{"id":76792,"date":"2026-06-17T12:33:19","date_gmt":"2026-06-17T10:33:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=76792"},"modified":"2026-06-17T12:33:36","modified_gmt":"2026-06-17T10:33:36","slug":"urbino-galleria-nazionale-delle-marche-ecco-i-risultati-di-4-anni-di-lavori-resi-possibili-dai-fondi-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/06\/17\/urbino-galleria-nazionale-delle-marche-ecco-i-risultati-di-4-anni-di-lavori-resi-possibili-dai-fondi-pnrr\/","title":{"rendered":"Urbino, Galleria Nazionale delle Marche: ecco i risultati di 4 anni di lavori resi possibili dai fondi Pnrr"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-76794 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8ymTWLFg-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8ymTWLFg-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8ymTWLFg-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8ymTWLFg-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8ymTWLFg-420x420.jpeg 420w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8ymTWLFg-696x696.jpeg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8ymTWLFg.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/>A Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche, ha chiuso anche l\u2019ultimo cantiere. I lavori conclusivi finanziati con i fondi PNRR hanno interessato il Salone del Trono e le Sale meridionali (dette \u201cdei Melaranci\u201d) affacciate sul cortile del Pasquino. Si \u00e8 cos\u00ec completato un complesso di interventi che nell\u2019ultimo quadriennio ha visto la riqualificazione energetica e la messa a norma dal punto di vista elettrico e antincendio di circa 5mila metri quadrati, oltre alla realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione, di un sistema di monitoraggio microclimatico delle sale museali e del riordino museografico della collezione permanente della Galleria Nazionale delle Marche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La presentazione di questo ultimo lavoro e il bilancio di tutti gli interventi finanziati con i fondi PNRR \u00e8 in programma questo pomeriggio alle ore 16 nella Sala del Trono di Palazzo Ducale, a Urbino, con gli interventi del Direttore della Galleria Nazionale delle Marche, Luigi Gallo, lo storico dell\u2019arte Giovanni Russo, l\u2019architetto Francesco Primari e le restauratrici Giulia Papini e Marta Manfredi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abI fondi straordinari del PNRR\u00a0<\/em>\u2013 dice\u00a0<strong>Luigi Gallo<\/strong>, Direttore della Galleria Nazionale delle Marche \u2013<em>\u00a0hanno permesso una totale revisione museografica, resasi ormai necessaria dopo oltre quarant\u2019anni dal riordino del soprintendente Dal Poggetto e l\u2019incremento delle collezioni. Tale intervento \u00e8 stato reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Direzione generale Musei, cui va il nostro pi\u00f9 sincero ringraziamento per aver creduto in un progetto di restauro estensivo del piano nobile, affrontato nella sua complessit\u00e0 architettonica, collezionistica e impiantistica: una fiducia che ci \u00e8 stata accordata e di cui siamo profondamente riconoscenti. Contestualmente, \u00e8 stata condotta una sistematica campagna di interventi conservativi sulle opere, comprendente trattamenti di anossia estensiva applicati alle pale, alle porte istoriate, allo studiolo e ai soffitti, finalizzati alla disinfestazione e alla stabilizzazione dei materiali. Si tratta di un\u2019azione capillare che contribuisce in modo determinante alla tutela preventiva e programmata, restituendo leggibilit\u00e0 e piena valorizzazione al palazzo e al suo patrimonio artistico. Ma quello che incider\u00e0 maggiormente \u2013 continua il direttore uscente \u2013 sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di monitorare puntualmente il microclima e quindi lo stato di conservazione delle opere, da un lato, e la miglior fruizione legata al nuovo sistema di illuminazione e ai nuovi ausili per la visita, dall\u2019altro. \u00c8 stato, infine, un privilegio aver condotto e portato a compimento questa complessa impresa in uno dei luoghi pi\u00f9 significativi del Rinascimento, ricco di capolavori pittorici, grazie al lavoro condiviso di una squadra coesa e altamente qualificata\u00bb .<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-76795 alignright\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-560x420.jpeg 560w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-80x60.jpeg 80w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-696x522.jpeg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-1068x801.jpeg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA-265x198.jpeg 265w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/eeFI5ZFA.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/>\u00abLa conclusione degli interventi finanziati dal PNRR alla Galleria Nazionale delle Marche \u2013<\/em>\u00a0commenta il Direttore generale Musei\u00a0<strong>Massimo Osanna<\/strong><em>\u00a0\u2013 rappresenta un risultato di particolare rilievo per il Museo e per l\u2019intero Sistema museale nazionale. Il progetto ha consentito di intervenire in maniera integrata sugli aspetti conservativi, impiantistici, energetici e museografici del Palazzo Ducale di Urbino, restituendo ai pubblici ambienti di straordinario valore storico e artistico attraverso nuovi standard di accessibilit\u00e0, sostenibilit\u00e0 e qualit\u00e0 della fruizione. Particolarmente significativo \u00e8 il fatto che questi interventi abbiano accompagnato anche un profondo ripensamento del percorso museale e della presentazione delle collezioni. \u00c8 questa la visione che ha guidato gli investimenti del Ministero della Cultura nell\u2019ambito del PNRR: non soltanto restaurare e adeguare gli edifici, ma rafforzare il ruolo dei musei come luoghi di conoscenza, ricerca e partecipazione. Il completamento della riqualificazione del piano nobile del Palazzo Ducale segna una tappa importante nel percorso di rinnovamento della Galleria Nazionale delle Marche e conferma come innovazione, accessibilit\u00e0 e qualit\u00e0 dell\u2019esperienza di visita possano concorrere a costruire nuove opportunit\u00e0 di conoscenza e partecipazione culturale\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><strong>L\u2019intervento al Salone del Trono<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0<strong>Salone del Trono<\/strong>, l\u2019ambiente pi\u00f9 maestoso dell\u2019intero Palazzo Ducale con i suoi 35 metri di lunghezza, 15 di larghezza e 17 di altezza al culmine della volta, \u00e8 tra le pi\u00f9 alte espressioni dell\u2019architettura di Luciano Laurana, che nell\u2019enorme volta punteggiata di rosoni con le iniziali \u201cFC\u201d (Federico conte) lasci\u00f2 un segno indelebile delle sue capacit\u00e0 ingegneristiche. Nei camini a colonne libere e nei peducci si celebra invece il titolo di duca (\u201cFE DVX\u201d). L\u2019architetto senese Francesco di Giorgio (1439-1501) e lo scultore milanese Ambrogio Barocci (doc. 1470-1517) verso il 1474 diedero una nuova impronta alle decorazioni scultoree del palazzo, con motivi ornamentali del mondo classico che anticipano il Rinascimento maturo per l\u2019uso sempre variato e di consapevole recupero archeologico.\u00a0Con i lavori di adeguamento impiantistico e di restauro delle superfici pavimentali e murali si \u00e8 potuto restituire alla sala una luminosit\u00e0 pi\u00f9 omogenea e diffusa ottenuta con due particolare interventi.\u00a0Prima di tutto con la riapertura delle cinque finestre dal lato del Cortile d\u2019Onore (ancora apprezzabili nella loro profondit\u00e0 negli anni di direzione di Luigi Serra, poi tamponate nel corso dei restauri di Guglielmo Pacchioni nel 1938), che consentivano la doppia esposizione della sala assieme ai tre grandi finestroni sulla piazza della facciata ad Ali.\u00a0In secondo luogo grazie alla realizzazione di un nuovo sistema illuminotecnico a sostegno dell\u2019illuminazione generale e degli arazzi raffaelleschi del ciclo degli\u00a0<em>Atti degli Apostoli<\/em> commissionato da papa Leone X de\u2019 Medici a Raffaello Sanzio nel 1515-16 per la cappella Sistina in Vaticano.\u00a0Nel corso dei lavori sono emerse anche tracce degli alloggi di strutture di sostegno per la realizzazione di apparati effimeri, probabilmente legati alle grandi feste del tempo di Federico da Montefeltro, cos\u00ec come forse anche alla costruzione della scenografia per la recita della commedia latina\u00a0<em>Calandria<\/em>\u00a0del cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena nel 1513, quando il salone fu trasformato in un vero e proprio teatro antico, celebratissimo nelle fonti dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel salone, in cui al tempo dei Duchi d\u2019Urbino, e in occasione di grandi eventi, si esponevano undici arazzi monumentali &#8211; oggi perduti &#8211; che raffiguravano\u00a0<em>Storie della caduta della citt\u00e0 di Troia<\/em>, dopo le normali operazioni di manutenzione conservativa, oggi tornano i sette arazzi raffaelleschi \u2013 cio\u00e8 tessuti sui cartoni realizzati da Raffaello Sanzio &#8211; trasferiti dal Palazzo Reale di Milano a Urbino nel 1922 affinch\u00e9 la citt\u00e0 natale del Sanzio, allora priva di sue opere, potesse esporre uno dei capolavori del maestro pi\u00f9 conosciuti e replicati in Europa.\u00a0Appartenuti al cardinale Giulio Mazzarino (1602-1661), gli arazzi hanno una storia collezionistica articolata e sono in certa misura testimoni di un periodo complesso della storia d\u2019Europa tra Seicento e Settecento.\u00a0<em>La Guarigione del paralitico<\/em>,\u00a0<em>La Predica di san Paolo ad Atene<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Il Sacrificio di Listra<\/em> furono acquistati dal cardinale Mazzarino tra il 1651 e il 1653 presso il governo repubblicano inglese di Oliver Cromwell, che aveva messo in vendita i beni della collezione reale.\u00a0Per completare la serie, Mazzarino ordin\u00f2 sette nuovi parati all\u2019arazziere francese Jean Lefebvre (1621\/22-1700), che dal 1655 aveva il proprio laboratorio al Louvre. Alla morte del cardinale il ciclo fu trasferito nel palazzo di famiglia al Quirinale: dopo alcuni passaggi ereditari nel 1750 la serie completa fu acquistata dal conte Gian Luca Pallavicini, governatore della Lombardia per conto dell\u2019Austria, per arredare la propria residenza di Milano, il Regio Ducal Palazzo (poi Palazzo Reale). Nel 1753 egli vendette per 80mila fiorini tutti gli arazzi alla corte viennese per arredo del palazzo, dove rimasero fino al 1922 appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><strong>Le rinnovate Sale dei Melaranci<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-76796 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/JOftwF2Q-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/JOftwF2Q-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/JOftwF2Q-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/JOftwF2Q-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/JOftwF2Q-420x420.jpeg 420w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/JOftwF2Q-696x696.jpeg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/JOftwF2Q.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Le tre\u00a0<strong>Sale meridionali<\/strong> affacciate sul cortile del Pasquino prendono per tradizione il nome di sale \u2018dei Melaranci\u2019 per l\u2019uso che i duchi della Rovere nel Cinquecento facevano di alcune piante ornamentali di arance dolci, esposte sotto le maestose arcate del loggiato.\u00a0Durante la legazione Apostolica (1631-1860) furono utilizzate come tribunale e appartamento del legato Apostolico: fin quell\u2019occasione furono modificati sia i portali scolpiti (alcuni vennero smontati e tamponati, altri spostati), sia i camini, come si nota bene nel rimontaggio di pi\u00f9 parti per quello della\u00a0<em>sala dei Crocifissi<\/em>, con la ventosa da salasso sottosopra. Dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia quest\u2019ala del palazzo fece parte dell\u2019appartamento del Sottoprefetto, che vi aveva la cucina, sala da pranzo e camere da letto. Nel 1916, durante la direzione di Luigi Serra, divenne parte del museo.\u00a0Si pu\u00f2 immaginare che, a seguito del matrimonio con Battista Sforza (1460), verso la met\u00e0 degli anni Sessanta l\u2019appartamento fosse destinato alla giovane moglie di Federico da Montefeltro e alla sua corte. Le tre stanze, tutte dotate di camino e con ingressi pubblici e privati, dovevano avere la funzione di anticamere e camere da letto. Conducevano a un grande salone di rappresentanza, la cui decorazione scultorea fu affidata al fiorentino Gregorio di Lorenzo, come gi\u00e0 raccontato all\u2019apertura del blocco di lavori dedicato alle sale occidentali nell\u2019ottobre 2024.\u00a0Dai documenti d\u2019archivio si ricava che alla fine del Quattrocento abitavano qui importanti cortigiani tra cui l\u2019astrologo Paolo da Middelburg, che aveva la sua camera proprio accanto all\u2019appartamento di Ottaviano Ubaldini.\u00a0Grazie ai lavori di restauro delle superfici pavimentali si apprezza oggi un dettaglio decorativo non secondario, che aiuta a restituire la giusta importanza a questi ambienti. Un possibile suggerimento di Leon Battista Alberti per la decorazione delle stanze della contessa Battista si pu\u00f2 osservare infatti nella decorazione dei pavimenti, che presentano ben quattro varianti geometriche dei moduli a quadrelli ed esagonette: un caso unico in tutto il Palazzo Ducale e pi\u00f9 in generale nell\u2019Italia di met\u00e0 Quattrocento. Consigliere e amico intimo di Federico, nel X libro del trattato\u00a0<em>De Architettura<\/em> Alberti suggeriva infatti di occupare l\u2019intero pavimento delle case signorili con motivi geometrici, cos\u00ec da esercitare di continuo la mente all\u2019osservazione e alla meditazione.\u00a0A seguito del riordino museografico si \u00e8 riconfermata in parte la distribuzione dell\u2019allestimento del soprintendente Paolo Dal Poggetto, dedicando gli spazi alla pittura dei \u2018primitivi\u2019 della collezione museale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ffff;\">I \u201cprimitivi\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I riminesi Pietro, Francesco da Rimini e Giovanni Baronzio, il Maestro dell\u2019Incoronazione di Urbino, Allegretto Nuzi e Puccio di Simone, sono alcuni tra i protagonisti della pittura di questi ambienti, che &#8211; tra Crocifissi e polittici &#8211; testimoniano non solo della variet\u00e0 delle forme e delle tipologie delle immagini d\u2019altare, ma anche della grande ricezione della regione Marche verso alcune tra le pi\u00f9 significative novit\u00e0 artistiche dell\u2019Italia centrale della met\u00e0 del Trecento che trae linfa dalla lezione di Giotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ffff;\">I Crocifissi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-76797 alignright\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"485\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-560x420.jpeg 560w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-80x60.jpeg 80w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-696x522.jpeg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-1068x801.jpeg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw-265x198.jpeg 265w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/QfsOKCCw.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/>La sala dedicata ai\u00a0<strong>Crocifissi<\/strong>, in particolare, si configura come un vero e proprio focus su questo particolare arredo sacro, fondamentale nelle chiese medievali per la liturgia. Nel Medioevo le chiese avevano per la maggior parte di casi una divisione nella navata, una separazione dello spazio che serviva per dividere la zona destinata ai laici da quella dei religiosi. Su questa struttura, che poteva essere un tramezzo o un pontile in muratura o in legno, o una semplice trave, veniva collocato un Crocifisso di dimensioni tali da essere visto in tutta la chiesa.\u00a0La Galleria Nazionale delle Marche custodisce in tal senso un piccolo nucleo di\u00a0<em>Crocifissi<\/em>, entrati dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia nel Museo annesso all\u2019Istituto di Belle Arti delle Marche da chiese della provincia (Urbino, Fossombrone, Mercatello sul Metauro). Tra di essi spicca il\u00a0<em>Crocifisso<\/em>\u00a0monumentale in origine nella chiesa di San Francesco a Urbino, significativo della diffusione della nuova pittura di Giotto nella penisola italiana attraverso i pittori riminesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ffff;\">Gli stendardi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la sala dedicata agli\u00a0<strong>stendardi<\/strong>\u00a0processionali permette di gettare uno sguardo ampio su questa particolare tipologia di manufatti marchigiani, di cui Urbino assurge a caso esemplare perch\u00e9 conserva un numero significativo di gonfaloni su tela delle sue confraternite. La ricchezza della citt\u00e0 \u00e8 dimostrata anche dagli artisti a cui erano stati commissionati questo tipo di oggetti: lo stendardo di\u00a0<em>San Giovanni Battista<\/em>\u00a0\u00e8 attribuito a Giovanni Santi nella sua fase giovanile, per i confratelli dello\u00a0<em>Spirito Santo<\/em>\u00a0lavor\u00f2 Luca Signorelli, mentre l\u2019insegna del\u00a0<em>Corpus Domini<\/em>\u00a0\u00e8 uno dei capolavori della maturit\u00e0 di Tiziano Vecellio. L\u2019allestimento permette di apprezzare nello spazio della sala tre stendardi ancora riconducibili alla loro funzione processionale, mentre alle pareti trovano posto le tele di Luca Signorelli e di Tiziano, la cui storia conservativa racconta di un precoce uso come arredo fisso, che si pu\u00f2 bene immaginare i confratelli preferissero per conservare il pi\u00f9 a lungo possibile i capolavori di questi due celebrati maestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>\n<span style=\"color: #00ffff;\">Quattro anni di interventi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-76799 alignleft\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ-630x420.jpeg 630w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ-696x464.jpeg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ-1068x712.jpeg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/TErkUpLQ.jpeg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/>Con la riapertura del\u00a0<em>Salone del Trono<\/em>\u00a0e dell\u2019<em>Appartamento dei Melaranci<\/em>, si compiono la completa rifunzionalizzazione e il riallestimento del piano nobile del Palazzo Ducale di Urbino.\u00a0Avviati nel 2023, i lavori, hanno visto la chiusura del primo lotto il 18 aprile 2024, quando \u00e8 stato riaperto l\u2019<em>Appartamento della Jole<\/em>\u00a0che, tra l\u2019altro, ospita la\u00a0<em>Flagellazione<\/em> di Piero della Francesca nel nuovo allestimento.\u00a0A seguire, il 31 ottobre 2024, si \u00e8 inaugurato l\u2019<em>Appartamento degli Ospiti<\/em>, dove trova posto l\u2019altro capolavoro di Piero della Francesca: la\u00a0<em>Madonna di Senigallia<\/em>.\u00a0Lo scorso anno, il 30 maggio, si \u00e8 concluso il terzo lotto che ha coinvolto l\u2019<em>Appartamento del Duca<\/em>, con il celebre\u00a0<em>Studiolo<\/em>, il riallestimento de\u00a0<em>La Citt\u00e0 Ideale<\/em> e l\u2019intervento di anastilosi che ha visto ricomporre l\u2019architettura del bel lavabo marmoreo in quella che fu la camera del Duca.\u00a0A fine 2025, lo scorso 18 dicembre, \u00e8 stata la volta dell\u2019<em>Appartamento della Duchessa<\/em>, con il riallestimento delle opere di Giovanni Santi e di Raffaello, ma anche con il focus su Federico Brandani e i suoi celebri stucchi.\u00a0<strong>In totale sono stati quattro anni di profondi e necessari interventi, svoltisi sotto la direzione di Luigi Gallo, durante i quali l\u2019antico Palazzo Ducale non ha mai chiuso totalmente e grazie ai quali la sontuosa dimora di Federico da Montefeltro \u00e8 oggi uno dei \u201ccontenitori\u201d d\u2019arte pi\u00f9 affascinanti e moderni d\u2019Italia, pronto per le sfide future.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><strong>La &#8220;videocronaca&#8221;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da segnalare che dal 18 giugno verr\u00e0 proiettato il docufilm &#8220;le opere, i giorni. un diario dal Palazzo Ducale di Urbino&#8221;, un film di Mauro Santini.<\/strong> \u00a0Seguendo con discrezione gli interventi di restauro del piano nobile del Palazzo Ducale di Urbino, \u201cle opere, i giorni\u201d si introduce nella rumorosa vita di cantiere, nel dietro le quinte di un percorso di lavoro durato tre anni, fatto di incognite, scoperte e trasformazioni.\u00a0Un punto di vista inedito, in medias res, da cui traguardare l\u2019incantata armonia di uno dei luoghi pi\u00f9 significativi del Rinascimento italiano e al contempo penetrare nella complessa macchinazione dei pensieri, delle opere e delle azioni dei protagonisti, per restituire al pubblico il sentimento di un\u2019esperienza unica nella storia recente di questo museo.\u00a0Su tutto il mutare della luce, il passare delle stagioni, l\u2019astante perfezione di una muta bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche, ha chiuso anche l\u2019ultimo cantiere. I lavori conclusivi finanziati con i fondi PNRR hanno interessato il Salone del Trono e le Sale meridionali (dette \u201cdei Melaranci\u201d) affacciate sul cortile del Pasquino. Si \u00e8 cos\u00ec completato un complesso di interventi che nell\u2019ultimo quadriennio ha visto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":76793,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[16,18],"tags":[3889,63,1995,2350,92],"class_list":["post-76792","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-cultura","tag-galleria-nazionale-delle-marche","tag-lavori","tag-palazzo-ducale","tag-presentazione","tag-urbino"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/sala_del_trono_di_palazzo_ducale.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76792"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76792\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76800,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76792\/revisions\/76800"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}