{"id":77550,"date":"2026-07-13T08:09:49","date_gmt":"2026-07-13T06:09:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=77550"},"modified":"2026-07-13T08:10:04","modified_gmt":"2026-07-13T06:10:04","slug":"urbino-galleria-nazionale-delle-marche-i-crocifissi-del-trecento-valorizzati-grazie-ai-fondi-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/07\/13\/urbino-galleria-nazionale-delle-marche-i-crocifissi-del-trecento-valorizzati-grazie-ai-fondi-pnrr\/","title":{"rendered":"Urbino, Galleria Nazionale delle Marche: i Crocifissi del Trecento valorizzati grazie ai fondi Pnrr"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della recente conclusione dei lavori di adeguamento impiantistico e di riallestimento, il piano nobile di Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche, \u00e8 tornato a essere visibile nella sua interezza anche collezionistica. Dopo tre anni di lavori, tutte le opere e tutti gli ambienti del primo piano del quattrocentesco palazzo sono pienamente fruibili dal pubblico, con le opere valorizzate nel nuovo allestimento e con la nuova illuminazione, dopo essere state sottoposte a interventi di manutenzione ordinaria e\/o straordinaria secondo la necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inoltre, con l\u2019ultimo lotto dei lavori \u00e8 stato riaperto l\u2019appartamento meridionale, dove \u00e8 stata ricavata una sala interamente dedicata ai\u00a0<em>Crocifissi<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa si configura come un vero e proprio focus su questo particolare arredo sacro, fondamentale nelle chiese medievali per la liturgia. Nel Medioevo le chiese avevano per la maggior parte di casi una divisione nella navata, una separazione dello spazio che serviva per dividere la zona destinata ai laici da quella dei religiosi. Su questa struttura, che poteva essere un tramezzo o un pontile in muratura o in legno, o una semplice trave, veniva collocato un\u00a0<em>Crocifisso<\/em>\u00a0di dimensioni tali da essere visto in tutta la chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Galleria Nazionale delle Marche custodisce in tal senso un piccolo nucleo di Crocifissi, entrati dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia nel Museo annesso all\u2019Istituto di Belle Arti delle Marche da chiese della provincia (Urbino, Fossombrone, Mercatello sul Metauro).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella sala dedicata a queste opere, che appare particolarmente suggestiva, i\u00a0<em>Crocifissi<\/em>\u00a0non sono fissati ai muri perimetrali, bens\u00ec staccati da essi e assicurati a dei sostegni metallici. Voluta da Luigi Gallo, gi\u00e0 Direttore della Galleria Nazionale delle Marche, la soluzione consente una lettura a 360\u00b0 delle opere (come fossero sculture), cio\u00e8 di poterli ammirare anche posteriormente<\/strong>. Si tratta di un\u2019opportunit\u00e0 non consueta che regala al visitatore la possibilit\u00e0 di scrutare una parte solitamente nascosta dei\u00a0<em>Crocifissi<\/em>, di vedere coi propri occhi lo stato di conservazione delle opere e di leggere le varie annotazioni \u2013 che per lo pi\u00f9 \u201cverbalizzano\u201d spostamenti e traslazioni delle croci dipinte nel tempo \u2013 le quali ricordano al visitatore che si ha di fronte un\u2019opera di oltre sette secoli di et\u00e0.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ccff;\"><strong>Le croci dipinte di Palazzo Ducale<\/strong><\/span><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra le opere presenti in questa sala di Palazzo Ducale &#8211; quattro crocifissi e una piccola tavola &#8211; spicca il Crocifisso monumentale in origine nella chiesa di San Francesco a Urbino.<\/strong>\u00a0L\u2019opera \u00e8 significativa della diffusione della nuova pittura di Giotto nella penisola italiana attraverso i pittori riminesi. Rimini all\u2019inizio del XIV secolo \u00e8 uno dei principali centri della penisola italiana e i suoi artisti ricevono illustri commissioni fino alla met\u00e0 del secolo in una vasta area estesa da Padova alle Marche, compresa Bologna e tutta la Romagna. La presenza di Giotto in San Francesco a Rimini, dove lasci\u00f2 un Crocifisso straordinario e un ciclo di affreschi purtroppo perduto, favor\u00ec la nascita di numerose botteghe aggiornate sullo stile rivoluzionario del maestro, stabilendone anche il successo per i committenti pubblici e privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pietro da Rimini, Francesco da Rimini e il Maestro dell\u2019Incoronazione di Urbino rappresentano tre personalit\u00e0 diverse e tutte importanti di questo mondo<\/strong>: Pietro, che rinnova con intelligenza la lezione di Giotto, Francesco, che ha un approccio pi\u00f9 espressivo e marcato, il misterioso Maestro dell\u2019Incoronazione di Urbino, operoso verso la met\u00e0 del secolo con un\u2019attivit\u00e0 giovanile riconosciuta in alcuni affreschi a Fabriano (Maestro di Sant\u2019Emiliano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito le didascalie delle cinque opere presenti nella Sala dei Crocifissi di Palazzo Ducale di Urbino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pietro da Rimini<\/strong><br \/>\n(Rimini, documentato tra il 1324 e il 1338)<br \/>\n<em>Crocifisso<\/em><br \/>\n1320-1330 ca.<br \/>\ntavola, cm 235 \u00d7182 \u00d7 12, inv. D 16<br \/>\niscrizione: IHS NAZARENUS REX IUDEORUM (nel titolo della croce)<br \/>\ndalla chiesa di Santa Chiara a Mercatello sul Metauro; in origine nella chiesa di Santa Maria di Presagnolo?<br \/>\n<em>Il crocifisso fa parte del primo nucleo del Museo annesso all\u2019Istituto di Belle Arti delle Marche. Pietro da Rimini fu un protagonista della scuola pittorica riminese del Trecento: fu attivo in Romagna e anche a Padova e nelle Marche, a Tolentino e a Urbania, dove si conserva un\u2019altra sua grande croce. Questa croce ha ancora buona parte della carpenteria originale con tabelloni stellati e i bracci innestati ad angolo retto. Nello sfondo \u00e8 dipinto un ornato che simula un prezioso tessuto orientale rosso a ruote.<\/em><\/p>\n<p><strong>Maestro di Verucchio (Francesco da Rimini?)<\/strong><br \/>\n(Rimini, documentato tra il 1333 e il 1348)<br \/>\n<em>Crocifisso<\/em><br \/>\n1320-1330 ca.<br \/>\ntavola, cm 389 \u00d7 308 \u00d7 15, inv. D 17<br \/>\niscrizione: IHS NAZAR\/ENUS REX IUDEORUM (nel titolo della croce)<br \/>\nOspedale di Urbino (fino al 1866), in origine in San Francesco a Urbino; in deposito dalla Congregazione di Carit\u00e0 di Urbino (1866)<br \/>\n<em>La croce \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi sopravvissute della scuola riminese del Trecento ed \u00e8 completa dei tabelloni ai lati e dello scasso alla base per la collocazione sul tramezzo, che nelle chiese divideva lo spazio dei religiosi da quello dei laici. Il pittore indugi\u00f2 in alcuni dettagli anatomici come i nervi tesi dei piedi del Cristo e le ombreggiature sulle gambe per dare naturalezza al corpo, che si intravede sotto il perizoma trasparente con un panneggio definito da pennellate pi\u00f9 chiare.<\/em><\/p>\n<p><strong>Maestro di Verucchio (Francesco da Rimini?)<\/strong><br \/>\n(Rimini, documentato tra il 1333 e il 1348)<br \/>\nCrocefissione e Vergine Annunciata<br \/>\n1320-1330 ca.<br \/>\ntavola, cm 44 \u00d7 24 \u00d7 2, inv. D 19<br \/>\niscrizione: farmacia (?) (nel retro della tavola)<br \/>\n<em>La tavola \u00e8 la valva destra di un dittico ad ante mobili di cui si conserva anche l\u2019altra met\u00e0 con la Nativit\u00e0 e l\u2019Adorazione dei Magi al Barber Institute of fine Arts di Birmingham (inv.42.10). Questo tipo di manufatti era usato durante la preghiera individuale e spesso gli artisti vi dipingevano la Crocifissione. Il retro delle due tavole \u00e8 dipinto a imitazione delle legature dei manoscritti, come si pu\u00f2 osservare confrontando il libro del Redentore nel tabellone della croce del medesimo maestro, esposta in sala.<\/em><\/p>\n<p><strong>Maestro dell\u2019Incoronazione di Urbino<\/strong><br \/>\n(attivo tra il secondo e il quinto decennio del XIV secolo)<br \/>\n<em>Crocifisso<\/em><br \/>\n1340-1345 ca.<br \/>\ntavola, cm 290,5 \u00d7 226 \u00d7 8, inv. D 18<br \/>\ndal convento di San Francesco a Fossombrone<br \/>\n<em>Questo anonimo maestro prende il nome da un frammento di polittico esposto nella sala successiva. Si tratta di un artista con ogni probabilit\u00e0 di origine fabrianese, a giudicare dagli affreschi presenti a Fabriano, il quale lavor\u00f2 nella provincia di Pesaro-Urbino, a Fano e a Saltara. Il braccio superiore della croce fu tagliato e ci\u00f2 comport\u00f2 forse la scomparsa dell\u2019iscrizione della Croce (titulus crucis). I quattro personaggi alati nei piccoli clipei alla base della croce rappresentano gli evangelisti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Anonimo (fiorentino?)<\/strong><br \/>\n<em>Crocifisso<\/em><br \/>\n1465-1470 ca.<br \/>\ntavola, cm 291 \u00d7 170 \u00d7 9, inv. D 3<br \/>\nFirenze, Vittorio Frascione (1957); nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1957<br \/>\n<em>Sulla base di una ridipintura antica sul volto, oggi rimossa, il crocifisso fu giudicato di scuola marchigiana e assegnato al museo, anche se non si conosce la sua provenienza originaria. Di grande impatto \u00e8 il pellicano, che offre il suo sangue per nutrire i piccoli, simbolo del sacrificio eucaristico e dell\u2019azione purificatrice del sangue versato da Ges\u00f9 sulla croce. Nel suppedaneo si trova il teschio di Adamo: secondo una leggenda il legno da cui fu ricavata la croce di Cristo proveniva da un albero nato dalle spoglie del primo uomo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A seguito della recente conclusione dei lavori di adeguamento impiantistico e di riallestimento, il piano nobile di Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche, \u00e8 tornato a essere visibile nella sua interezza anche collezionistica. 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