{"id":64049,"date":"2025-04-16T08:23:00","date_gmt":"2025-04-16T06:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=64049"},"modified":"2025-04-16T08:23:13","modified_gmt":"2025-04-16T06:23:13","slug":"jaku-mostra-personale-di-elisa-farina-a-pesaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/04\/16\/jaku-mostra-personale-di-elisa-farina-a-pesaro\/","title":{"rendered":"Jaku, mostra personale di Elisa Farina a Pesaro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\">Sabato 19 aprile, ore 17.30, allo spazio bianco di via Zongo 45 inaugura la mostra Jaku, personale di Elisa Farina cura di Roberta Ridolfi. In esposizione un ciclo di lavori incentrati sulle architetture abbandonate, ricercate e osservate in silenzio, fino a percepire il palpito di vite che un tempo le abitarono<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-64050 alignright\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/000011W2-240x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/000011W2-240x300.jpeg 240w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/000011W2-819x1024.jpeg 819w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/000011W2-768x960.jpeg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/000011W2-336x420.jpeg 336w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/000011W2-696x870.jpeg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/000011W2.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 345px) 100vw, 345px\" \/>Jaku \u00e8 una mostra giocata sulle corde della sensibilit\u00e0, sull\u2019emozione che fiorisce in spazi desolati, fabbriche dismesse, uffici vuoti e fatiscenti, case in rovina. Sono immagini in bianco e nero di medio formato che disegnano nuove geometrie emozionali, immaginando i suoni, le voci e i profumi di chi un tempo ha abitato questi luoghi. Come scrive la curatrice, Roberta Ridolfi: \u201c<em>Questo concetto richiama alla mente anche la cultura giapponese, per la quale il termine Jaku indica\u00a0\u00a0 tranquillit\u00e0 anche nel caos, ovvero ricerca interiore della pace imperturbabile che prescinde dal contesto. Ma, nella cultura popolare nipponica, Jaku \u00e8 anche una fase del rituale del t\u00e8, un momento\u00a0 nel quale si coltiva l\u2019anima, armonizzando il corpo.<\/em> <em>Il lavoro di Farina ha molto in comune con questo rituale, lo si percepisce nelle inquadrature, nei tagli che opera la luce, nella geometria esistenziale che emerge. L\u2019approccio ai luoghi desolati \u00e8 leggero ma allo stesso tempo profondo, l\u2019attrazione all\u2019inizio \u00e8 visiva, \u00e8 il fascino delle architetture decadenti a esercitarla, in seguito le locations coinvolgono altri sensi, perch\u00e9 l\u2019artista annusa, sente, tocca fino percepire i segni di vite passate per quei luoghi. Questa mimesi tra visione e immaginazione la pu\u00f2 facilmente cogliere anche chi guarda queste opere. Osservando i luoghi fissati in immagini dalle atmosfere rarefatte \u00e8 possibile sentire l\u2019eco cadenzato del rumore di tacchi femminili che battono il pavimento, oppure il suono di stoviglie che rumoreggiano in quelle che furono cucine, e ancora il soffio di vento che scompiglia risme di fogli di carta. Non si tratta dunque di mere immagini documentali ma fotografie Urbex, appartenenti cio\u00e8 a quel movimento tutto contemporaneo che definisce e raccoglie quei fotografi che collezionano luoghi dismessi cogliendone una bellezza intrinseca che trascende lo scorrere del tempo. Nella poetica sviluppata da Elisa Farina tuttavia non esistono angoscia o inquietudine che invece esprimono alcune opere della generazione Urbex, in questi lavori il tema \u00e8 la quiete, frutto dell\u2019allontanamento dal contesto storico e sociale contemporaneo che rende nullo, almeno idealmente, l\u2019inesorabile scorrere del tempo\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si sviluppa sui due piani di spazio bianco, tracciando una sorta di narrazione per immagini di spazi silenziosi che invitano alla riflessione e che pongono l\u2019osservatore fuori dalla spazio caotico del vivere contemporaneo. La mostra rester\u00e0 visitabile fino al 1 giugno con orario dal sabato alla domenica dalle 17.00 alle 19.00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 19 aprile, ore 17.30, allo spazio bianco di via Zongo 45 inaugura la mostra Jaku, personale di Elisa Farina cura di Roberta Ridolfi. 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