{"id":69885,"date":"2025-10-13T07:54:15","date_gmt":"2025-10-13T05:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=69885"},"modified":"2025-10-13T07:54:40","modified_gmt":"2025-10-13T05:54:40","slug":"la-sicurezza-sul-lavoro-lincremento-degli-immigrati-i-richiami-di-mattarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/10\/13\/la-sicurezza-sul-lavoro-lincremento-degli-immigrati-i-richiami-di-mattarella\/","title":{"rendered":"La sicurezza sul lavoro, l\u2019incremento\u00a0\u00a0degli immigrati, i richiami di Mattarella"},"content":{"rendered":"<pre><strong>di Giorgio Girelli*<\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rilevava il quotidiano \u201cAvvenire\u201d nel febbraio dello scorso anno: \u201cDi solito si vede molta enfasi, nella comunicazione mediatica, sulla nazionalit\u00e0 degli autori di reati, quando sono immigrati, mentre subentra una strana afasia quando immigrate sono le vittime del lavoro\u201d. Tema che amplia, quello dei numerosi morti stranieri,\u00a0 le riflessioni sollecitate dalla celebrazione della 75^ &#8220;Giornata nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro&#8221;\u00a0 in questo\u00a0periodo\u00a0tanto tragico, ben evidenziato\u00a0peraltro dal manifesto\u00a0 rievocativo della &#8220;Giornata&#8221;. \u00a0E che comporta l\u2019attenzione delle diplomazie e delle autorit\u00e0 dei Paesi di provenienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del 2024 sono state 1.090 le vittime sul lavoro in Italia (49 in pi\u00f9 rispetto a dicembre 2023). Di queste, straniere ben 227. Le denunce di infortunio in occasione di infortuni sul lavoro ammontano a 388.87 per gli italiani, mentre se ne registrano\u00a0 101.849 per gli stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da gennaio ad agosto 2025 si contano 148 vittime straniere, su un totale di 681; 108 sono deceduti in occasione di lavoro e 40 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro per i lavoratori stranieri risulta essere pi\u00f9 che doppio rispetto a quello per gli italiani. Infatti, gli stranieri hanno 43 morti ogni milione di occupati, contro i 18 italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se 2,4 milioni d\u2019immigrati lavorano regolarmente in Italia, e parecchi altri ne servirebbero stando alle richieste del mondo imprenditoriale, \u00e8 perch\u00e9 la nostra economia ha ancora largamente bisogno di questo tipo di lavoratori, tenuto conto che i giovani italiani rifiutano di accedere, ad esempio,\u00a0 ad un cantiere edile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora nella linea del governo c\u2019\u00e8 la tendenza a favorire nuovi ingressi di lavoratori immigrati, anche per la spinta di istanze imprenditoriali. Ci\u00f2 comporta \u00a0&#8211; come \u00e8 stato rilevato &#8211; una verifica delle condizioni in cui verranno impiegati i nuovi arrivati, della formazione \u00a0anti-infortunistica nonch\u00e9 della vigilanza \u00a0sul rispetto delle norme di sicurezza. Da non trascurare l\u2019istruzione linguistica, le condizioni abitative che indirettamente possono\u00a0 incidere sugli infortuni sul lavoro. \u00a0Ed in questa direzione concreti passi avanti dal governo sono stati fatti con il provvedimento\u00a0 sulle &#8220;Disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonch\u00e9 di gestione del fenomeno migratorio\u201d (D.L. 3.10.2025 n.146). Le disposizioni, in vigore dal 4 ottobre, \u00a0oggetto di un accurato dossier contenente approfondite schede di lettura redatte dai valenti funzionari e documentaristi dei servizi Studi di Senato e Camera, prevedono tra l\u2019altro il riconoscimento \u00a0ai titolari di permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale e vittime di violenza domestica la possibilit\u00e0 di beneficiare dell\u2019assegno di inclusione; consentono, in deroga ai limiti del testo unico sull\u2019immigrazione (d.lgs. 22 luglio 1998, n. 286), l\u2019ingresso e il soggiorno di lavoratori stranieri, entro il numero massimo di 10.000 annui, da impiegare nel settore dell\u2019assistenza familiare o sociosanitaria a favore di persone con disabilit\u00e0 o per la cura di \u201cpersone grandi anziane\u201d; puntualizzano il diritto all\u2019integrazione, consistente nella predisposizione degli strumenti idonei per garantire anche agli stranieri, per quanto \u00e8 possibile, gli stessi diritti dei cittadini per rimuovere gli ostacoli al loro \u00a0esercizio e per favorire l\u2019 inclusione nella societ\u00e0;\u00a0 viene poi stabilizzata l\u2019operativit\u00e0 del Tavolo &#8211; che si apre anche agli enti religiosi civilmente riconosciuti &#8211; per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e consentito l\u2019accesso al Fondo per la lotta al reclutamento illegale della manodopera straniera. Ne sarebbe dunque contento \u00a0Max Frisch, nato a Zurigo nel 1911, considerato spirito critico del Novecento e tra i massimi scrittori e drammaturghi di lingua tedesca, il quale \u00a0ammoniva, a proposito di immigrati, \u00a0che unitamente \u00a0alle braccia &#8211; lo ricorda, sempre su Avvenire,\u00a0 Maurizio Ambrosini &#8211; arrivano le persone, con bisogni, aspirazioni e diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre Comunque una forte solidariet\u00e0 con tutti i lavoratori\u00a0 ed\u00a0\u00a0&#8220;una presa di coscienza\u00a0 \u00a0collettiva\u00a0 &#8211; come rileva il presidente ANMIL di Pesaro Fausto Luzi (<em>nella foto<\/em>) &#8211;\u00a0 e un impegno concreto per porre fine a una strage silenziosa.\u201d\u00a0 Ed il prezioso lavoro dell&#8217;ANMIL deve essere accompagnato\u00a0 dal fattivo\u00a0 interesse di entit\u00e0 private e pubbliche. Negli incontri ANMIL a cui tante volte ho avuto il piacere di partecipare\u00a0 si deploravano certo gli incidenti mortali ma il loro numero non era tale da oscurare le tematiche relative al miglioramento delle condizioni degli infortunati, sulle quali soprattutto si concentrava l&#8217;attenzione. Ora il quadro si \u00e8 tragicamente rovesciato per il soverchiante ed incredibile numero di decessi. E pensare che gi\u00e0 due anni fa, in occasione dell&#8217;avvio del corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il presidente della Repubblica Mattarella ammoniva:&#8221; Le morti sul lavoro feriscono il nostro animo. Feriscono le persone nel valore massimo dell&#8217;esistenza: il diritto alla vita. Feriscono le loro famiglie. Feriscono la societ\u00e0 nella sua interezza. Non \u00e8 tollerabile perdere una lavoratrice o un lavoratore a causa della disapplicazione delle norme che ne dovrebbero garantire la sicurezza sul lavoro. La cultura della sicurezza deve permeare le Istituzioni, le parti sociali, i luoghi di lavoro&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma c\u2019\u00e8 bisogno di una mobilitazione globale\u00a0 che veda coinvolti datori di lavoro nello scrupoloso rispetto delle regole, lavoratori consapevoli dei rischi e attenti a non commettere imprudenze, l&#8217;intera\u00a0collettivit\u00e0 presente e reattiva\u00a0dinanzi alle esigenze della sicurezza.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>*<em>Coordinatore Centro Studi Sociali \u201cA. De Gasperi\u201d\u00a0<\/em><em>e Socio Onorario ANMIL<\/em><\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giorgio Girelli* Rilevava il quotidiano \u201cAvvenire\u201d nel febbraio dello scorso anno: \u201cDi solito si vede molta enfasi, nella comunicazione mediatica, sulla nazionalit\u00e0 degli autori di reati, quando sono immigrati, mentre subentra una strana afasia quando immigrate sono le vittime del lavoro\u201d. 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