{"id":56620,"date":"2024-08-05T16:12:44","date_gmt":"2024-08-05T14:12:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=56620"},"modified":"2024-08-05T16:12:56","modified_gmt":"2024-08-05T14:12:56","slug":"cantiano-domani-sera-6-agosto-con-t-a-m-teatro-alte-marche-la-strage-di-serramaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2024\/08\/05\/cantiano-domani-sera-6-agosto-con-t-a-m-teatro-alte-marche-la-strage-di-serramaggio\/","title":{"rendered":"Cantiano, domani sera (6 agosto) con T.A.M. Teatro Alte Marche &#8220;La strage di Serramaggio&#8221;"},"content":{"rendered":"<pre><strong>di Anna Maria Polidori<\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-56621 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/453637401_120211054243960573_6296769085311576654_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/453637401_120211054243960573_6296769085311576654_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/453637401_120211054243960573_6296769085311576654_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/453637401_120211054243960573_6296769085311576654_n-420x420.jpg 420w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/453637401_120211054243960573_6296769085311576654_n.jpg 526w\" sizes=\"auto, (max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/>Era il 5 novembre 1936 quando, a Serramaggio, localit\u00e0 cantianese, venne sterminata brutalmente la famiglia Rossi. Francesco, il capofamiglia, la moglie Filomena e la figlia Maria finirono la loro esistenza uccisi da colpi di ascia. La casa, isolata, era a Casale, in contrada Sodelli. Chi ag\u00ec, lo fece senza essere disturbato.\u00a0I Rossi erano apparentemente senza pecche. Imprenditori agricoli, godevano di un&#8217;ottima reputazione ed erano benvoluti dai vicini. I corpi vennero rinvenuti solo dopo due giorni dal fattaccio da una bambina di 10 anni, Anita Prosciutti che si era recata da loro per restituire beni alimentari.\u00a0Gli omicidi erano stati compiuti in rapida successione, senza sbavamenti di sorta e con ferocia inenarrabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anni fa Marco Milli ci scrisse un libro: &#8220;Il Galletto e Serramaggio&#8221;.\u00a0 L&#8217;uscita di questa ricostruzione storica aveva causato, come comprensibile, un nuovo dibattito. Il &#8220;Galletto&#8221; che poi sarebbe stato rinchiuso in galera per questo reato era conosciuto in tante zone. Noi avevamo sentito Angelo Polidori, classe 1926, che viveva a Morena. Ci disse queste parole: &#8220;Povero Galletto, che finaccia gli hanno fatto fare! L&#8217;avevo conosciuto, penso di aver avuto 7 anni a quel tempo. Un uomo del tutto pacifico. Portava l&#8217;erba da fumare, il tabacco. Era un individuo che non sarebbe stato capace di uccidere una mosca&#8221;.\u00a0Eppure, a Isidoro Savini vennero dati 30 anni di reclusione e 15.850 lire di multa. A pena conclusa sarebbe poi stato portato in una casa di cura per non meno di tre anni per poi passare alla libert\u00e0 vigilata per altri tre. Mor\u00ec in galera a 75 anni.\u00a0Non era stato lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare che ad agire fosse stato un commando di tre persone e uno dei killer, l&#8217;ultimo dei sopravvissuti, abbia confessato tutto sul letto di morte, sebbene la cosa sia tuttora avvolta nel pi\u00f9 stretto riserbo.\u00a0Partendo dall&#8217;importante fonte documentale del libro di Milli e dalle testimonianze rese all&#8217;epoca, abbiamo sentito <strong><span style=\"color: #00ffff;\">Lucia Bianchi del T.A.M. Teatro Alte Marche.<\/span><\/strong> Lucia ha curato aspetto documentale, sceneggiatura e regia di questo fattaccio che andr\u00e0 in scena domani sera alle 21.30 al chiostro di Sant&#8217;Agostino e che si intitola: <em>La Strage di Serramaggio<\/em>. Gli altri interpreti sono Francesco Brunori e Giacomo Tarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lucia Bianchi: &#8220;\u00c8 stata confezionata una verit\u00e0 che facesse comodo a tante persone&#8221;.<strong><span style=\"color: #00ffff;\">\u00a0Come vi \u00e8 nata l&#8217;idea? <\/span><\/strong>&#8220;Ci pensavamo. Da noi la storia \u00e8 talmente tanto stata vissuta che \u00e8 addirittura passata come espressione nel dire comune. Un &#8216;serramaggio&#8217; \u00e8 un pandemonio. L&#8217;assessore alla cultura Natalia Grilli ha dato un&#8217;accelerazione significativa a questa nostra idea germinale&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Una storia complessa.\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;S\u00ec e che coinvolge due regioni: l&#8217;Umbria e le Marche, perch\u00e9 Serramaggio si trova nella parte marchigiana di Burano. Vennero arrestate otto persone per questo delitto, poi tutte rilasciate dopo alcuni mesi di detenzione&#8221;.<strong><span style=\"color: #00ffff;\">\u00a0L&#8217;unico a pagare fu il &#8220;Galletto&#8221;<\/span><\/strong>.\u00a0&#8220;Eh gi\u00e0. Il perfetto capro espiatorio. La persona pi\u00f9 adatta da incriminare&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Questa storia cambi\u00f2 le esistenze delle persone.\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;Crebbe la diffidenza, c&#8217;era un clima di sospetto generalizzato&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Definiamo la figura del Galletto. Come si presentava in societ\u00e0?\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;Era un tipo da additare facilmente perch\u00e9 eccentrico. Una volte entr\u00f2 in una chiesa, si finse prete per\u00a0 parlare con qualcuno. Aveva una reputazione di molestatore di ragazze sebbene pare che non fosse cos\u00ec, ed era principalmente malvisto perch\u00e9, con il suo tascapane spacciava il tabacco. Fecero circolare la voce che fosse in grado di compiere ogni reato possibile, che sapesse manipolare l&#8217;ascia molto bene. Gli stessi familiari non lo aiutarono per niente! Anzi. Isidoro aveva cinque sorelle e un fratello. Alcuni di loro non ne parlavano bene a causa dello spaccio di tabacco&#8221;.\u00a0<span style=\"color: #00ffff;\"><strong>Chi \u00e8 stato il primo a fare il suo nome<\/strong>?\u00a0<\/span>&#8220;Un Bei e cos\u00ec dietro, tutti quanti a confermare che lo avevano visto in zona. Si chiama: paura del campo minato. Avevano tutti timore di essere accusati&#8230;&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Isidoro era solito chiedere ospitalit\u00e0 per la notte ed era costume accogliere i viandanti.\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;S\u00ec, andava di casa in casa e spesse volte veniva fatto dormire nelle stalle, sulla paglia o nelle abitazioni&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Era stato anche dai Rossi.\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;S\u00ec, e in sede processuale il Galletto conferm\u00f2 che aveva dormito da loro e che erano stati molto ospitali. Gli era dispiaciuto molto che fossero stati uccisi cos\u00ec, ma ribad\u00ec che lui non c&#8217;entrava niente. Purtroppo, poi, ci fu quella frase infelice che venne rilanciata su Maria, la primogenita dei Rossi l&#8217;unica delle tre figlie non ancora ammogliata. Pare che Isidoro disse al Rossi: <em>mi piacerebbe sposare Maria<\/em>. Questa affermazione divenne una prova ulteriore della sua colpevolezza&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Quel delitto in realt\u00e0 non fu compiuto manco a scopo di rapina.\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;Era stato portato via qualcosa, per\u00f2 nella camera del Rossi vennero rinvenute 1000 lire e c&#8217;erano 4.000 lire di cambiali&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Il Galletto poteva aver preso dei soldi?\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;Macch\u00e9. Lo ritrovarono con 86 lire nel tascapane, il frutto della vendita del tabacco. In galera continuava a ripetere che rivoleva indietro almeno quei soldi!&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Come era messa la zona di Casale a quel tempo?\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;C&#8217;erano alcune abitazioni tra cui quella della famiglia Baldeschi, gente benestante che dava lavoro ai contadini vicini e poi c&#8217;era questa casa al termine della strada&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Che fine ha fatto?\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;\u00c8 andata gi\u00f9. Non \u00e8 stata pi\u00f9 abitata e non so manco se ci si possa pi\u00f9 arrivare. Ci sono ancora le quattro mura e, leggenda vuole che continui ad essere visibile il sangue dei Rossi sulle pareti. Nello spettacolo daremo voce anche a quanto disse una delle figlie di Rossi allora in sede processuale&#8221;.\u00a0<strong><span style=\"color: #00ffff;\">Progetti futuri su questa storia?\u00a0<\/span><\/strong>&#8220;Pensiamo a un docu-film&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anna Maria Polidori Era il 5 novembre 1936 quando, a Serramaggio, localit\u00e0 cantianese, venne sterminata brutalmente la famiglia Rossi. Francesco, il capofamiglia, la moglie Filomena e la figlia Maria finirono la loro esistenza uccisi da colpi di ascia. La casa, isolata, era a Casale, in contrada Sodelli. 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