale, cos\u00ec da poter interloquire alla pari.\u00a0Per noi l\u2019Universit\u00e0 \u00e8 un ponte verso il mondo. Progetteremo insieme i prossimi 20 anni di sviluppo\u00a0della\u00a0citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano G. 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