{"id":61209,"date":"2025-01-19T08:53:56","date_gmt":"2025-01-19T07:53:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=61209"},"modified":"2025-01-19T08:55:13","modified_gmt":"2025-01-19T07:55:13","slug":"un-patto-tra-i-sindaci-delle-citta-del-tartufo-delle-marche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/01\/19\/un-patto-tra-i-sindaci-delle-citta-del-tartufo-delle-marche\/","title":{"rendered":"Un patto tra i sindaci delle Citt\u00e0 del Tartufo delle Marche"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #00ffff;\">Report del summit sul futuro del tartufo, strategie e valorizzazione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><strong>Sant\u2019Angelo in Vado <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella splendida cornice di Palazzo Mercuri, nasce a <strong>Sant\u2019Angelo in Vado<\/strong> un patto tra i sindaci delle Citt\u00e0 del Tartufo delle Marche. Un modello di cooperazione e un quadro di azione orientati a valorizzare un territorio particolarmente vocato per il tartufo bianco e per altre tipologie che fanno delle Marche una regione del tartufo \u2018tutto l\u2019anno\u2019. Nelle Marche operano circa 16 mila cercatori di tartufo, ci sono 1.677 tartufaie controllate e coltivate per un totale di circa 3.300 ettari di terreno agricolo impegnato. \u201cTartufo delle Marche, quale Futuro\u201d \u00e8 l\u2019iniziativa voluta dal Comune di Sant\u2019Angelo in Vado con in prima linea il sindaco <strong>Stefano Parri,<\/strong> che ha aperto la giornata di sabato 18 gennaio, insieme all\u2019assessore al turismo <strong>Massimo Guerra<\/strong>, particolarmente produttiva per il futuro del tartufo, quale motore economico straordinario. \u201cSiamo di fronte a una sfida importante per il nostro territorio che deve diventare la destinazione del turismo enogastronomico legato al tartufo a livello nazionale e internazionale. Un traguardo possibile da realizzare con una progettualit\u00e0 comune, facendo sistema, attraverso una strategia condivisa con la Regione Marche e non con misure spot che riteniamo inefficaci\u201d.\u00a0Con un valore di mercato nazionale di circa 200 milioni di euro, 73 mila cavatori coinvolti, il tartufo ha un alto potenziale per lo sviluppo delle aree interne, in connessione con molteplici tipologie di attivit\u00e0 turistiche<strong>.<\/strong> E\u2019 quanto \u00e8 emerso nel talk &#8220;Turismo enogastronomico come driver di sviluppo: quali strategie?&#8221; a cura di <strong>Fabio Musso<\/strong>, Prorettore a Terza Missione e Public Engagement, docente di Economia e gestione delle imprese &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo e\u00a0 <strong>Elena Vigan\u00f2<\/strong>, Prorettrice alla Sostenibilit\u00e0 e valorizzazione delle differenze, docente di Economia agraria, alimentare ed estimo rurale &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo. \u00a0Nel 2023 pi\u00f9 di 22 milioni di turisti italiani hanno scelto tour dedicati all\u2019enogastronomia con una spesa complessiva di circa 5,8 mln di euro e con un impatto economico (diretto, indiretto, indotto) di circa 40 mln di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl turismo che sta emergendo in questi anni \u2013 ha dichiarato il professor <strong>Fabio Musso<\/strong> &#8211; \u00e8 pi\u00f9 attento alla ricerca di esperienza, alla scoperta delle realt\u00e0 con tradizioni locali, tra cui quelle legate alla gastronomia, alla partecipazione attiva, all\u2019 esperienza di rapporto con la natura, quindi antitetico al classico turismo nelle citt\u00e0 d\u2019arte e balneare. Un fenomeno in crescita che rappresenta una grande opportunit\u00e0 per tutti i territori delle nostre aree intene che devono riuscire a valorizzare al meglio le proprie caratteristiche distintive, e che possono riuscire ad attrarre quel tipo di interesse che \u00e8 anche per la gastronomia, tra cui rientra il tartufo. Una promozione adeguata pu\u00f2 favorire la costruzione di una reputazione riconosciuta a livello\u00a0 internazionale. Diversamente dal passato, dove si privilegiavano Toscana e certe regioni del Nord, in questi ultimi anni sono emerse altre regioni, le Marche devono recuperare un po&#8217; il ritardo ma credo ci siano tutte le condizioni per riuscire a emergere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u201cIl 2025 sar\u00e0 l\u2019anno della svolta \u2013 \u00e8 intervenuto il sindaco di Acqualagna <strong>Pier Luigi Grassi<\/strong> &#8211; per capire quale ruolo avr\u00e0 il tartufo nell\u2019economia regionale. La parola chiave \u00e8 cooperazione: insieme ai sindaci vogliamo creare delle sinergie, in questo caso percorsi organizzati che comprendano tutti i nostri territori mettendo in risalto i nostri borghi, nonch\u00e9 le bellezze storiche e culturali attraverso il Tartufo che fa da volano e da traino. L\u2019obiettivo \u00e8 che un numero sempre maggiore di visitatori possa immergersi nella nostra storia. Il tartufo, dal bosco alla tavola, offre un viaggio nella cultura, tra i valori e i sapori di questi territori che si distinguono con un patrimonio ricchissimo. Una nuova dimensione di operare che aggrega risorse naturali e culturali riunite in un Distretto che mira ad approcciarsi a un mondo internazionale. Solo mettendoci insieme possiamo ambire a un risultato pi\u00f9 grande. La Regione ha la capacit\u00e0 di mettere a disposizione gli strumenti innovativi che ci possano permettere di crescere e affrontare insieme anche nuovi tipi di turismo, molto pi\u00f9 organizzati e attenti alla qualit\u00e0 e alla sostenibilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-61210 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-560x420.jpg 560w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-696x522.jpg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-1068x801.jpg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1-265x198.jpg 265w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Report-SAiV-01-1.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/>Durante il talk dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino sono stati confermati quelli che sono i fattori di rischio legati alla stagione di raccolta del tartufo, che nel 2024 ha vissuto il suo anno horribilis: poca quantit\u00e0 e le rarit\u00e0 pronte ad essere vendute nei paesi esteri a peso d\u2019oro. Il cambiamento climatico, lo stress degli ecosistemi boschivi, la competizione per l\u2019uso del suolo a favore di altre produzioni o gli incendi sono tra le problematiche che mettono a rischio la reperibilit\u00e0 della risorsa in futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAmandola \u2013 ha dichiarato il sindaco <strong>Adolfo Marinangeli<\/strong> &#8211; ha chiamato la propria mostra \u2019Diamanti a Tavola\u2019 per il grande apprezzamento che riceve il tartufo da parte di visitatori nazionali e internazionali. La nostra politica \u00e8 rivolta in particolare all\u2019ambiente e al turismo. Siamo nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, meta soprattutto di visitatori stranieri che qui comprano casa e si trasferiscono. Il cambiamento climatico \u00e8 il grande fattore di rischio da affrontare, per questo stiamo collaborando da alcuni anni con l\u2019Amap regionale, per investire di pi\u00f9 sulla ricerca scientifica legata al tartufo, attraverso il centro regionale di tartuficoltura di Amandola, il secondo con quello di Sant\u2019Angelo in Vado. Oggi c\u2019\u00e8 poco prodotto e tanta richiesta che per\u00f2 non riusciamo a garantire. Per questo dobbiamo lavorare pi\u00f9 sulla disponibilit\u00e0 della risorsa e concentrarci insieme in futuro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono intervenuti, inoltre, il consigliere comunale di Apecchio, <strong>Luca Mirandola <\/strong>e il sindaco di Fossombrone<strong> Massimo Berloni<\/strong>. Entrambi hanno condiviso di fare sistema e sinergia: Mirandola ha sottolineato che vanno coinvolte le aziende del territorio che sono le protagoniste del settore e anche altre realt\u00e0 che ruotano intorno al mondo del tartufo, che possiede le capacit\u00e0 di trainare le altre risorse agroalimentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAbbiamo il dovere di valorizzare ci\u00f2 che abbiamo di pi\u00f9 bello \u2013 ha dichiarato il <strong>sindaco Berloni<\/strong> &#8211; facciamo sistema partendo dalla nostra comunit\u00e0, coinvolgendo i nostri cittadini che spesso non conoscono le realt\u00e0 dove vivono. E\u2019 da qui che dobbiamo partire. La Regione ha un ruolo fondamentale con l\u2019obiettivo di comunicare insieme un solo messaggio, un unico territorio con l\u2019orgoglio di avere pi\u00f9 domanda di tartufo, anche se meno offerta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDopo aver formalizzato tra noi Citt\u00e0 del Tartufo, invieremo il documento alla Regione, al presidente Acquaroli, che ha la delega del turismo, all\u2019assessore Antonini, che guida il tavolo permanente della filiera sul tartufo, di intervenire con le politiche agricole per la salvaguardia dei territori di produzione, anche a seguito del cambiamento climatico e delle sue conseguenze sulla raccolta &#8211; ha chiuso gli interventi dei sindaci, il sindaco <strong>Stefano Parri<\/strong> &#8211; Chiederemo una promozione unitaria degli eventi che si tengono nelle Marche, cercando di non sovrapporre le date delle manifestazioni e mantenendo le specificit\u00e0 di ognuna. Vogliamo creare un circuito, una strada del tartufo, che metta insieme le nostre Citt\u00e0. La Regione Marche potrebbe svolgere il ruolo di coordinamento e facilitare questo grande salto in avanti, con campagne mirate che possano trasformare questa destinazione in meta di qualit\u00e0 e attrattiva per i turisti, operazione che non \u00e8 mai stata fatta in passato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conclusioni della giornata sono state affidate al consigliere regionale <strong>Giorgio Cancellieri<\/strong> delegato da <strong>Andrea Maria Antonini<\/strong>, assessore all\u2019Agricoltura della Regione Marche. \u201cLa ricerca dei professori Musso e Vigan\u00f2 ci stimola a una grande riflessione: dobbiamo fare conoscere ci\u00f2 che siamo e le eccellenze che possiamo offrire, questo \u00e8 un grande gap che va colmato ed \u00e8 il messaggio che porter\u00f2 all\u2019assessore Antonini. La Regione Marche pu\u00f2 prendere in mano il coordinamento e la promozione di tutte le iniziative sul tartufo dei comuni del territorio che si mettono in rete, affinch\u00e8 il turismo gastronomico regionale possa crescere in maniera esponenziale che hai dei numeri troppo bassi rispetto ai meriti, grazie alla visione allargata e alle capacit\u00e0 strategica che possiede\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per impegni precedenti, non era presente Diego Sabatucci sindaco di Pergola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In platea Claudio Calevi, direttore di Coldiretti Pesaro e Urbino, il presidente e il direttore del Gal Montefeltro Sviluppo, rispettivamente Bruno Capanna e Domenico Fucili, capofila di un nuovo progetto turistico regionale \u201cSapori delle Marche rurali\u201d. L\u2019obiettivo \u00e8 far crescere la percentuale di turisti &#8211; l\u2019anno scorso del 21 % &#8211; che visitano l\u2019entroterra marchigiano attirandoli con i \u201cPercorsi dei sapori rurali\u201d, un\u2019offerta organizzata, identitaria e ben riconoscibile. Partecipano il Gal Flaminia Cesano, quello dei Colli Esini San Vicino, Sibilla, Fermano e Piceno. Tra i presenti, esperti, studiosi, cercatori di tartufi, e membri di associazioni del territorio, tra cui \u2018Italia nostra\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha moderato la giornata il giornalista e scrittore <strong>Alfredo Antonaros<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evento \u00e8 promosso dal comune di Sant\u2019Angelo in Vado con la partecipazione di Acqualagna, Amandola, Apecchio, Fossombrone, Pergola. Partener sono la Regione Marche, Alta valle del Metauro, Camera Commercio, con il patrocinio dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Report del summit sul futuro del tartufo, strategie e valorizzazione Sant\u2019Angelo in Vado Nella splendida cornice di Palazzo Mercuri, nasce a Sant\u2019Angelo in Vado un patto tra i sindaci delle Citt\u00e0 del Tartufo delle Marche. 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