{"id":78185,"date":"2026-07-29T16:08:42","date_gmt":"2026-07-29T14:08:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=78185"},"modified":"2026-07-29T16:09:05","modified_gmt":"2026-07-29T14:09:05","slug":"da-pesaro-alle-marche-ambiente-e-salute-in-una-fase-decisiva-i-cittadini-proseguono-la-mobilitazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/07\/29\/da-pesaro-alle-marche-ambiente-e-salute-in-una-fase-decisiva-i-cittadini-proseguono-la-mobilitazione\/","title":{"rendered":"Da Pesaro alle Marche, ambiente e salute in una fase decisiva: i cittadini proseguono la mobilitazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ccff;\"><strong><em>Prorogata la campagna contro il progetto GNL sul Foglia. Preoccupazione anche per il nuovo Piano regionale dei rifiuti: servono precauzione, studi sanitari e partecipazione reale<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Cittadini Liberi di Pesaro, insieme al Comitato \u201cPesaro: No GNL\u201d ed EveryOne Group, grazie al contributo di numerosi cittadini, hanno prolungato di altri dieci giorni, vale a dire fino al 21 agosto, la campagna di affissioni dedicata al progetto di impianto GNL sul fiume Foglia.\u00a0Altri manifesti sono stati consegnati all\u2019ufficio comunale competente e saranno nuovamente esposti nei quartieri cittadini. La campagna vuole informare la popolazione sulle conseguenze del nuovo Piano di assetto idrogeologico dell\u2019Autorit\u00e0 di bacino distrettuale dell\u2019Appennino Centrale (PAI), che ha introdotto un quadro di tutela destinato a incidere sulla compatibilit\u00e0 del progetto previsto nell\u2019area della Tombaccia. Il progetto GNL, infatti, non risulta ancora formalmente decaduto, nonostante le rilevanti questioni poste dal nuovo assetto idrogeologico. Prosegue inoltre l\u2019azione civile promossa da Fox Petroli nei confronti di Roberto Malini e Lisetta Sperindei, rappresentanti del Comitato, con una richiesta risarcitoria di due milioni di euro. La data dell\u2019udienza conclusiva \u00e8 stata fissata dal giudice per il 1\u00b0 aprile 2027..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda del GNL si inserisce in un momento particolarmente delicato per il futuro urbanistico e ambientale di Pesaro. Anche Legambiente, intervenendo sul nuovo Piano urbanistico generale (PUG), ha evidenziato come non basti raccogliere una grande quantit\u00e0 di informazioni sul territorio, ma occorra stabilire una chiara gerarchia delle priorit\u00e0 e costruire una visione complessiva della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha osservato Rosalia Cipolletta, un quartiere de non pu\u00f2 essere considerato come un elemento isolato, ma deve essere letto nelle sue relazioni con il fiume, la campagna, gli altri quartieri, i corridoi ecologici, il rischio idraulico, la biodiversit\u00e0 e la salute dei cittadini. Lo stesso principio vale ancora di pi\u00f9 per l\u2019area Fox, che non pu\u00f2 essere trattata come un dossier separato dal contesto urbano e ambientale nel quale si colloca. Non \u00e8 un dettaglio, avverte Legambiente, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si gioca il futuro ambientale di Pesaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl futuro di Pesaro \u2014 dichiarano Malini e Sperindei \u2014 non pu\u00f2 essere deciso attraverso singoli progetti esaminati senza una visione unitaria. Il nuovo PAI e il nuovo PUG devono tradursi in scelte coerenti con la sicurezza idraulica, la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente e il diritto dei cittadini a vivere in un territorio protetto. Scelte che non si sono fatte nel Piano regionale di gestione dei rifiuti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla questione cittadina si aggiunge infatti ora quella regionale. Il Piano rifiuti, approvato il 28 luglio, introduce la previsione di un impianto di &#8220;valorizzazione energetica&#8221;, cio\u00e8 di un impianto di combustione dei rifiuti e lascia aperte questioni importanti sul futuro delle discariche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019iter in Commissione, la maggioranza ha approvato un emendamento volto a ridurre da 1.500 a 1.000 metri la distanza prevista per eventuali nuove discariche di rifiuti non pericolosi. \u00c8 stata inoltre introdotta la possibilit\u00e0 di destinare alle discariche esistenti una quota fino al 50 per cento di rifiuti speciali, con l\u2019esplicita preferenza dichiarata per l\u2019ampliamento degli impianti gi\u00e0 presenti rispetto all\u2019apertura di nuove discariche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi elementi non consentono di sostenere che il Piano escluda inequivocabilmente nuove discariche per rifiuti speciali o ampliamenti delle discariche esistenti. La legislazione regionale attribuisce inoltre alla pianificazione il compito di indicare impianti e fabbisogni necessari al recupero e allo smaltimento dei rifiuti speciali in prossimit\u00e0 dei luoghi di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSiamo di fronte a un allarme che riguarda l\u2019intera regione \u2014 dichiarano Roberto Malini e Lisetta Sperindei \u2014 perch\u00e9 la politica non sembra avere scelto una strategia realmente orientata alla prevenzione, alla drastica riduzione dei rifiuti e al recupero di materia. Il rischio \u00e8 che, dietro il richiamo all\u2019economia circolare, si consolidino invece per decenni incenerimento, ampliamenti delle discariche e nuove pressioni sui territori\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le distanze non rappresentano da sole una garanzia assoluta. La sicurezza dipende anche dalla conformazione del territorio, dai venti, dalle caratteristiche dei rifiuti, dalle emissioni, dalle acque, dal traffico indotto e dalla presenza di altre fonti di inquinamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio per questo, per\u00f2, la distanza dagli abitati non pu\u00f2 essere ridotta a un dettaglio burocratico. Costituisce una prima misura prudenziale e deve essere accompagnata da valutazioni sanitarie preventive, analisi della dispersione degli inquinanti, esame degli impatti cumulativi e particolare attenzione a scuole, ospedali, strutture sociosanitarie e persone vulnerabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Per un grande impianto di combustione la prudenza deve essere ancora maggiore \u2014 spiega il Comitato \u2014perch\u00e9 un\u2019infrastruttura destinata a operare per decenni comporta emissioni, traffico, produzione di ceneri e residui e pu\u00f2 condizionare a lungo l\u2019intero sistema regionale dei rifiuti. Non \u00e8 quindi sufficiente rinviare gli approfondimenti alla successiva scelta del sito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon sono state presentate analisi sanitarie e proiezioni sufficientemente approfondite sulle conseguenze territoriali dell\u2019inceneritore e della riduzione delle distanze dalle discariche \u2014 proseguono Malini e Sperindei \u2014 n\u00e9 il dibattito politico ha proposto modifiche capaci di correggere realmente le criticit\u00e0. Emendamenti puntuali avrebbero lasciato una traccia politica e amministrativa importante anche per le successive iniziative istituzionali e giuridiche\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso dell\u2019ex Ilva di Taranto ha dimostrato quanto possa diventare decisivo il ruolo di cittadini, associazioni, tecnici e medici quando la tutela della salute non viene assicurata tempestivamente dalle istituzioni. Il parallelo non riguarda le dimensioni o la storia dei singoli impianti, ma un principio generale, vale a dire che i danni devono essere prevenuti, non riconosciuti soltanto dopo anni di esposizione e di contenziosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSembra ancora una volta che la difesa del territorio e della comunit\u00e0 venga demandata ai cittadini. Ma la societ\u00e0 civile non pu\u00f2 limitarsi alla protesta. Deve organizzarsi, raccogliere documenti, promuovere studi indipendenti, intervenire nelle procedure ambientali e rivolgersi agli enti competenti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Cittadini Liberi, il Comitato \u201cPesaro: No GNL\u201d ed EveryOne Group annunciano quindi l\u2019intenzione di presentare memorie, documentazione e richieste circostanziate alla Regione, alla Provincia, ad ARPAM, alle aziende sanitarie territoriali, all\u2019Autorit\u00e0 di bacino e ai Comuni interessati, affinch\u00e9 ciascun ente eserciti pienamente le proprie competenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le richieste riguarderanno in particolare la completezza della VAS e delle valutazioni sanitarie; la motivazione scientifica delle distanze; l\u2019analisi degli impatti cumulativi; il confronto con alternative fondate sulla riduzione dei rifiuti e sul recupero di materia; il monitoraggio indipendente dell\u2019aria, delle acque e del suolo; la tutela, infine, delle popolazioni e dei luoghi sensibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCambiamenti climatici, degrado della qualit\u00e0 dell\u2019aria e dell\u2019acqua e crescente fragilit\u00e0 dei territori impongono un cambio di rotta. Le convenienze industriali e le tattiche politiche non possono prevalere sul principio di precauzione, sulla salute e sulla sicurezza delle comunit\u00e0. Da Pesaro alle Marche, \u00e8 il momento di costruire una mobilitazione civile unitaria, competente e perseverante\u00bb.<\/p>\n<p>Nella foto, da sinistra Marco Palanghi (Cittadini Libari), Lisetta Sperindei e Roberto Malini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prorogata la campagna contro il progetto GNL sul Foglia. 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