{"id":64552,"date":"2025-05-05T08:27:37","date_gmt":"2025-05-05T06:27:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=64552"},"modified":"2025-05-05T08:27:49","modified_gmt":"2025-05-05T06:27:49","slug":"gnl-a-pesaro-quando-laria-si-puo-incendiare-un-parallelo-con-lincidente-industriale-di-bandar-abbas-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/05\/05\/gnl-a-pesaro-quando-laria-si-puo-incendiare-un-parallelo-con-lincidente-industriale-di-bandar-abbas-iran\/","title":{"rendered":"GNL a Pesaro, quando l&#8217;aria si pu\u00f2 incendiare: un parallelo con l&#8217;incidente industriale di Bandar Abbas (Iran)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il 26 aprile 2025, un boato scuote il porto iraniano di\u00a0Bandar Abbas, snodo strategico per le rotte commerciali nel Golfo Persico. Un incendio in un container contenente\u00a0perclorato di sodio, una sostanza chimica ossidante, provoca un&#8217;esplosione devastante:\u00a0oltre 70 morti,\u00a0pi\u00f9 di 1.200 feriti, due crateri dal diametro di\u00a050 metri, edifici sventrati a\u00a0chilometri di distanza. Le autorit\u00e0 parlano di\u00a0negligenza, mancata osservanza delle normative\u00a0e tentano di contenere l&#8217;informazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti dei deceduti erano\u00a0lavoratori portuali, alcuni\u00a0senza documenti, privi di ogni tutela. In un Paese segnato da repressione e scarsa trasparenza, la stampa estera denuncia tentativi di censura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;Iran non \u00e8 l&#8217;Italia, si dir\u00e0. Eppure, l&#8217;Italia \u2014\u00a0Pesaro, in particolare \u2014 potrebbe non essere poi cos\u00ec lontana da una tragedia evitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel capoluogo marchigiano, sta per essere autorizzato un impianto di\u00a0liquefazione di gas naturale (GNL), cui si oppongono la societ\u00e0 civile e la politica responsabili, nonostante l&#8217;indifferenza mostrata finora dalle istituzioni. A differenza dell&#8217;impianto iraniano, collocato in un&#8217;area industriale\u00a0relativamente distante dai centri abitati, il sito previsto a Pesaro si trova\u00a0in zona urbana, a soli 120 metri dalle prime abitazioni, a poche centinaia da scuole, attivit\u00e0 artigianali, imprese industriali in una\u00a0zona sismica e alluvionale, al massimo coefficiente di pericolosit\u00e0 (R4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il GNL viene stoccato a\u00a0-160 \u00b0C; una sua fuoriuscita pu\u00f2 generare\u00a0nubi infiammabili\u00a0o\u00a0effetto BLEVE\u00a0(Boiling Liquid Expanding Vapor Explosion). Studi autorevoli indicano che\u00a0in caso di incidente, l&#8217;onda d&#8217;urto o l&#8217;incendio potrebbero estendersi\u00a0per centinaia di metri, in un raggio che include zone densamente abitate, fino a raggiungere il centro storico. Finora \u00e8 rimasto inascoltato l&#8217;appello da parte degli eminenti esperti del Comitato etico scientifico di Europa Verde, presieduto dal prof. Sergio Ulgiati, ricercatore nei campi della chimica ambientale e dell&#8217;economia circolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso di Bandar Abbas, sito edificato lontano dall&#8217;abitato, pone gravi domande in termini di sicurezza dei lavoratori: un punto cruciale che a Pesaro viene completamente sottovalutato. In Italia, la sicurezza sul lavoro \u00e8 regolata dal\u00a0D.Lgs. 81\/2008, e l&#8217;impianto dovrebbe rispettare la\u00a0Direttiva Seveso\u00a0(D.Lgs. 105\/2015) per la prevenzione di incidenti rilevanti. Ma i dubbi sollevati dai cittadini e dal\u00a0Comitato PESARO: NO GNL\u00a0sono pesanti: il\u00a0Piano di Emergenza Interno\u00a0risulterebbe ancora quello del vecchio deposito di carburanti,\u00a0non aggiornato\u00a0al nuovo impianto; le\u00a0valutazioni dei venti dominanti\u00a0assenti; le\u00a0planimetrie incomplete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDopo la tragedia di Bandar Abbas \u2013 affermano in una nota Roberto Malini e Lisetta Sperindei del Comitato PESARO: NO GNL \u2013 \u00e8 evidente che neppure la distanza dal centro abitato mette al sicuro, se la filiera industriale \u00e8 opaca, i lavoratori non tutelati e le condizioni ambientali non rispettate. A Pesaro, l&#8217;impianto sorgerebbe\u00a0nel cuore della vita urbana, in un&#8217;area gi\u00e0 fragile. Il rischio sarebbe quotidiano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli attivisti proseguono ricordando una tragedia che in troppi hanno dimenticato: \u00abRiguardo alla tutela dei lavoratori, \u00e8 strano come la Fox Petroli non abbia fatto tesoro di tragici incidenti del passato, fra cui la tragedia del 2006, che colp\u00ec l&#8217;operaio Giuseppe Pagliarone nella sede di Punta Penna. Investito da una fiammata, l&#8217;uomo fu ustionato sul 70% del corpo e mor\u00ec dopo 14 giorni di agonia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gas liquefatto non ha odore, non ha colore, non avvisa. Una fuga pu\u00f2 saturare l&#8217;aria prima ancora che qualcuno se ne accorga. \u00abNon vi \u00e8 nazione al mondo &#8211; concludono Malini e Sperindei &#8211; in cui un impianto di liquefazione del metano, una delle strutture industriali pi\u00f9 pericolose in assoluto &#8211; sia costruita accanto alle case, in una zona a elevatissimo pericolo alluvionale e sismico. Basta un guasto, un errore umano o un fenomeno alluvionale e il metano liquefatto si pu\u00f2 sprigionare, pu\u00f2 incontrare una scintilla ed ecco che la citt\u00e0 viene colpita da fuoco e onde d&#8217;urto per centinaia di metri, anche uno o due chilometri. Allora si possono solo contare le vittime e constatare la distruzione. La storia insegna che i disastri industriali non attendono i grandi numeri per manifestarsi: bastano pochi minuti di disattenzione, una valvola difettosa, un corso d&#8217;acqua che esondi, una scossa di terremoto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Bandar Abbas, la\u00a0linea rossa\u00a0\u00e8 stata superata. A Pesaro, \u00e8 ancora tracciata sulla carta. Un&#8217;interrogazione parlamentare presentata da Europa Verde attende risposta, mentre Procura e Prefettura stanno valutando i rischi del progetto e la Commissione europea indaga sul perch\u00e9 sia stato autorizzato dal Ministero dell&#8217;Ambiente nonostante le criticit\u00e0 irrisolte e la carenza di analisi dei pericoli. Il Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, presentato dal Comitato con l&#8217;Associazione &#8220;Iniziativa per l&#8217;Europa e l&#8217;Ambiente&#8221;, assistiti dall&#8217;avvocato Andrea Filippini, chiamer\u00e0 presto il Consiglio di Stato a decidere se annullare l&#8217;autorizzazione governativa. Il tempo per cambiare rotta, tuttavia, si restringe. E questa volta \u2014 a differenza dell&#8217;Iran \u2014 i cittadini vogliono vedere rispettati\u00a0i loro diritti alla sicurezza, alla salute e alla vita.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><b><span style=\"font-family: Arial;\">Roberto Malini, Comitato PESARO: NO GNL - EveryOne Group<\/span><\/b><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 aprile 2025, un boato scuote il porto iraniano di\u00a0Bandar Abbas, snodo strategico per le rotte commerciali nel Golfo Persico. Un incendio in un container contenente\u00a0perclorato di sodio, una sostanza chimica ossidante, provoca un&#8217;esplosione devastante:\u00a0oltre 70 morti,\u00a0pi\u00f9 di 1.200 feriti, due crateri dal diametro di\u00a050 metri, edifici sventrati a\u00a0chilometri di distanza. 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