{"id":72996,"date":"2026-02-08T08:46:25","date_gmt":"2026-02-08T07:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=72996"},"modified":"2026-02-08T09:05:38","modified_gmt":"2026-02-08T08:05:38","slug":"il-giorno-del-ricordo-il-revisionismo-storico-per-dimenticare-i-crimini-fascisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/02\/08\/il-giorno-del-ricordo-il-revisionismo-storico-per-dimenticare-i-crimini-fascisti\/","title":{"rendered":"Il Giorno del Ricordo: il revisionismo storico per dimenticare i crimini fascisti"},"content":{"rendered":"<pre style=\"text-align: justify;\"><strong>NOTA CONGIUNTA DELL\u2019ISTITUTO PER LA STORIA \r\nDEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE \u201cE.CAPPELLINI\u201d, \r\nANPI, ISTITUTO \u201cGRAMSCI\u201d<\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 febbraio si celebra il cosiddetto Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 su iniziativa parlamentare dell\u2019estrema destra. Nel tempo questa ricorrenza \u00e8 diventata l\u2019occasione per rovesciare i fatti storici, autoassolvere le responsabilit\u00e0 del fascismo e, ancora prima, dei governi liberali nel processo di violenta italianizzazione delle terre istriane. Un\u2019operazione che serve a occultare e giustificare i crimini commessi dallo Stato italiano, mentre la\u00a0 tragedia delle Foibe \u00e8 diventata il caso pi\u00f9 emblematico di un uso pubblico della Storia da parte della destra che distorce ogni realt\u00e0 fattuale, con una serie di assurdit\u00e0: le\u00a0 Foibe sono \u201cla nostra Shoah\u201d e l\u2019esodo giuliano-dalmata sarebbe stato una \u201cpulizia\u00a0 etnica pianificata\u201d\u00a0 a\u00a0 \u201cseguito di un genocidio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia, a differenza della Germania e del Giappone, non ha mai conosciuto una Norimberga n\u00e9 una Tokyo, sebbene in versione edulcorata rispetto alla prima. Nessun grande processo agli ufficiali\u00a0 fascisti per i crimini commessi in Jugoslavia, in Urss, Albania, Grecia, Etiopia, Libia, durante l&#8217;occupazione. Al contrario, nell\u2019immediato dopoguerra molti di loro rientrarono a pieno titolo nei ranghi dell\u2019amministrazione pubblica, ricoprirono incarichi apicali, divennero parlamentari e dirigenti di partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 avvenne, nel clima della guerra fredda, con la complicit\u00e0 dei governi democristiani e delle autorit\u00e0 anglo-americane, pi\u00f9 interessate a rimuovere le responsabilit\u00e0 del fascismo e a combattere l\u2019URSS e i comunisti \u2013 tra gli artefici fondamentali della vittoria sul nazifascismo \u2013 che a fare giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la retorica vittimistica del governo asseconda l\u2019estrema destra, apertamente fascista, nel rivendicare persino i territori perduti \u00a0dell\u2019Istria e della Dalmazia e della Venezia Giulia\u00a0 assegnati dai trattati di\u00a0 pace all\u2019ex\u00a0 Juogoslavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro falsamente vittimistico si \u201cdimentica\u201d molto. Si dimenticano i circa 160.000 profughi istriani, sloveni e croati cacciati dalle loro terre in seguito al Trattato di Rapallo del 1920. Si dimentica che il tribunale di Trieste dello Stato liberale condann\u00f2 a 120 anni di carcere 50 ferrovieri (italiani e jugoslavi) per lo sciopero del 1919, accusandoli di anti-italianit\u00e0 e filo-slavismo; che a Pola, nel gennaio 1920, furono condannati a 25 anni di carcere metalmeccanici italiani e jugoslavi con l\u2019accusa di cospirazione contro lo Stato e istigazione alla guerra civile; che il 13 luglio 1920 i fascisti incendiarono la Narodni Dom, la Casa del Popolo della minoranza slovena a Trieste; che Mussolini certific\u00f2 la nascita del fascismo nelle terre di confine scrivendo su Il Popolo d\u2019Italia: \u00ab<em>In altre plaghe d\u2019Italia i fasci di combattimento sono appena una promessa, nella Venezia Giulia sono l\u2019elemento preponderante e dominante<\/em>\u00bb. Si dimenticano l\u2019italianizzazione forzata imposta con le leggi del 1922-1931, i 544 imputati davanti al Tribunale Speciale fascista, le 35 condanne a morte inflitte a sloveni e croati. Si rimuove il programma apertamente razzista del regime, espresso Mussolini: \u00ab<em>Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica dello zuccherino, ma quella del bastone. Io credo che si possano pi\u00f9 facilmente sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si cancella dalla memoria pubblica l\u2019invasione italiana della Jugoslavia e dei Balcani \u2013 Albania e Grecia \u2013 e i crimini di guerra compiuti dal Regio Esercito e dalle camicie nere. Si dimenticano i 36.000 morti di Lubiana sotto l\u2019occupazione italiana; la \u201ccintura\u201d di filo spinato che nel febbraio 1942 circond\u00f2 la citt\u00e0; le deportazioni di centinaia di migliaia di civili nei campi di internamento di Rab, &#8211; dove furono deportate 15 mila persone e ne morirono almeno 1500 in gran parte bambini, &#8211; Gonars, Renicci d\u2019Anghiari e in decine di altre localit\u00e0 italiane. Si dimenticano le fucilazioni, le rappresaglie, la guerra totale contro la popolazione civile, che cost\u00f2 al popolo jugoslavo oltre un milione di morti. Si dimenticano le repressioni in Montenegro guidate dal generale Pirzio Biroli e la famigerata \u201cCircolare 3C\u201d firmata dal generale Mario Roatta, mai realmente punito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dimentica persino come venivano chiamati gli italiani occupanti: italijanski paliku\u0107e, \u201citaliani bruciatori\u201d, per l\u2019uso sistematico dei lanciafiamme contro le abitazioni civili. Si dimenticano i partigiani italiani che combatterono nei Balcani nelle file dell\u2019esercito di liberazione jugoslavo e i partigiani jugoslavi che contribuirono alla liberazione dell\u2019Italia.Si dimentica che nessuno degli 800 criminali di guerra italiani iscritti nelle liste delle Nazioni Unite fu mai\u00a0 processato, e che molti di loro vennero reintegrati e promossi nei vertici degli apparati repressivi della Repubblica in funzione anticomunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec pu\u00f2 continuare a prosperare il falso mito degli \u201citaliani brava gente\u201d, e in un quadro politico che vede legittimare apertamente fascismo e fascisti, ad accettare anche qualche rivendicazione dei territori \u201cpersi\u201d. \u00c8 stato un lungo percorso di rimozione, ma portato avanti con costanza che continua ancora oggi, soprattutto rivolgendosi alle giovani generazioni, per evitare che imparino davvero la storia.<\/p>\n<p>Ma noi ci siamo. Per non dimenticare. E invitiamo chi legge a fare lo stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOTA CONGIUNTA DELL\u2019ISTITUTO PER LA STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE \u201cE.CAPPELLINI\u201d, ANPI, ISTITUTO \u201cGRAMSCI\u201d Il 10 febbraio si celebra il cosiddetto Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 su iniziativa parlamentare dell\u2019estrema destra. 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