{"id":63629,"date":"2025-04-04T17:35:54","date_gmt":"2025-04-04T15:35:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=63629"},"modified":"2025-04-04T17:36:09","modified_gmt":"2025-04-04T15:36:09","slug":"ripristino-della-vecchia-tratta-ferroviaria-fano-urbino-mission-impossibile-la-regione-lo-sa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/04\/04\/ripristino-della-vecchia-tratta-ferroviaria-fano-urbino-mission-impossibile-la-regione-lo-sa\/","title":{"rendered":"Ripristino della vecchia tratta ferroviaria Fano-Urbino mission impossibile. La Regione lo sa!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-63630\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"845\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-1536x1086.jpg 1536w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-2048x1448.jpg 2048w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2-100x70.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px\" \/>Il progetto della cosiddetta Ciclovia turistica del Metauro \u00e8 stato pubblicato nel 2021 dalla Regione Marche; sostituisce quello della precedente amministrazione regionale. Entrambi i progetti sono dello stesso studio di Pesaro. Nelle tavole allegate, con una linea rossa \u00e8 segnato il suo percorso che non utilizza il sedime dell\u2019ex ferrovia Fano Urbino (come invece prevedeva il progetto precedente) perch\u00e9, secondo la Regione Marche, ci\u00f2 avrebbe impedito il ripristino della tratta; che ci\u00f2 non sia vero perch\u00e9 il ripristino \u00e8 una \u201cmissione impossibile\u201d oramai \u00e8 indirettamente ammesso anche dalla stessa Regione. Pur di stare lontano dai binari si \u00e8 scelto un tracciato contorto che utilizza strade strette, trafficate e pericolose, talora anche in notevoli pendenze; che ha numerosissime interferenze; consuma inutilmente suolo prezioso; vaga tra capannoni industriali e luoghi insignificanti; richiede espropri per centinaia di migliaia di euro e una lunga serie di opere nuove e costose; in particolare: 9 ponti ciclopedonali (per complessivi 370 m); due attraversamenti idraulici; un sottopasso per l\u2019acquedotto; 4 paratie di pali per allargamento sede stradale (in totale 360 m) e un muro di sostegno in c.a. di 340 m.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, questo percorso non ha i requisiti per ospitare il turismo in bicicletta, requisiti invece posseduti dal progetto precedente che riutilizzava il sedime dell\u2019ex ferrovia; in pi\u00f9, con 4,5 milioni si realizzava circa una met\u00e0 del percorso mentre con il progetto attuale si costruisce solo un ponte tra due quartieri di Fano.\u00a0Ci\u00f2 nonostante, sempre secondo la Regione, quest\u2019opera sarebbe \u201c<em>quanto pi\u00f9 possibile lineare, sicura e continua<\/em>\u201d (!) e i criteri per realizzarla sarebbero i seguenti:<\/p>\n<p>&#8211; \u201c<em>eliminazione di tutte le promiscuit\u00e0 e discontinuit\u00e0 esistenti<\/em>\u201d (!);<\/p>\n<p>&#8211; \u201c<em>economicit\u00e0<\/em>\u201d (vedi sopra);<\/p>\n<p>&#8211; \u201c<em>flessibilit\u00e0 modale<\/em>\u201d, cio\u00e8 l\u2019integrazione treno + bici; (per\u00f2 il tracciato evita di passare nelle vecchie stazioni di una ferrovia abbandonata da 38 anni);<\/p>\n<p>&#8211; \u201c<em>attrattivit\u00e0<\/em>\u201d (!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto, \u00e8 stata (volutamente?) ignorata la legge 2\/2018 sulla mobilit\u00e0 ciclistica; se fosse stata rispettata, bisognava progettare una ciclovia sicura (quindi non ai margini di strade strette e pericolose) e con doppio senso di marcia per le bici (quindi pista larga circa 3 metri), possibilmente attrattiva e dotata di servizi di assistenza meccanica e ristoro, come quelle che fanno la fortuna dei territori che hanno saputo sfruttare questa grande\u00a0 opportunit\u00e0; purtroppo, nella valle del Metauro quasi nessuna forza politica o economica ha preso coscienza del disastro che si sta facendo con denaro pubblico per fare un\u2019opera inutile e dannosa per l\u2019economia e la qualit\u00e0 del territorio. Il\u00a0 percorso della cosiddetta ciclovia \u00e8 stato tratto dal \u201cProgetto definitivo\u201d che la Regione Marche ha inviato nel luglio 2021 ai Comuni di Fano, Cartoceto, Colli al Metauro, Montefelcino e Fossombrone; immagine 1, zona Fano; immagine 2, Tavernelle.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>Comitato Ciclovia del Metauro<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto della cosiddetta Ciclovia turistica del Metauro \u00e8 stato pubblicato nel 2021 dalla Regione Marche; sostituisce quello della precedente amministrazione regionale. Entrambi i progetti sono dello stesso studio di Pesaro. 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