{"id":57988,"date":"2024-10-01T16:12:54","date_gmt":"2024-10-01T14:12:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=57988"},"modified":"2024-10-01T16:13:07","modified_gmt":"2024-10-01T14:13:07","slug":"in-mostra-a-fossombrone-antonio-ugolini-con-i-miei-omaggi-50-facce-di-unopera-sola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2024\/10\/01\/in-mostra-a-fossombrone-antonio-ugolini-con-i-miei-omaggi-50-facce-di-unopera-sola\/","title":{"rendered":"In mostra a Fossombrone Antonio Ugolini con \u201cI miei omaggi. 50 facce di un\u2019opera sola\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Continua con successo la programmazione degli eventi di Spazio 22 Art Gallery, in Piazza Dante a Fossombrone. Inaugurer\u00e0 infatti sabato 5 ottobre alle ore 17,30 la mostra personale dell\u2019artista Antonio Ugolini dal titolo \u201cI miei omaggi. 50 facce di un\u2019opera sola\u201d, a cura di Anna Maria Matteucci.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Una fotografia, il primo passo da cui tutto ha preso l\u2019avvio, rappresenta quattro oggetti: due lattine di Coca Cola, una ancora chiusa, una aperta e rovesciata, due bottiglie dello stesso marchio, una aperta e in parte consumata, una ancora chiusa. Questo semplice soggetto che vedremo declinato in molti modi e contesti diversi, \u00e8 gi\u00e0 una scelta, una prima rappresentazione che merita qualche riflessione. \u00a0Facile, inevitabile, il rimando alla Pop Art, visto il marchio iconico stampato sui recipienti della nota bevanda americana.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Ugolini del resto era stato un giovanissimo visitatore della Biennale del 1964, folgorato dalla novit\u00e0 rappresentata dalle opere degli artisti americani giunte per la prima volta nel nostro paese che avevano aperto un mondo inedito di nuovi linguaggi visivi. Va detto che in Italia la novit\u00e0 della Pop Art si innestava in un terreno quanto mai fertile. Era una stagione particolarmente feconda, anni di grande fermento culturale, una seconda ondata di avanguardie gi\u00e0 dagli anni \u201950 aveva attraversato il mondo dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Da poco diplomato all\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino,\u00a0nella mostra personale del 1972 alla Galleria Il Segnapassi di Pesaro con il significativo titolo\u00a0<em>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 religione?<\/em>\u00a0un giovane Antonio Ugolini presentava alcune opere, ancora oggi sorprendentemente attuali, su di un tema complesso che toccava il senso della religiosit\u00e0 e del sacro, argomento non facile da affrontare senza urtare sensibilit\u00e0 e suscitare indignate proteste.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Veniamo ora a quei quattro banali oggetti, due lattine e due bottiglie, apparentemente disposti con casuale incuranza, che tuttavia divengono protagonisti assoluti della scena. Come non pensare alle nature morte silenti e impolverate di un certo Giorgio Morandi? E la scelta di agire in ambito artistico non con i soggetti e i materiali nobili della tradizione accademica ma con oggetti ordinari, facilmente reperibili, collegati, anzi prelevati dalla quotidianit\u00e0 e dalla vita vera, non \u00e8 forse alla base delle poetiche dell\u2019Arte Povera? Non \u00e8 un caso che nei primi anni \u201870 uno dei docenti dell\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino, dove Ugolini completa il suo ciclo di studi, fosse quel Pier Paolo Calzolari esponente di primo piano del movimento d\u2019avanguardia che pochi anni prima Germano Celant aveva portato all\u2019attenzione internazionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Vediamo ora questo soggetto, sempre quello, entrare da protagonista dentro il mondo di cinquanta artisti diversi, o forse succede il contrario, sono i mondi degli artisti che vanno a disporsi intorno al soggetto, lo modificano secondo uno stile preciso, in un continuo rispecchiamento e scambio di ruoli. E\u2019l\u2019arte, anzi la Storia dell\u2019Arte, che mette in scena s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Come tutte le operazioni artistiche ben riuscite, questo lavoro di Antonio Ugolini si presta a diversi livelli di lettura. Esiste sicuramente una dimensione leggera, ludica, con i rimandi e le citazioni dell\u2019autore che studia modo e maniera di un altro autore, famoso o almeno dotato di una certa riconoscibilit\u00e0.\u00a0 Noi che guardiamo siamo catturati dal gioco e accettiamo la sfida. In base allo stile andiamo a riconoscere volta per volta il personaggio di cui l\u2019autore si \u00e8 servito per mettere in scena il suo still-life.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">In una lettura psicoanalitica invece, potremmo osservare la ripetizione ossessiva dello stesso soggetto e la sua dilatazione nel tempo. Situazione ampiamente esplorata da molti artisti perch\u00e9 l\u2019osservazione insistita rende le cose nel loro nucleo mistico e misterioso. Primo fra tutti C\u00e9zanne che in venti anni dipinse\u00a0<em>Mont Sainte Victoire<\/em>\u00a0circa ottanta volte tra olio e acquerello, oppure le trenta cattedrali di Rouen dipinte da Monet tra il 1892 e il 1894, o il Monte Fuji di Hokusai.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Esiste poi il livello dell\u2019Estetica, inteso come meditazione filosofica che passa dal pensiero di Hegel, a quello di Arthur Danto, con le sue riflessioni sullo stile individuale, sulla maniera e sui linguaggi artistici e su come un\u2019opera entra in rapporto con la storia dell\u2019arte, con il proprio tempo e con il concetto stesso di tempo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Declinare lo stesso soggetto in molti stili diversi, \u00e8 in primo luogo una complessa e raffinata operazione concettuale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Realizzata in diversi ambiti, in musica, in letteratura:\u00a0<em>Esercizi di stile<\/em>\u00a0di Raymond Queneau, del 1947, pubblicato in Italia nel 1983 con la traduzione curata da Umberto Eco, novantanove versioni della stessa semplice storia, scritta ogni volta in un stile letterario differente. L\u2019originalit\u00e0 del testo di Queneau ha suscitato interesse di altri ambiti artistici, fumetto, video, celebre la riduzione teatrale di Paolo Poli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">In qualunque modo si voglia leggere questo lavoro \u00e8 evidente la solida base culturale e tecnica che un\u2019operazione di questo tipo richiede. L\u2019autore dopo aver a lungo studiato un artista, lo stile, la composizione, i colori e i testi che lo riguardano, chiude tutti i libri di storia dell\u2019arte e procede a memoria nel realizzare un\u2019immagine che \u00e8 indubbiamente sua, ma alla maniera di Picasso, Banksy, Hopper, Warhol, Matisse, ecc ecc.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">I grandi classici, Van Gogh, Modigliani, De Chirico, Magritte, Picasso ma anche Pozzati, Angeli, Guttuso, i sempreverdi Pop, amatissimi negli anni \u201980\/\u201990: Warrol, Lichtenstein, Haring, il poverista Pistoletto, per arrivare al contemporaneo Banksy, ma non mancano alcuni pezzi che rendono omaggio all\u2019arte antica, uno ispirato a Raffaellino Del Colle, e poi un\u2019icona con fondo oro, anche un autore fiammingo e addirittura un Bosch.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Disegnatore dotato di una perizia tecnica eccellente vista la sua formazione presso la Scuola del libro di Urbino, di cui Ugolini \u00e8 stato studente e poi apprezzato docente di Progettazione Editoriale e Storia delle scritture poi gli studi all\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino. Va aggiunto a tutto questo una frequentazione lunghissima del mondo della moda e della pubblicit\u00e0, una collaborazione di oltre venticinque anni con un noto brand di fama internazionale. Un background di eccezionale qualit\u00e0 che oggi porta alla nostra attenzione un\u2019opera complessa, articolata, multiforme e di non facile collocazione perch\u00e9 unica, originale. Cinquanta modi diversi di declinare lo stesso soggetto attraversano tutto ci\u00f2 che si \u00e8 prodotto di importante in questi cinquanta anni in Italia: la Metafisica del soggetto banale, la Pop Art e i marchi iconici trasformati in opera d\u2019arte,\u00a0 l\u2019Arte Povera e l\u2019aspetto concettuale e mistico del quotidiano e del vissuto personale, la Transavanguardia e il ritorno alla pittura ed all\u2019oggetto quadro, il Postmoderno e l\u2019appropriazione dei pi\u00f9 disparati stili per creare la sintesi di uno stile personale. Un\u2019opera aperta, che potrebbe avere ulteriori sviluppi che attendiamo con curiosit\u00e0 di vedere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La mostra che inaugura sabato 5 ottobre alle 17.30 rester\u00e0 aperta fino al 27 ottobre e sar\u00e0 visitabile ogni venerd\u00ec, sabato e domenica dalle 17 alle 20 oppure su appuntamento chiamando il n. 338 5712330.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con successo la programmazione degli eventi di Spazio 22 Art Gallery, in Piazza Dante a Fossombrone. Inaugurer\u00e0 infatti sabato 5 ottobre alle ore 17,30 la mostra personale dell\u2019artista Antonio Ugolini dal titolo \u201cI miei omaggi. 50 facce di un\u2019opera sola\u201d, a cura di Anna Maria Matteucci. 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