{"id":72758,"date":"2026-01-28T16:32:19","date_gmt":"2026-01-28T15:32:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=72758"},"modified":"2026-01-28T16:32:31","modified_gmt":"2026-01-28T15:32:31","slug":"a-fano-un-carnevale-dolce-da-cinque-secoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/01\/28\/a-fano-un-carnevale-dolce-da-cinque-secoli\/","title":{"rendered":"A Fano un Carnevale \u201cdolce\u201d da cinque secoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una caratteristica peculiare del Carnevale di Fano \u00e8 il getto dei dolciumi sulla folla. Una iniziativa in continuit\u00e0 con una tradizione secolare. Gi\u00e0 nel Cinquecento si dispensano, tra l\u2019altro, \u201cbiscotini\u201d, \u201cmarzapane\u201d, \u201ccialdoni\u201d e \u201cmiele\u201d. Alla met\u00e0 di quel secolo compaiono i confetti che si diffonderanno molto a partire dal Settecento, quando ne faranno uso anche le giovani donne mascherate, ma in modo da essere riconoscibili, per lanciarli ai loro innamorati. Dolci, ma pericolosi, visto che, per motivi di sicurezza, negli anni Sessanta del Novecento ne sar\u00e0 vietato l\u2019utilizzo; se lanciati con forza, erano veri proiettili, ragion per cui negli ultimi anni erano necessarie apposite mascherine protettive. Per\u00f2 erano perfetti per uno \u201cscherziodi Carnevale\u201d: molto spesso erano fatti di gesso!\u00a0Dopo la Prima guerra mondiale, il Carnevale diventa ancora pi\u00f9 dolce con l\u2019arrivo dei cioccolatini; a Perugia era nata un\u2019azienda che li produceva e iniziava a farsi conoscere; a Fano arrivava abbastanza facilmente, e poi faceva comodo un pubblico di\u00a0 migliaia di persone; gi\u00e0 nel 1922 nel Teatro della Fortuna erano lanciate \u201cdecine e decine di chilogrammi di cioccolatini\u201d; lo stesso avverr\u00e0 negli anni successivi fino al 1937, quando la ditta, la Perugina, era ormai diventata una presenza importante: \u201cCioccolate, banane, confetti, sacchetti perugina, bombons\u201d, lanciati insieme a \u201cviole, garofani, rose; tutto un miscuglio di &#8216;ben di Dio&#8217; che si rovescia, piove, grandina sulle folle ubriache di gioia\u201d. A rendere \u201cdolce\u201d il Carnevale di Fano ha contribuito un grande fanese: Federico Seneca (1891 \u2013 1976) (<em><strong>nella foto<\/strong><\/em>), famoso maestro della grafica pubblicitaria e alto dirigente della Perugina;\u00a0 a lui, oltre alla tipica immagine dei due innamorati abbracciati, \u00e8 attribuita l\u2019idea di incartare il Bacio con frasi d\u2019amore. Oggi, la tradizione continua; ogni anno dai carri allegorici se ne \u201cgettano\u201d 180 quintali; si pu\u00f2 dire che il Carnevale di Fano \u00e8 il pi\u00f9 dolce del mondo?<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>Enrico Tosi<\/strong><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una caratteristica peculiare del Carnevale di Fano \u00e8 il getto dei dolciumi sulla folla. Una iniziativa in continuit\u00e0 con una tradizione secolare. Gi\u00e0 nel Cinquecento si dispensano, tra l\u2019altro, \u201cbiscotini\u201d, \u201cmarzapane\u201d, \u201ccialdoni\u201d e \u201cmiele\u201d. 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