{"id":73905,"date":"2026-03-11T15:53:55","date_gmt":"2026-03-11T14:53:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=73905"},"modified":"2026-03-11T15:54:11","modified_gmt":"2026-03-11T14:54:11","slug":"fano-e-provincia-tecnici-e-amministratori-pubblici-locali-usano-le-bici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/03\/11\/fano-e-provincia-tecnici-e-amministratori-pubblici-locali-usano-le-bici\/","title":{"rendered":"Fano e provincia: tecnici\u00a0e amministratori\u00a0pubblici\u00a0locali\u00a0usano le\u00a0bici?"},"content":{"rendered":"<pre><strong>\u00a0di Massimo Ceresani<\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche anno fa composi un articolo\/lamentela sui fondi ciclabili delle nostre strade. Poco \u00e8 cambiato nel frattempo, anche se una lode va estesa al comune di Pesaro per aver raggiunto i suoi 110 km di ciclabili. Resta naturale comunque quel dubbio del titolo, giacch\u00e9 quasi tutte le strade della provincia e del comune fanese sembrano manutentate solo in funzione delle quattro ruote. Considerato che il territorio fanese continua a soffrire per la mancanza\u00a0 di piste ciclopedonabili (che possano definirsi tali) e di un piano generale da attuare almeno per stralci, si auspicherebbe che almeno la manutenzione dei bordi-strade e dei tratti di pav\u00e9 fosse minimamente adeguata. Le strade presentano pericolose carenze soprattutto sui loro bordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esperienza diretta espongo esempi pratici: poich\u00e9 i ciclisti devono usare il lembo destro della carreggiata, come dovranno comportarsi in caso di improvvisi ammanchi di asfalto o di selciato, di increspature, ondulazioni, buche e rattoppi in rilievo? Quasi mai virano a destra verso lo sterrato, ma istintivamente verso il centro-strada; e se nel frattempo sopraggiungesse un qualsiasi quattro ruote? Rendo il concetto del pericolo e del \u201cpronto soccorso\u201d per una mobilit\u00e0 facilmente commutabile da \u201cdolce\u201d in amara? Gli pneumatici delle auto possono anche digerire certe irregolarit\u00e0 dei fondi stradali, ma i tanti ciclisti (pur tacciati spesso da ineducati, per il far west da cui finora provengono per mancanza di piste dedicate) rischiano continuamente incolumit\u00e0 e vita. A quel punto occorre riflettere sui costi sociali: quelli socio-sanitari che potrebbero sopravanzare quelli per le normali manutenzioni di strade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui viene reiterato il mio (da ciclista assiduo) \u201cJ\u2019accuse!\u201d per una diversa e costante cura soprattutto dei bordi-strade colpevolmente ancora pietosi e confliggenti col sempre promesso progetto di sviluppare in tutto l\u2019ambito provinciale un remunerativo turismo ciclistico. Opportunit\u00e0 che la vicina Romagna ha fatto sua da tempo.\u00a0 In attesa della nostra futuribile, auspicabile, ma ondivaga \u201cciclovia del Metauro\u201d (che vorrebbe scorrere adiacente alla ex ferrovia), avremmo gi\u00e0 a disposizione cicloturistica la negletta via Flaminia, purtroppo in\u00a0 certi tratti con manutenzione avvilente anche per i residenti. Le appetibili destinazioni per i cicloturisti sarebbero: Fossombrone, Furlo, Acqualagna, Cagli, Gubbio, Urbino, Urbania, Montefeltro, monti Catria, Petrano, Nerone e Cucco; un tesoro di immagini e ambienti. Ogni tanto si notano stitici, sparuti e limitati <em>contentini <\/em>di interventi, ma la visione generale del sistema viario, soprattutto fanese, resta desolante con buche e i dissesti che regnano e perseguitano soprattutto i ciclisti e ciclomotoristi. E allora? Occorre reiterare un maggior stanziamento di fondi al capitolo manutenzioni stradale. Un occhio anche alla metodologia degli interventi riparatori; per esempio le toppe catramate sulle buche vanno eseguite in maniera differenziata: a bordo strada pi\u00f9 livellate (giacch\u00e9 nel tempo il peso delle bici non riuscir\u00e0 a schiacciare quello spessore), mentre a centro carreggiata vanno bene anche le bugnature in rilievo, gradualmente livellate poi dal peso degli autoveicoli. Nelle nostre citt\u00e0 di pianura \u00e8 sempre pi\u00f9 massiccio l\u2019uso di mobilit\u00e0 ciclistica, ma siamo ancora lontani dagli esempi virtuosi (anche per educazione stradale) del nord Europa, di Svizzera, Austria, Germania. Speriamo che nel tempo il miglioramento delle strutture (soprattutto ragnatele ciclabili) possa superare il nostro attuale gap. Perch\u00e9 non provvedere per tempo a livello amministrativo, dopo decenni di disperazione, di incidenti, di reclami e di speranze? Perch\u00e9 infine finire con eclatanti manifestazioni in strada di ciclisti illusi, mai assecondati e troppo spesso traditi?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Massimo Ceresani Qualche anno fa composi un articolo\/lamentela sui fondi ciclabili delle nostre strade. Poco \u00e8 cambiato nel frattempo, anche se una lode va estesa al comune di Pesaro per aver raggiunto i suoi 110 km di ciclabili. 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