{"id":72047,"date":"2025-12-27T09:36:21","date_gmt":"2025-12-27T08:36:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=72047"},"modified":"2025-12-27T09:36:39","modified_gmt":"2025-12-27T08:36:39","slug":"lavoro-in-affanno-uil-nelle-marche-occupazione-in-calo-cresce-linattivita-e-lindustria-ricorre-agli-ammortizzatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2025\/12\/27\/lavoro-in-affanno-uil-nelle-marche-occupazione-in-calo-cresce-linattivita-e-lindustria-ricorre-agli-ammortizzatori\/","title":{"rendered":"Lavoro in affanno, Uil: \u201cNelle Marche occupazione in calo, cresce l\u2019inattivit\u00e0 e l\u2019industria ricorre agli ammortizzatori\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il 2025 si chiude lasciando alle Marche un\u2019eredit\u00e0 pesante sul fronte del lavoro. L\u2019analisi dell\u2019Ufficio Studi della Uil Marche sui dati del terzo trimestre dell\u2019Osservatorio sul mercato del lavoro dell\u2019INPS, restituiscono un quadro segnato da occupazione in diminuzione, aumento degli inattivi e crescenti difficolt\u00e0 dei distretti produttivi, con effetti che rischiano di protrarsi nel nuovo anno. Gli occupati scendono a 652mila unit\u00e0, 8 mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-1,2%), un calo pi\u00f9 marcato di quello del Centro Italia e in controtendenza rispetto alla stabilit\u00e0 nazionale. Il tasso di occupazione si ferma al 67,9%, perdendo quasi un punto in dodici mesi.<\/p>\n<p>Ma la diminuzione dei disoccupati (-5 mila, -14,6%, tasso al 4,4%; in controtendenza rispetto ai valori del Centro +3,1% e dell\u2019Italia in generale +0,8%.) non va letta come un miglioramento strutturale, ma come un effetto diretto dell\u2019aumento dell\u2019inattivit\u00e0, che sottrae persone al mercato del lavoro: 11mila persone in pi\u00f9 (+4,5%), la maggior parte tra le forze di lavoro potenziali, segnale di una rinuncia crescente alla ricerca di un impiego. Il tasso di inattivit\u00e0 sale cos\u00ec al 28,9%.<\/p>\n<p>A pesare \u00e8 soprattutto la crisi del lavoro autonomo, che perde 22mila occupati (-13,8%), mentre il lavoro dipendente cresce di 14mila unit\u00e0. Una dinamica che mette in evidenza la fragilit\u00e0 di un tessuto produttivo fondato su micro e piccole imprese. Il calo colpisce in particolare gli uomini, mentre l\u2019occupazione femminile registra un lieve aumento, senza per\u00f2 colmare un divario di genere che resta vicino ai 9 punti percentuali.<\/p>\n<p>Dal punto di vista settoriale, il saldo negativo \u00e8 determinato dal crollo degli altri servizi, non compensato dagli aumenti registrati in industria, costruzioni e commercio. Sul fronte dei contratti, nel periodo gennaio-settembre 2025 le assunzioni restano sostanzialmente stabili, ma quelle a tempo indeterminato continuano a rappresentare una quota ridotta, mentre prevalgono i contratti a termine, intermittenti e stagionali, alimentando precariet\u00e0 e lavoro povero.<\/p>\n<p>A rafforzare il quadro critico interviene il ricorso agli ammortizzatori sociali: nel terzo trimestre sono state autorizzate 17,6 milioni di ore di Cassa integrazione e fondi di solidariet\u00e0, con un aumento del 16,2% su base annua. La crescita \u00e8 imputabile quasi interamente all\u2019industria, in particolare ai settori tessile-abbigliamento e pelli-calzature, pilastri dell\u2019economia regionale oggi esposti alle incertezze internazionali. Preoccupano anche i dati dell\u2019artigianato, con oltre 830 mila ore autorizzate dal Fondo di solidariet\u00e0 bilaterale.<\/p>\n<p>Allarme infine su sicurezza e salute: nei primi dieci mesi del 2025 aumentano infortuni e, soprattutto, quelli mortali, concentrati nell\u2019industria manifatturiera e tra i lavoratori pi\u00f9 anziani. Crescono anche le malattie professionali, in particolare quelle legate a disturbi psichici e stress lavoro-correlato.<\/p>\n<p>\u201cIl messaggio che emerge \u00e8 chiaro \u2013 commenta Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche \u2013 e cio\u00e8\u00a0<span class=\"gmail_default\">che\u00a0<\/span>la nostra regione sta entrando in una fase di fragilit\u00e0 strutturale del mercato del lavoro. Lo ripetiamo da anni: servono politiche attive del lavoro, un piano industriale regionale condiviso e investimenti su qualit\u00e0 del lavoro e sicurezza. \u00c8 urgente che la Giunta regionale intervenga con un piano industriale serio e condiviso che rilanci il tessuto produttivo, economico e sociale. Sul fronte della sicurezza, \u00e8 necessario rafforzare la prevenzione, la formazione e la qualit\u00e0 del lavoro e dell\u2019impresa. Ogni infortunio pu\u00f2 e deve essere prevenuto: investire in sicurezza non \u00e8 un costo, ma una responsabilit\u00e0 sociale e civile. \u00c8 tempo che la politica e le istituzioni si assumano la responsabilit\u00e0 di dare risposte concrete perch\u00e9 la tenuta sociale e democratica del Paese passa prima di tutto dal lavoro\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2025 si chiude lasciando alle Marche un\u2019eredit\u00e0 pesante sul fronte del lavoro. 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