{"id":71004,"date":"2025-11-20T07:53:48","date_gmt":"2025-11-20T06:53:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=71004"},"modified":"2025-11-20T07:54:20","modified_gmt":"2025-11-20T06:54:20","slug":"lappennino-cancellato-dal-lessico-politico-una-legge-che-misura-le-altezze-ma-ignora-le-fragilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/11\/20\/lappennino-cancellato-dal-lessico-politico-una-legge-che-misura-le-altezze-ma-ignora-le-fragilita\/","title":{"rendered":"L\u2019Appennino cancellato dal lessico politico: una legge che misura le altezze ma ignora le fragilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<pre><strong>di Alberto Mazzacchera<\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la nuova legge sulla montagna, il Governo ha scelto di fissare a 600 metri la soglia minima per definire lo <em>status<\/em> di \u201ccomune montano\u201d. Un criterio apparentemente oggettivo, ma che di fatto privilegia i territori alpini e taglia fuori gran parte dell\u2019Appennino, il sistema montuoso che dalla Liguria fino alla Sicilia attraversa l\u2019Italia da nord a sud e ne custodisce paesaggi ben preservati grazie proprio a comunit\u00e0 resilienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una legge che misura le altezze, ma dimentica le fragilit\u00e0. Nell\u2019Appennino centrale, dove la maggior parte dei centri abitati si trova sotto i 550 metri di quota, i problemi reali non dipendono dall\u2019altitudine ma dall\u2019isolamento, dal declino demografico, dall\u2019assenza di servizi e infrastrutture. Penalizzare questi territori significa non solo disconoscere una montagna fatta di borghi, artigianato e agricoltura di presidio, che tiene insieme l\u2019identit\u00e0 del Paese, ma incamminarsi verso l\u2019abbandono di ampie parti di territorio nazionale che rappresentano bellezza e memoria e che, se ben gestiti, sono luoghi del turismo lento, del vivere in armonia con la natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri Paesi europei la montagna \u00e8 definita in modo diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <strong>Francia<\/strong>, la <em>Loi Montagne<\/em> (1985, aggiornata nel 2016) riconosce le \u201czones de montagne\u201d non solo in base all\u2019altitudine, ma anche in forza di criteri quali la pendenza, il clima, e la difficolt\u00e0 di utilizzo agricolo del suolo. In questo modo, vengono tutelate anche aree di media collina e territori isolati dove i costi di gestione e le limitazioni naturali sono paragonabili a quelli delle alte quote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <strong>Spagna<\/strong>, la <em>Ley 25\/1982 de Agricultura de Monta\u00f1a<\/em> e le successive normative regionali individuano le \u201czonas de monta\u00f1a\u201d secondo un insieme di parametri ambientali e socio-economici, legati alla marginalit\u00e0 territoriale e alla difficolt\u00e0 di accesso, pi\u00f9 che a una quota altimetrica fissa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia, invece, sembra ridurre la complessit\u00e0 del suo territorio a un mero dato geodetico. Va detto che non \u00e8 la prima volta che si afferma, in modo pi\u00f9 o meno esplicito, una visione di rinuncia nei confronti dell\u2019Italia cosiddetta minore. Non molti mesi fa, una bozza programmatica governativa suggeriva di concentrare gli investimenti sui centri attrattivi, lasciando progressivamente al proprio destino molti borghi ormai spopolati. Quella proposta, poi ritirata, conteneva per\u00f2 un segnale politico chiaro: l\u2019idea che non tutto il territorio meriti di essere salvato. Ma in entrambi i casi si afferma una logica <strong>selettiva e metropolitana<\/strong>, che contraddice l\u2019idea di Italia come rete di citt\u00e0, paesi, valli, frazioni e borghi storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec l\u2019Appennino rischia di scomparire non dalle carte, ma dalle politiche governative. E con esso la possibilit\u00e0 di interventi mirati contro lo spopolamento, per la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale diffuso. Ma soprattutto questa impostazione tende a governare il territorio per concentrazione, dimenticando che la forza dell\u2019Italia \u00e8 sempre stata la <strong>capillarit\u00e0<\/strong>, non la gerarchia: un equilibrio faticosamente mantenuto nei secoli tra citt\u00e0 e campagna, costa e montagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a questo scenario, si chiede alla Regione Marche di farsi interprete del disagio dei territori appenninici e di opporsi a una norma che penalizza l\u2019area montana, promuovendo in Conferenza Stato-Regioni la revisione dei criteri altimetrici e l\u2019introduzione di parametri socio-economici. La montagna marchigiana non pu\u00f2 essere cancellata per decreto e la Regione Marche ha il dovere di difenderla in quanto parte viva dell\u2019identit\u00e0 regionale e nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una legge sulla montagna dovrebbe servire a unire il Paese, non a dividerlo per altitudine. Perch\u00e9 la vera montagna d\u2019Italia \u00e8 quella che resiste, e l\u2019Italia va salvata nella sua interezza: \u00e8 questa la radice della sua grandezza e unicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alberto Mazzacchera Con la nuova legge sulla montagna, il Governo ha scelto di fissare a 600 metri la soglia minima per definire lo status di \u201ccomune montano\u201d. 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