{"id":76422,"date":"2026-06-04T14:02:01","date_gmt":"2026-06-04T12:02:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=76422"},"modified":"2026-06-04T14:02:22","modified_gmt":"2026-06-04T12:02:22","slug":"denatalita-e-lavoro-femminile-nelle-marche-senza-occupazione-di-qualita-e-welfare-non-ce-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/06\/04\/denatalita-e-lavoro-femminile-nelle-marche-senza-occupazione-di-qualita-e-welfare-non-ce-futuro\/","title":{"rendered":"Denatalit\u00e0 e lavoro femminile: nelle Marche senza occupazione di qualit\u00e0 e welfare non c&#8217;\u00e8 futuro"},"content":{"rendered":"<pre class=\"gmail_default\"><strong>Uil Marche<\/strong><\/pre>\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019inverno demografico che sta attraversando l\u2019Italia non \u00e8 soltanto una questione statistica, ma rappresenta una delle principali emergenze economiche e sociali del Paese. Lo segnala la UIL Marche analizzando il Rapporto ISTAT annuale 2026, che fotografa una realt\u00e0 preoccupante: nel 2025 sono nati appena 355 mila bambini, con una diminuzione del 3,9% rispetto all\u2019anno precedente, mentre il tasso di fecondit\u00e0 \u00e8 sceso a 1,14 figli per donna. Contestualmente cresce il peso della popolazione anziana, che oggi rappresenta oltre un quarto dei residenti italiani. Di fronte a questi numeri \u00e8 necessario superare una lettura semplicistica del fenomeno. La denatalit\u00e0 non \u00e8 il risultato di una presunta minore propensione delle persone ad avere figli. Al contrario, milioni di cittadini dichiarano di aver rinunciato ai progetti familiari desiderati a causa dell&#8217;incertezza economica, della precariet\u00e0 lavorativa e delle difficolt\u00e0 di conciliazione tra vita professionale e responsabilit\u00e0 familiari. Oltre il 62% delle persone che hanno rinunciato ad avere figli indica proprio nell&#8217;instabilit\u00e0 economica e nell&#8217;incertezza sul futuro la causa principale di questa scelta.<br \/>\nIn questo scenario emerge con forza il ruolo centrale del lavoro femminile. Non esiste una strategia credibile per contrastare il declino demografico senza affrontare le persistenti disuguaglianze che caratterizzano la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Dove l&#8217;occupazione femminile \u00e8 stabile, qualificata e sostenuta da adeguati servizi di welfare, la natalit\u00e0 resiste meglio. Dove invece prevalgono precariet\u00e0, bassi salari e carenza di servizi, cresce la difficolt\u00e0 di costruire progetti di vita e di famiglia.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: justify;\">\u201cLa vita delle madri, dichiara Alessia Ciaffi, Coordinatrice Regionale UIL Marche Pari Opportunit\u00e0, non pu\u00f2 essere sempre pi\u00f9 simile a quella delle equilibriste, in perenne tensione tra i compiti di cura familiare non equamente ripartiti e una dimensione lavorativa troppo spesso sottopagata e non organizzata per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. I bambini e le bambine non sono un fatto privato ma una responsabilit\u00e0 dell\u2019intera comunit\u00e0 che ha il compito di sostenere sia le madri, non facendole sentire funambole sole e sopraffatte dalle schiaccianti richieste del quotidiano, sia i padri nello sperimentare un modello di paterno solido ma allo stesso tempo accudente e realmente partecipe nella vita dei figli\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: justify;\">\u201cLe Marche rappresentano un esempio emblematico di questa connessione tra crisi demografica e disparit\u00e0 di genere\u201d, riferisce Antonella Vitale, responsabile del Centro Studi Uil Marche. Nel 2025 il tasso di occupazione femminile regionale si \u00e8 fermato al 62,7%, quasi dieci punti percentuali al di sotto di quello maschile. Le nuove assunzioni continuano a privilegiare gli uomini e, quando riguardano le donne, sono spesso concentrate in contratti a termine, intermittenti o part-time involontari. Su 170.335 nuove assunzioni registrate nei primi nove mesi del 2025, solo 73.000 hanno riguardato lavoratrici, mentre appena 6.487 donne sono state assunte con contratto a tempo indeterminato. Particolarmente significativo \u00e8 il fenomeno del part-time involontario. Nelle Marche il 12,6% delle lavoratrici si trova in questa condizione, contro il 4,6% degli uomini. Una situazione che riflette una distribuzione ancora fortemente squilibrata dei carichi di cura e che limita sia le opportunit\u00e0 professionali sia la futura sicurezza economica delle donne.\u00a0A tutto ci\u00f2 si aggiunge un persistente divario retributivo. Le lavoratrici dipendenti del settore privato percepiscono mediamente il 29,4% in meno rispetto ai colleghi uomini. Anche a parit\u00e0 di contratto a tempo pieno e indeterminato il differenziale resta elevato, con una retribuzione annua inferiore di oltre 4.200 euro rispetto a quella maschile. Una disparit\u00e0 che si manifesta inoltre nelle posizioni apicali, dove la presenza femminile continua a essere fortemente sottorappresentata.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Le conseguenze sono evidenti. Carriere discontinue, salari pi\u00f9 bassi e minore autonomia economica rendono sempre pi\u00f9 difficile progettare una famiglia. Non sorprende quindi che nel 2025 nelle Marche siano state registrate appena 8.219 nascite, confermando una tendenza che desta forte preoccupazione per il futuro della regione. Per affrontare efficacemente questa sfida non bastano incentivi occasionali o misure frammentarie. Occorre una strategia organica che metta al centro il lavoro stabile e di qualit\u00e0, la riduzione del gender pay gap, il rafforzamento dei servizi educativi e socioassistenziali, l&#8217;estensione del tempo pieno scolastico, il sostegno alla genitorialit\u00e0 e una pi\u00f9 equa condivisione delle responsabilit\u00e0 di cura tra uomini e donne.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: justify;\">Le Marche, come l&#8217;intero Paese, si trovano davanti a una scelta cruciale. Investire nell&#8217;occupazione femminile, nei servizi per l&#8217;infanzia e nel welfare non significa soltanto promuovere l&#8217;uguaglianza, ma costruire le condizioni necessarie per garantire crescita economica, coesione sociale e sostenibilit\u00e0 demografica. La natalit\u00e0 non si rilancia chiedendo alle donne di fare pi\u00f9 figli, ma garantendo loro le condizioni per poter realizzare liberamente i propri progetti di vita, riducendo cos\u00ec il ferility gap cio\u00e8 il divario tra i figli desiderati e quelli concepiti.<br \/>\nE\u2019 la politica a dover mettere a terra queste azioni: un paese che frana demograficamente non permette la sostenibilit\u00e0 di tutti i sistemi che lo costituiscono a partire da quello pensionistico per finire a quello scolastico e sanitario.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: justify;\">Investire sulle donne significa investire nella crescita economica, nella coesione sociale e nel futuro delle Marche. La sfida della natalit\u00e0 si affronta prima di tutto attraverso il lavoro di qualit\u00e0, la parit\u00e0 di genere e un welfare moderno e inclusivo. Senza questi strumenti, non esiste una risposta efficace alla crisi demografica che sta interessando la nostra regione e l\u2019intero Paese.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uil Marche L\u2019inverno demografico che sta attraversando l\u2019Italia non \u00e8 soltanto una questione statistica, ma rappresenta una delle principali emergenze economiche e sociali del Paese. 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