{"id":59167,"date":"2024-11-07T10:38:36","date_gmt":"2024-11-07T09:38:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=59167"},"modified":"2024-11-07T10:39:04","modified_gmt":"2024-11-07T09:39:04","slug":"alessandro-petrolati-in-concerto-al-museo-diocesano-leonardi-di-urbania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2024\/11\/07\/alessandro-petrolati-in-concerto-al-museo-diocesano-leonardi-di-urbania\/","title":{"rendered":"Alessandro Petrolati in concerto al Museo Diocesano Leonardi di Urbania"},"content":{"rendered":"<pre><strong>di Anna Maria Polidori<\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cagliese Alessandro Petrolati torna in concerto al Museo Diocesano Leonardi di Urbania il 9 novembre alle 18 in un recital pianistico che vede come protagonisti Debussy, Haydn e Scriabin. Lo abbiamo sentito.\u00a0&#8220;Non ho preparato in verit\u00e0 alcun filo conduttore tra questi tre musicisti, se non il fatto che li abbia messi insieme perch\u00e9 mi piacciono tutti quanti. Possiamo per\u00f2 dire che Debussy e Scriabin hanno inaugurato il 1900. La sonata di Scriabin \u00e8 molto complessa. L&#8217;ho eseguita solo un&#8217;altra volta, quando avevo 22-23 anni. Haydn,\u00a0 che verr\u00e0 a trovarsi in mezzo a questi due compositori del &#8216;900 spezzer\u00e0 un po&#8217; l&#8217;atmosfera&#8221;. Era un bel tipo Debussy&#8230; &#8220;S\u00ec,\u00a0 un impressionista che non vuole essere etichettato come impressionista. Lo ha rimarcato pure lui nettamente e in toni forti. Frequenta soprattutto poeti simbolisti. Pellegrinaggio all&#8217;Isola di Citera di Antoine Watteau lo ha ispirato per L&#8217;Isle Joyeuse composta nel 1904&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precisa, poi Petrolati: &#8220;Quello che sostanzialmente Debussy ha fatto \u00e8 stato scostarsi dalla musica di Wagner e Liszt&#8221;.\u00a0Tra le altre cose Liszt e Wagner erano parenti acquisiti, in quanto, la figlia di Liszt, Cosima, fu a lungo la compagna di Wagner.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;A inizio &#8216;900, c&#8217;era un grande afflato nazionalistico. Wagner ne era un promotore, cos\u00ec come la Giovine Scuola, il Verismo in Italia, movimenti che sappiamo dove ci avrebbero portati&#8221;.\u00a0Alessandro ringrazia Urbania per questa nuova collaborazione. &#8220;Suono ogni anno da loro. Il salone del Museo Diocesano \u00e8 fantastico&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che ci pu\u00f2 dire di quello che suoner\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Comincer\u00f2 con Debussy: &#8220;In Brouillards, <em>Nebbie<\/em> abbiamo\u00a0 la forma del rond\u00f2, poi sar\u00e0 la volta di&#8230; Feuilles mortes, <em>Foglie morte<\/em>. Le\u00a0 sonorit\u00e0 sono al minimo, ma poco oltre la met\u00e0 si ode per due volte lo squillo lontano di tre\u00a0trombe, un simbolo musicale derivato dal Romanticismo, che in Debussy \u00e8 solo una citazione. Continuo con &#8230; La puerta del vino, <em>La porta del vino<\/em>. Titolo, pare, suggerito da una cartolina, raffigurante la \u00abPuerta del Vino\u00bb dell&#8217;Alhambra di Granada, inviata a Debussy da Manuel de\u00a0Falla. Le suggestioni della Spagna sono in Debussy del tutto indirette: solo verso la fine della sua vita si sarebbe recato una volta in Biscaglia. La Spagna moresca \u00e8 sempre stato per lui un paese esotico, sognato, desiderato. Suoner\u00f2 poi Les f\u00e9es sont d&#8217;exquises danseuses,<em> Le fate sono squisite danzatrici<\/em>, pi\u00f9 che un titolo una citazione: non si sa di dove sia tratta. Secondo alcuni commentatori\u00a0Debussy avrebbe invece voluto far riferimento ad un&#8217;illustrazione di Arthur Rackam per il Peter Pan di J. M.\u00a0Barrie. Gli elementi di simbolismo impressionistico sono numerosi, dal fruscio ai suoni dei\u00a0corni in lontananza, agli accenni di valzer: non senza qualche reminiscenza delle Valses nobles et sentimentales di Ravel, composte nel 1911.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi arriviamo a &#8220;&#8230; Bruy\u00e8res&#8221;, <em>Brughiere<\/em>, uno dei preludi pi\u00f9 vicini allo stile di precedenti opere di Debussy. Melodicamente e formalmente lineare,\u00a0il fantasista americano Edward La Vine aveva creato la\u00a0macchietta del Generale Lavine, <em>l&#8217;uomo che fu soldato per tutta la vita,<\/em> e l&#8217;aveva presentata a Parigi al\u00a0Teatro Marigny nel 1910 e nel 1912. Rulli di tamburi, squilli di trombe, scoppi improvvisi di sonorit\u00e0 stridenti,\u00a0sospiri sentimentali caratterizzano per Debussy il personaggio; la composizione \u00e8 nello stile e nel\u00a0movimento di un Cake-Walk.\u00a0La terrasse des audiences du clair de lune, <em>La terrazza delle udienze del chiaro di luna<\/em>, invece, \u00e8 un titolo che\u00a0viene\u00a0 modificato in &#8220;La terrazza delle udienze al chiaro di luna&#8221;, in relazione con due descrizioni, di Pierre Loti e di Rene Puaux, di palazzi indiani.\u00a0Con Ondine, <em>Ondina<\/em> troviamo elementi quali rumori di acque, temi di danza, canto beffardo e fascinoso della ninfa.\u00a0Simpatico sar\u00e0 L&#8217; &#8220;Hommage a Sir Pickwick&#8221;, Omaggio all&#8217;illustre signor Pickwick, presidente perpetuo,\u00a0membro del Circolo Pickwick dove troviamo la dignit\u00e0 dell&#8217;Esquire inglese sull&#8217;inno nazionale e l&#8217;amabilit\u00e0 cortese del personaggio Pickwick. Tutta la composizione oscilla tra questi due atteggiamenti. Poco prima della fine viene fatta sentire in distanza un&#8217;arietta di danza, fischiettata.\u00a0In &#8230; Canope, Canopo, incontriamo l&#8217;evocazione dell&#8217;antica citt\u00e0 egiziana. Il secondo tema \u00e8 in parte ricavato dal celebre tema iniziale del Prelude a l&#8217;Apr\u00e8s-midi d&#8217;un Faune.\u00a0Ne &#8230; Les tierces altern\u00e9es,<em> Le terze alternate<\/em>,\u00a0 lo spettatore trover\u00e0 punti di maggior interesse all&#8217;inizio\u00a0e a met\u00e0 preludio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230; Feux d&#8217;artifice,<em> Fuochi artificiali<\/em>,\u00a0 mostra simboli musicali evidenti. La citazione della Marsigliese, alla fine, precisa che si tratta della festa popolare francese del 14 luglio. Ma, ancora una volta, i simboli sono solo il pretesto per un&#8217;esplorazione dei rumori ottenuti col pianoforte: il lungo fruscio iniziale ad esempio. In due momenti, Debussy si avvicina a quel limite di sfruttamento delle risorse del pianoforte che verr\u00e0 superato solo una quindicina d&#8217;anni pi\u00f9 tardi da Cowell: il passaggio dall&#8217;esecuzione sulla tastiera all&#8217;esecuzione sulla cordiera&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriviamo cos\u00ec alla seconda parte con Haydn: &#8220;S\u00ec, questa sonata in do maggiore venne composta a Londra nel 1794.\u00a0 Dopo aver inizialmente composto per clavicembalo, questo compositore scopre le potenzialit\u00e0 del pianoforte moderno durante il suo secondo soggiorno londinese, influenzato dal vivace ambiente musicale e dall&#8217;incontro con la pianista Therese Jansen Bartolozzi.\u00a0La Sonata ha tre movimenti. Nel primo sperimenta armonie e modulazioni innovative, nel secondo una melodia ampia e ricca di chiaroscuri, che influenzer\u00e0 il giovane Beethoven. Col terzo si distinguer\u00e0 per il minimalismo radicale proponendo un tema semplice e beffardo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo musicista \u00e8 Scriabin. &#8220;Un allievo di Taneiev e Safonov era diventato giovanissimo un celebre ed acclamato pianista&#8221;. Le prime composizioni di Scriabin furono esclusivamente per pianoforte e risentirono dell&#8217;influenza di Liszt e Chopin. Con gli anni i lavori dello Scriabin mostrano sempre pi\u00f9 la presenza di una spiccata originalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Petrolati spiega la quinta: &#8220;\u00c8 in fa diesis maggiore, \u00e8 stata scritta nel 1908 e \u00e8 considerata dalla critica come quella nella quale Scriabin definisce con maggiore compiutezza il suo mondo allusivo e misterioso, fatto di\u00a0improvvise estasi e di altrettanto repentini furori&#8221;.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>Fonti della guida all\u2019ascolto: <a href=\"www.flaminioonline.it\">www.flaminioonline.it<\/a><\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anna Maria Polidori Il cagliese Alessandro Petrolati torna in concerto al Museo Diocesano Leonardi di Urbania il 9 novembre alle 18 in un recital pianistico che vede come protagonisti Debussy, Haydn e Scriabin. 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