{"id":62149,"date":"2025-02-20T11:03:23","date_gmt":"2025-02-20T10:03:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=62149"},"modified":"2025-02-20T11:03:52","modified_gmt":"2025-02-20T10:03:52","slug":"urbino-galleria-nazionale-delle-marche-formazione-e-ruolo-di-cantarini-nella-pittura-dei-seicento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/02\/20\/urbino-galleria-nazionale-delle-marche-formazione-e-ruolo-di-cantarini-nella-pittura-dei-seicento\/","title":{"rendered":"Urbino, Galleria Nazionale delle Marche: formazione e ruolo di Cantarini\u00a0nella pittura dei Seicento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Come tappe d\u2019avvicinamento all\u2019inaugurazione della mostra, sono stati individuati cinque temi per presentare la figura del <i>Pesarese<\/i> al grande pubblico, che saranno oggetto di altrettanti comunicati. Oltre ai cenni biografici, il primo offre l\u2019opportunit\u00e0 di comprendere il ruolo dell\u2019Artista nella pittura italiana del Seicento.\u00a0Dopo il grande successo ottenuto nel 2024 con la mostra dedicata a Federico Barocci, la Galleria Nazionale delle Marche prosegue nella celebrazione degli artisti marchigiani.\u00a0Dal dal 22 maggio al 12 ottobre 2025 gli spazi di Palazzo Ducale di Urbino ospiteranno la monografica <i>Simone Cantarini (1612 \u2013 1648) detto il Pesarese<\/i>. Curata da Luigi Gallo (Direttore della Galleria Nazionale delle Marche), Anna Maria Ambrosini Massari (Docente di Storia dell\u2019Arte moderna all\u2019Universit\u00e0 di Urbino) e Yuri Primarosa (Funzionario Storico dell\u2019Arte), e organizzata in collaborazione con le Gallerie Nazionali Barberini Corsini di Roma, attraverso una selezione di 54 dipinti l\u2019esposizione, la mostra testimonier\u00e0 l&#8217;estro pienamente moderno del giovane pittore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Prima esposizione del suo genere a Urbino, citt\u00e0 che il giovane Cantarini probabilmente frequent\u00f2, l\u2019iniziativa \u00e8 anche l\u2019occasione per celebrare l\u2019ingresso, nelle collezioni di Palazzo Ducale, delle opere del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Pesarese<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che, dopo il deposito della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e\u00a0 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">le due grandi pale arrivate dalla Pinacoteca di Brera con il progetto <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">100 opere tornano a casa<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, presto si arricchir\u00e0 di un ulteriore nucleo di opere in deposito comprendente anche cinque dipinti del Cantarini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><b>Cenni biografici del Pesarese<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-62150 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-765x1024.jpg 765w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-768x1028.jpg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-1147x1536.jpg 1147w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-1530x2048.jpg 1530w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-314x420.jpg 314w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-696x932.jpg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-1068x1430.jpg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2.-Ritratto-Antonio-Barberini-J-scaled.jpg 1912w\" sizes=\"auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/>Qual \u00e8 l\u2019importanza del pittore Pesarese? \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Fu il Cantarini di statura ordinaria, ben formato di membra, d\u2019aspetto alquanto fiero, di colore olivastro, d\u2019occhio vivace\u2026\u00bb. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">Cos\u00ec lo descrisse nel 1678 il suo biografo, il bolognese Carlo Cesare Malvasia.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Simone era nato a Pesaro nel 1612, anno in cui moriva Federico Barocci; battezzato nella parrocchia di San Cassiano, fu educato in un momento di mutamenti, di transizione, di stimoli contrastanti, finendo con lo scegliere una strada tutta sua, oltre gli schemi, un po\u2019 come aveva fatto proprio Barocci.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Cantarini fu classico e naturale allo stesso tempo, seppe elaborare la lezione baroccesca, quella cromatica veneta con le eleganze di Guido Reni e la verit\u00e0 caravaggesca. Fu un pittore inquieto e geniale, sublime disegnatore, raffinato acquafortista con guizzi di poeta, sempre all\u2019insegna di una incontenibile, irruente, irrequieta passione, che lo port\u00f2 ad amare e odiare all\u2019estremo.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Sulle ceneri del Ducato di Urbino stava sorgendo infatti un mondo nuovo, con il passaggio alla chiesa del 1631 e il papato di Maffeo Vincenzo Barberini (Urbano VIII), tra i primi committenti dell\u2019artista, si profilavano nuovi modelli, nuove mete, ma l\u2019eredit\u00e0 della tradizione che da Barocci risaliva a Raffaello e alla grande stagione del Rinascimento urbinate restava fortissima, ineludibile per un giovane pittore come Simone Cantarini.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><b>La formazione<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Malvasia aveva sentito dalla viva voce dell\u2019Artista, durante una visita a Pesaro, quanta ammirazione per Barocci, per la sua <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Beata Michelina<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, all\u2019epoca nella chiesa di San Francesco a Pesaro (oggi alla Pinacoteca Vaticana), ci fosse alla base della sua vocazione artistica.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Lasci\u00f2 invece pochissima traccia su di lui un primissimo periodo di &#8220;apprendistato&#8221; presso l\u2019intenso manierista pesarese Giovan Giacomo Pandolfi, elegante disegnatore, mentre ebbe un ruolo importante il rapporto con il veronese Claudio Ridolfi, diventato l\u2019artista di riferimento del ducato dopo la morte di Barocci.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Anche Ridolfi fu segnato dalla dolcezza del sedimento baroccesco, ma al tempo stesso fu portatore di novit\u00e0 &#8220;lagunari&#8221; che, soprattutto dopo un viaggio a Venezia attorno al 1628, contribuirono alla crescita di Cantarini, specialmente per la ricchezza dell\u2019impasto cromatico e soprattutto nei ritratti.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">In parallelo per\u00f2, Cantarini scopr\u00ec a Fano i capolavori di Guido Reni<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">:<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> fu amatissima la sua <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Annunciazione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">,<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">in quell\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">enclave<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di pittura bolognese che divenne il tempio di San Pietro in Valle. Qui e nei dintorni nello stesso periodo fu attratto da alcuni potenti caravaggeschi<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">:<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Francesco Guerrieri in primo luogo, ma anche Carlo Bononi, Mattia Preti, Orazio Gentileschi, Alessandro Turchi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><b>Cantarini e Reni<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La vena naturalista nutr\u00ec da subito la fantasia di Simone Cantarini, in parallelo al classicismo di Guido Reni, che rappresentava tra gli anni Venti e Trenta del Seicento la via maestra in questa area e ben oltre; e non sorprende che &#8220;il Pesarese&#8221; si spingesse a Bologna gi\u00e0 in apertura del quarto decennio, anche se &#8211; secondo le fonti &#8211; bisogna datare il vero e proprio trasferimento nella scuola di Guido Reni qualche tempo dopo, sull\u2019onda dell\u2019impressione enorme ricevuta dalla visione della <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Pala Olivieri<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (oggi Pinacoteca Vaticana) che il maestro bolognese aveva appena inviato al Duomo di Pesaro.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Sono poche le date che aiutano a fissare tappe, relazioni, incontri e opere di Cantarini, ma certamente nel 1637 era gi\u00e0 da qualche tempo in quella scuola quando, dopo una correzione di Reni a un suo dipinto che lui stesso gli aveva fatto affidare per il Forte Urbano dei Barberini a Castelfranco Emilia, reag\u00ec rabbiosamente e, girato il quadro verso il muro, se ne and\u00f2 voltando per sempre le spalle a Guido.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><b>Il ruolo di Cantarini nella pittura del XVII secolo<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Superbo, altero, ma anche coraggioso e libero, quasi a rischio della carriera, in quella fase non ebbe pochi ostacoli e solo oggi ne vede pienamente riconosciuta la grandezza. Nel 1639 lo ritroviamo al matrimonio della sorella a Pesaro, dove peraltro gli studi hanno dimostrato che si recava spesso e dove aveva una solida base di lavoro.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Le fonti e le acquisizioni dello stile, dopo questa tappa individuano un soggiorno a Roma ricco di conseguenze, se pur privo di documenti per stabilirne caratteri e durata. Sappiamo per\u00f2 che dopo la morte di Reni, nell\u2019agosto 1642, dovette affrettarsi a tornare a Bologna, dove seppe avviare un fortunatissimo<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> atelier<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, che rispondeva alle esigenze pi\u00f9 avanzate del collezionismo, unendo la cifra dello stile del maestro, a una nuova bellezza che si faceva grazia, meno aulica e pi\u00f9 leggiadra e sensitiva, una formula che divent\u00f2 modello supremo per la pittura del secondo Seicento, anche grazie, dopo la sua morte, ai suoi pi\u00f9 importanti allievi: Lorenzo Pasinelli e Flaminio Torri.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019ultimo tragico capitolo della vita e della carriera, come narrato da Malvasia, \u00e8 in linea col suo carattere sprezzante e orgoglioso, tanto da giungere alla corte del Duca di Mantova per farne il ritratto, ma fallire l\u2019impresa riuscendo a rendersi odioso a tutti e morendo poco dopo in circostanze oscure e sospette nel convento di Sant\u2019Eufemia a Verona, dove pot\u00e9 almeno avere il conforto di un suo fratello, agostiniano, fino all\u2019ultimo soffrendo per un amore disperato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">INFO MOSTRA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Simone Cantarini (1612 \u2013 1648) detto il Pesarese<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">a cura di Luigi Gallo, Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">22.05.2025 \u2013 12.10.2025<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Inaugurazione: 22.05.2025 ore 11.00<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Orari: da MA a DO: dalle 8:30 alle 19:15 (chiusura biglietteria ore 18:15); LU chiuso<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ingresso: \u20ac 12 intero; \u20ac 2 ridotto<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Catalogo edito da Officina Libraria<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Galleria Nazionale delle Marche<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Palazzo Ducale di Urbino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Piazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Telefono: 0722 2760\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">gan-mar@cultura.gov.it<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gndm.it\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.GNDM.it<\/span><\/a><\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ufficio media -\u00a0<\/span><b>Marco Ferri\u00a0<\/b><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come tappe d\u2019avvicinamento all\u2019inaugurazione della mostra, sono stati individuati cinque temi per presentare la figura del Pesarese al grande pubblico, che saranno oggetto di altrettanti comunicati. 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