{"id":69314,"date":"2025-09-23T08:45:50","date_gmt":"2025-09-23T06:45:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=69314"},"modified":"2025-09-23T08:46:28","modified_gmt":"2025-09-23T06:46:28","slug":"urbino-galleria-nazionale-delle-marche-gia-68mila-visitatori-per-la-mostra-evento-dedicata-a-cantarini-il-pesarese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/09\/23\/urbino-galleria-nazionale-delle-marche-gia-68mila-visitatori-per-la-mostra-evento-dedicata-a-cantarini-il-pesarese\/","title":{"rendered":"Urbino, Galleria Nazionale delle Marche: gi\u00e0 68mila visitatori per la mostra-evento dedicata a Cantarini il Pesarese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A quattro mesi esatti dalla sua inaugurazione sono gi\u00e0 68mila le persone che hanno visitato la mostra monografica Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma, allestita negli spazi della Galleria Nazionale delle Marche, a Urbino, che rester\u00e0 aperta fino domenica 12 ottobre 2025.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un successo di pubblico, che si aggiunge a quello straordinario della mostra dedicata a Federico Barocci nel 2024 e che d\u00e0 ragione alla volont\u00e0 del Direttore del museo urbinate,\u00a0<strong>Luigi Gallo<\/strong>, di proseguire nell\u2019opera di riscoperta dei protagonisti della pittura Marchigiana del Seicento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curata dallo stesso\u00a0<strong>Gallo<\/strong>, da\u00a0<strong>Anna Maria Ambrosini Massari<\/strong>\u00a0(Docente di Storia dell\u2019arte moderna all\u2019Universit\u00e0 di Urbino) e da\u00a0<strong>Yuri Primarosa<\/strong>\u00a0(Storico dell\u2019arte), e organizzata in collaborazione con le Gallerie Nazionali Barberini Corsini di Roma, l\u2019esposizione dedicata a Simone Cantarini testimonia l&#8217;estro pienamente moderno del giovane pittore attraverso una selezione di 56 dipinti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima del suo genere a Urbino, citt\u00e0 che il giovane Cantarini frequent\u00f2, dallo scorso maggio la mostra \u00e8 anche l\u2019occasione per celebrare l\u2019ingresso, nelle collezioni di Palazzo Ducale, delle opere del Pesarese che, dopo il deposito della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e\u00a0 delle due grandi pale arrivate dalla Pinacoteca di Brera con il progetto 100 opere tornano a casa, si arricchisce di un ulteriore nucleo di opere, grazie all\u2019accordo di comodato sottoscritto con Intesa Sanpaolo, comprendente anche cinque dipinti di Cantarini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra l\u2019altro, mancano ancora tre settimane alla chiusura della mostra, per cui il dato dell\u2019affluenza dei visitatori a Palazzo Ducale \u00e8 destinato a un notevole incremento, il quale confermer\u00e0 il successo della mostra, che avr\u00e0 anche un\u2019appendice pesarese.\u00a0<\/strong>Dal 13 al 15 ottobre, infatti, Palazzo Montani Antaldi del capoluogo marchigiano ospiter\u00e0 \u201cSimone Cantarini e il suo tempo. Maestri, allievi, seguaci\u201d, convegno internazionale di studi a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa \u2013 entrambi co-curatori della mostra in corso \u2013 che si prefigge di affrontare i molteplici aspetti della produzione di Cantarini e fornire l\u2019occasione per un valido confronto tra i diversi contesti in cui il pittore visse e oper\u00f2: Pesaro, Bologna e Roma. L\u2019emergere di differenze e analogie nel complesso panorama italiano permetter\u00e0 di osservare le scelte dell\u2019artista e dei suoi allievi, come pure le tendenze del mercato dell\u2019arte del tempo, che favor\u00ec l\u2019ascesa di suoi imitatori e seguaci: maestri ancora poco conosciuti, del calibro di Flaminio Torri e Lorenzo Pasinelli, che traghettarono il magistero del Pesarese nella pittura emiliana del secondo Seicento.\u00a0Da segnalare che la prima sessione del convegno, prevista per luned\u00ec 13 al mattino, sar\u00e0 moderata da\u00a0<strong>Luigi Gallo<\/strong>, Direttore della Galleria Nazionale delle Marche e co-curatore della mostra su Cantarini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ffff;\">Importante occasione<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato a Pesaro nel 1612 e scomparso prematuramente nel 1648, in circostanze ancora misteriose, Simone Cantarini \u2013 il pi\u00f9 grande pittore marchigiano del Seicento \u2013 sar\u00e0 celebrato 28 anni dopo la memorabile mostra organizzata a Bologna da Andrea Emiliani.\u00a0L\u2019esposizione che si tiene negli spazi di Palazzo Ducale di Urbino propone al pubblico\u00a0<strong>una selezione altrettanto ricca di opere del Pesarese<\/strong>, il cui\u00a0<em>corpus<\/em>\u00a0pittorico \u2013 accresciutosi notevolmente \u2013 \u00e8 stato per l\u2019occasione ulteriormente incrementato da\u00a0<strong>opere inedite provenienti da collezioni pubbliche e private<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a prestigiosi prestiti da musei italiani ed europei, importanti opere di Cantarini ospitate negli ambienti storici di Palazzo Ducale, recentemente riallestiti, sono accostate per la prima volta a numerosi capolavori del pittore e di maestri a lui contemporanei, al fine di presentare al pubblico l\u2019intera parabola artistica del pittore nel suo contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><strong>L\u2019obiettivo della mostra<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto espositivo si pone l\u2019obiettivo di\u00a0<strong>approfondire aspetti ancora poco noti della produzione artistica di Cantarini: la sua prima attivit\u00e0 nella terra d\u2019origine, i rapporti con la famiglia Barberini e in particolare con il cardinal legato Antonio Barberini junior, il funzionamento della sua bottega e, in filigrana, il suo rapporto con Guido Reni a Bologna, segnato dal litigio a seguito della Trasfigurazione di nostro Signore commissionata dai Barberini nel 1637 per la chiesa del Forte Urbano a Castelfranco<\/strong>.\u00a0Mentre il Montefeltro scompariva dall\u2019orizzonte della storia sotto l\u2019assalto dei Medici prima e di Urbano VIII Barberini dopo,\u00a0<strong>il Pesarese metteva a punto un linguaggio straordinariamente innovativo, frutto della sua formazione marchigiana sotto il segno di Raffaello e Barocci<\/strong>, unita al modello reniano appreso a Bologna tra il 1630 circa e il 1639 e allo studio dell\u2019antico al quale si era dedicato nel biennio romano inquadrato nell\u2019equipe di casa Barberini (1640-1642).\u00a0La sua\u00a0<strong>originale sintesi di classicismo e naturalismo<\/strong>, riconducibile al suo ritorno a Bologna a seguito della morte di Guido nel 1642 e alla disfatta dei Barberini segnata dalla guerra di Castro del 1641 e dalla morte del papa nel 1644, chiudeva un\u2019epoca gloriosa, all\u2019insegna di nuovi orizzonti. Il soggiorno romano si presentava infatti come una sorta di ritorno al grande stile dei bolognesi e tornato a Bologna, Simone si dedic\u00f2 molto all\u2019invenzione e all\u2019elaborazione del progetto. Il suo linguaggio, che divent\u00f2 vera e propria maniera, non guardava infatti soltanto ai modelli aulici dei campioni urbinati, ma si apriva a ventaglio a stimoli pi\u00f9 aggiornati, provenienti da Roma e Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ffff;\">I temi dell\u2019esposizione<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione ruota attorno ai seguenti nuclei tematici:\u00a0<strong>il ritratto<\/strong>\u00a0\u2013 per cui secondo Carlo Cesare Malvasia (1678) Cantarini era \u201cprovisto di una particolar dote\u201d \u2013 (<em>Autoritratto<\/em>, Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini;\u00a0<em>Ritratto di Guido Reni<\/em>, Bologna, Pinacoteca Nazionale; Ritratto di Eleonora Albani Tomasi, Pesaro, Collezione Banca Intesa Sanpaolo;\u00a0<em>Ritratto di Antonio Barberini junior<\/em>, Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini),<strong>\u00a0i temi profani<\/strong>\u00a0(<em>Allegoria della pittura<\/em>, Repubblica di San Marino, Collezione Cassa di Risparmio;\u00a0<em>Ercole e Iole<\/em>, Roma, Collezione privata;\u00a0<em>Giudizio di Paride<\/em>, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, in deposito presso Urbino, Galleria Nazionale delle Marche) e\u00a0<strong>il rapporto di Cantarini con gli altri maestri del suo tempo<\/strong>, a partire appunto da quello col Reni, che viene mostrato nel percorso espositivo attraverso il confronto con alcune delle produzioni che Simone emul\u00f2 come il\u00a0<em>San Girolamo<\/em>\u00a0(Parigi, Galerie Canesso), il\u00a0<em>Davide e Golia<\/em>\u00a0(Urbino, Galleria Nazionale delle Marche \u2013 donazione Volponi), il\u00a0<em>San Giuseppe<\/em>\u00a0(Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini) e il\u00a0<em>San Giovanni Battista<\/em>\u00a0(Londra, Dulwich Picture Gallery).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ffff;\">INFO MOSTRA<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma<\/strong><\/em><br \/>\na cura di Luigi Gallo, Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa<br \/>\nFino al 12.10.2025<br \/>\nOrari: da MA a DO: dalle 8:30 alle 19:15 (chiusura biglietteria ore 18:15); LU chiuso<br \/>\nIngresso: \u20ac 12 intero; \u20ac 2 ridotto<br \/>\nCatalogo edito da Officina Libraria<br \/>\nGalleria Nazionale delle Marche<br \/>\nPalazzo Ducale di Urbino<br \/>\nPiazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU)<br \/>\nTelefono: 0722 2760<br \/>\n<a href=\"https:\/\/marcoferri-press.voxmail.it\/nl\/pvamj4\/wpf1cw\/k5ip54b\/uf\/1\/bWFpbHRvOmdhbi1tYXJAY3VsdHVyYS5nb3YuaXQ?_d=A8M&amp;_c=996697f7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gan-mar@cultura.gov.it<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/marcoferri-press.voxmail.it\/nl\/pvamj4\/wpf1cw\/k5ip54b\/uf\/2\/aHR0cDovL3d3dy5HTkRNLml0?_d=A8M&amp;_c=613e2a2d\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.GNDM.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quattro mesi esatti dalla sua inaugurazione sono gi\u00e0 68mila le persone che hanno visitato la mostra monografica Simone Cantarini (1612-1648). 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