{"id":58495,"date":"2024-10-16T23:16:43","date_gmt":"2024-10-16T21:16:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=58495"},"modified":"2024-10-16T23:18:51","modified_gmt":"2024-10-16T21:18:51","slug":"fossombrone-al-museo-vernarecci-il-ritorno-del-dio-vertunno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2024\/10\/16\/fossombrone-al-museo-vernarecci-il-ritorno-del-dio-vertunno\/","title":{"rendered":"Fossombrone, al museo &#8220;Vernarecci&#8221; il ritorno del dio Vertumno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-58496 alignright\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Idolino--164x300.jpg\" alt=\"\" width=\"164\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Idolino--164x300.jpg 164w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Idolino--229x420.jpg 229w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Idolino-.jpg 524w\" sizes=\"auto, (max-width: 164px) 100vw, 164px\" \/>FOSSOMBRONE (Nota dello scrittore e storico Emilio Pierucci) Il 17 ottobre Fossombrone celebra il ritorno del dio Vertunno con l\u2019apertura di una mostra a lui dedicata. Prima dell\u2019arrivo dei Romani e la conseguente bonifica della gola del Furlo, impercorribile manco a piedi, il percorso a disposizione per coloro che dovevano raggiungere la costa e per quelli che erano interessati a pervenire all\u2019interno era la valle del Tarugo, un torrente che ha origine dall\u2019imponente gobba del Paganuccio; di conseguenza la vallata era oltremodo frequentata diventando nel tempo un importante itinerario per uomini e merci; le genti interessate a servirsene erano gli Umbri, i Piceni, gli Etruschi e i Galli. La presenza dell\u2019acqua e il passaggio frequente di folla, che in quel luogo trovava interesse portarono le popolazioni del tempo a supporre che quello fosse un luogo sacro, nei confronti del quale le genti si rivolgevano lasciandovi doni configurati in oggetti di bronzo e di terracotta, riproducenti figure di offerenti e di divinit\u00e0. I doni rappresentavano intenzioni diverse, certune con intento propiziatorio per chiedere una grazia, dono votivo; altre come riconoscenza per un beneficio ottenuto, ex voto. Col passare del tempo l\u2019accumulo crebbe fino a farne un compatto mucchio, definito stipe. Con la comparsa dei Romani interessati a raggiungere la pianura Padana, l\u2019itinerario del Tarugo fu abbandonato, in quanto essi bonificarono la gola del Furlo con una sequenza di opere di ingegneria stradale e il ricco accumulo della stipe votiva lentamente s\u2019interr\u00f2 e rimase cos\u00ec celato per qualche millennio. Furono le rovinose piene del torrente a riportare allo scoperto, verso la fine del Milleottocento, quel ricco e prezioso accumulo. Durante tale evento molti oggetti furono dispersi, parecchi finirono in mano a privati e una modesta parte and\u00f2 ai musei, a quello di Fossombrone tocc\u00f2 una porzione apprezzabile distinta in bronzetti, fra cui spicca il discoforo \u00a0e una modesta serie di fittili. I reperti pi\u00f9 appariscenti finirono in altre raccolte; \u00a0lo stesso Vertunno, fu assegnato al Museo etrusco di Firenze, il reperto \u00e8 alto una trentina di centimetri e il suo nome si fa risalire al verbo latino vertere, mutare; ad esso sono attribuiti molteplici modi di trasformazioni come il variare delle stagioni e il dio dei cambiamenti e dei ruoli in seno alla societ\u00e0, nonch\u00e9 il cambio di sesso, non a caso la statuetta mostra un seno prominente, un corpo ben modellato e una certa eleganza nel vestire, inoltre gli viene assegnato anche il variare delle stagioni. Di recente si \u00e8 interessato a questa divinit\u00e0 lo studioso Maurizio Bettini con il libro \u201cIl dio elegante. Vertunno e la religione\u00a0 romana\u201d. \u00a0Il deposito della vallata del Tarugo era cospicuo, pertanto diversi finirono a musei quali il Louvre, nella raccolta del Louvre spicca la Donna con veste lunga a fiori \u00a0chiamata Polyplacophora, la statuetta, di fine eleganza, porta in testa una speciale acconciatura e ai piedi calzature a punta. La dicitura precisa \u201cQuesta statuetta in bronzo proviene da un deposito votivo scoperto per caso, probabilmente venuta alla luce nel 1874, nei pressi di Isola di Fano (a pochi chilometri da Urbino), sulle rive del fiume Tarugo. \u0400 stato fatto tra il 520 e il 470 a. C. con la tecnica della fusione\u201d. A Isola fino a poco tempo fa circolava la voce della presenza di un povero che andava a racimolare legna al Tarugo e a fine giornata ritornava con il suo carico di legna sulle spalle trascinando dietro di s\u00e9 una statuetta. L\u2019avevano bollato \u201cStrascinapup\u201d. La singolare mostra rester\u00e0 aperta fino a dicembre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Emilio Pierucci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FOSSOMBRONE (Nota dello scrittore e storico Emilio Pierucci) Il 17 ottobre Fossombrone celebra il ritorno del dio Vertunno con l\u2019apertura di una mostra a lui dedicata. 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